Archive for the Storia Category

Il Saturn I

Posted in Storia, Tecnologia with tags on 25 settembre 2016 by raghnor

Il lancio della missione SA-4 (utilizzando un Saturn I Block I)

Quando ho dedicato alcuni post al Saturn V, ho solo di sfuggita accennato agli altri membri della famiglia. Questo post è dedicato al Saturn I, il primo razzo della famiglia dei Saturn la cui importanza e il cui contributo nella fase di sviluppo sia del fratello maggiore che del CSM non vanno assolutamente sottovalutati.

È stato il primo HLLV (Heavy Lift Launch Vehicle) degli Stati Uniti; in questa categoria rientrano tutti i razzi in grado di portare grossi carichi in orbita. Fu il Presidente Kennedy ad indicare il lancio del Saturn I (l’SA-5 in particolare) come il momento in cui gli Stati Uniti avrebbero superato la capacità di lancio dei Russi, dopo aver a lungo inseguito fin dallo Sputnik. E lo fece in un discorso alla Brooks AFB a San Antonio, Texas, il 21 Novembre 1963; il giorno prima di essere assassinato a Dallas.

Sebbene fosse stato inizialmente pensato come un razzo per lanci militari durante gli anni 60, venne in realtà usato solo dalla NASA per un breve periodo: in totale vennero effettuati 10 lanci, prima che venisse lasciato da parte per fare spazio alla sua versione potenziata, il Saturn IB (dotato in particolare di un secondo stadio più potente ed una migliore strumentazione di bordo). Tra i suoi maggiori successi vanno inscritti i lanci dei tre satelliti Pegasus e i lanci utilizzati per verificare l’aerodinamica del Modulo di Comando e Servizio nelle fasi di volo in atmosfera. Continua a leggere

The Tethered Astronaut

Posted in Eventi, News, Storia on 31 luglio 2016 by raghnor

Dopo un lungo silenzio, c’è voluto un tweet di Luigi Pizzimenti per spingermi a riprendere in mano il blog e a scrivere questo post.

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Gli appassionati dovrebbero essere in grado di restringere il numero dei possibili protagonisti a cui si fa riferimento nel tweet.

Per quanto mi riguarda, mi si sono immediatamente rizzate le antenne e un breve scambio di messaggi con Luigi ha confermato i miei sospetti.

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Le missioni ‘perdute’

Posted in Missions, Storia with tags , , on 20 luglio 2014 by raghnor

Il Saturn V esposto al KSC

Nel giorno in cui si festeggiano i 45 anni dal primo allunaggio (e ne approfitto per ricordarvi l’appuntamento di stasera con “Stregati dalla Luna”), ho pensato a questo post, il cui sottotitolo potrebbe essere “Le missioni che sarebbero potute essere ma che ci siamo persi”.

A molti questo farà pensare ad Apollo 18, 19 e 20. Ma nel corso del Progetto Apollo i piani sono cambiati altre volte con impatti sia sullo sviluppo dei veicoli che nell’assegnazione degli astronauti alle missioni. Diverse missioni vennero cancellate a causa di modifiche al design dei veicoli, per ritardi nella realizzazione, per limitazioni ai budget e, non ultimo, per l’incidente di Apollo 1.

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Stregati dalla Luna

Posted in Anniversario, Eventi, Storia with tags , , on 16 luglio 2014 by raghnor

La locandina di
‘Stregati dalla Luna’

Come ben saprà chi segue questo blog, in questi giorni ricorre il 45° anniversario di Apollo 11.

E tra le tante iniziative per celebrare questo storica data mi sembra giusto segnalare una bellissima iniziativa della RAI. La notte tra Domenica 20 Luglio e Lunedì 21 Luglio, su RAI SCUOLA andrà in onda “Stregati dalla Luna”, una trasmissione che durerà 12 ore (12 ORE!) e che, sfruttando spezzoni dell’epoca, testimonianze ed ospiti speciali, racconterà quella notte di 45 anni fa in tempo reale.

Tra le altre cose due ‘vecchie conoscenze’ del blog parteciperanno alla trasmissione. Paolo Attivissimo presenterà il suo “Moonscape”, il documentario in alta definizione dedicato al primo atterraggio dell’uomo sulla Luna e frutto di anni di lavoro e di tanta tanta passione. Luigi Pizzimenti invece ci mostrerà la riproduzione scala 1:1 di Casper (CM di Apollo 16) e della tuta spaziale A7LB utilizzata nel Progetto Apollo. Magari entrambi non si limiteranno solo a questo, ma non ho informazioni più dettagliate in merito.

Altre interessanti chicche le potete vedere nel video pubblicato su YouTube.

Altri dettagli li trovate sul blog Il Disinformatico di Paolo e sul sito di Luigi CollectionSpace.

Vi segnalo infine un’altra iniziativa sempre di Paolo Attivissimo: su Twitter se seguite il suo utente @attivissimoLIVE, già da qualche giorno vengono pubblicati tweet sicronizzati con gli eventi di 45 anni fa, arricchiti da splendide foto.

Vi ricordo ancora che la trasmissione sarà visibile sul RAI SCUOLA (canale 147 del digitale terrestre) e sul canale 33 TIVUSAT.

Il Lunar Module Rendezvous Radar

Posted in Storia, Tecnologia with tags , , , on 13 ottobre 2013 by raghnor

L’Ascend Module di Apollo 17

Il Lunar Module era dotato di un secondo radar oltre al Landing Radar che è stato descritto nel post di due settimane fa. Posizionato nella parte alta dell’ascent stage, il suo disco è ben visibile in tutte le foto del LM: si trattava del Rendezvous Radar (RR).

Questo radar era un componente fondamentale per il completamento della manovra di rendezvous e il suo scopo principale era quello di cercare il CSM nella sua orbita e, una volta trovato, seguirlo fornendo un flusso continuo di informazioni all’AGC. Per consentire al radar di individuarlo, il CSM era dotato di un transponder, ovvero un dispositivo automatico che riceve, amplifica e ritrasmette un segnale su una frequenza differente da quella ricevuta. Il rendezvous radar assicurava informazioni aggiornate su posizione, distanza e velocità del CSM. Ovviamente erano previste alternative per completare il rendezvous, tutte le tecniche sviluppate nel corso del progetto Gemini ma il RR era il sistema primario e facilitava di molto il compito.

L’antenna del radar trasmetteva un segnale, che se ben direzionato, veniva ricevuto dal transponder sul CSM, elaborato e rispedito indietro. Il segnale di ritorno veniva ricevuto dall’antenna e processato dall’elettronica del RR, in modo da ricavarne i dati che venivano poi passati all’AGC e utilizzati da questo per determinare i comandi per il PNGCS.

Il ricevitore dell’antenna del RR era suddiviso in 4 parti in modo che, se il radar non fosse stato allineato correttamente con il CSM, l’intensità del segnale ricevuto non sarebbe stato uguale in tutte le sezioni. La differenza, dopo essere stata elaborata dall’elettronica di controllo del radar, serviva a modificare il suo orientamento fino ad ottenere il bilanciamento del segnale proveniente da transponder del CSM. La portata massima del radar era di 750 km.

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Il Lunar Module Landing Radar

Posted in Storia, Tecnologia with tags on 29 settembre 2013 by raghnor

Il Landing Radar

Sebbene tutti i sistemi che componevano il Lunar Module debbano essere ritenuti fondamentali per la riuscita dell’allunaggio, erano 4 quelli critici:

Il controllo del LM durante la discesa verso la superficie si basava principalmente sui comandi di guida generati dal PNGCS, e in particolare dal suo pilota automatico, o a quelli impartiti dall’equipaggi tramite i controlli manuali (come l’ACA).

Il landing radar aveva come compito quello di determinare con esattezza la distanza dalla superficie e la velocità del veicolo; questi valori venivano passati all’LGC (il Lunar Module Guidance Computer, in pratica l’AGC del LM) che li incorporava nei suoi calcoli in modo da far coincidere i valori determinati dal sistema di guida inerziale con quelli appunto del radar (quello che veniva definito far convergere i valori di velocità e altitudine). Tecnicamente si trattava di un radar che sfruttava 4 diversi fasci di microonde: uno determinava l’altitudine utilizzando un fascio continuo di onde modulate opportunamente in frequenza e gli altri 3 le componenti vettoriali della velocità applicando ai fasci continui di onde l’effetto Doppler. L’antenna poteva assumere due orientamenti diversi, ciascuno adatto ad un determinato momento della discesa.

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L’ultima ora

Posted in Storia, Tecnologia with tags , , , , on 22 settembre 2013 by raghnor

Tutto quello che resterà dello stack Apollo tra un’ora …

Agli astronauti restava ormai solo un’ora alla fine della loro avventura: per tutti loro la destinazione erano le acque del Pacifico, dove li attendeva la squadra di recupero. Era ora di fare un po’ di ordine all’interno della cabina del CM: tutto doveva essere stipato all’interno degli appositi spazi ed assicurato in modo da non essere pericoloso nelle agitate fasi del rientro (chiedete ad Alan Bean per informazioni). Era anche il momento di montare la cinepresa da 16 mm vicino al finestrino di rendezvous di destra, in modo che potesse riprendere tutto il rientro: l’obiettivo non puntava direttamente all’esterno, ma riprendeva ciò che veniva riflesso da uno specchio appositamente posizionato.

Nel frattempo era stato completato il riscaldamento dei motori dell’RCS del Command Module, motori che una volta entrati nell’atmosfera avrebbero garantito la manovrabilità della capsula e assicurato una certa stabilità ai movimenti di beccheggio e imbardata.

La carica delle batterie (due) dei sistemi pirotecnici veniva verificata ed eventualmente aumentata tramite energia presa del Service Module (se inferiore ai 35 volt). Una terza batteria veniva collegata al bus di alimentazione principale: questa sarebbe diventata la principale fonte di energia dopo la perdita delle celle a combustibile. Un ulteriore controllo della deriva del GDC serviva a valutare l’affidabilità di due strumenti di navigazione che da esso prendevano i dati, l’FDAI di destra e l’RSI (lo strumento che mostrava la direzione del vettore portanza.

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