Le missioni ‘perdute’

Il Saturn V esposto al KSC

Nel giorno in cui si festeggiano i 45 anni dal primo allunaggio (e ne approfitto per ricordarvi l’appuntamento di stasera con “Stregati dalla Luna”), ho pensato a questo post, il cui sottotitolo potrebbe essere “Le missioni che sarebbero potute essere ma che ci siamo persi”.

A molti questo farà pensare ad Apollo 18, 19 e 20. Ma nel corso del Progetto Apollo i piani sono cambiati altre volte con impatti sia sullo sviluppo dei veicoli che nell’assegnazione degli astronauti alle missioni. Diverse missioni vennero cancellate a causa di modifiche al design dei veicoli, per ritardi nella realizzazione, per limitazioni ai budget e, non ultimo, per l’incidente di Apollo 1.

Nel Settembre 1962, la NASA aveva pianificato 4 voli di test in orbita terreste del CSM nel modello Block I, utilizzando il Saturn I come vettore. Tali missioni identificate con i codici da SA-11 a SA-14, si sarebbero dovute effettuare tra il 1965 e il 1966. Ma il limitato carico utile del Saturn I avrebbe significato poter utilizzare modelli di test del CSM con un ridotto insieme di sottosistemi per ciascun volo. Nell’Ottobre 1963 i voli vennero rimpiazzati da due soli voli effettuati con il vettore Saturn IB, i voli AS-204 e AS-205.

L’incendio di Apollo 1 pose fine a tutti i voli di test ipotizzati per i CSM Block I con equipaggio. Il ritardo accumulato per riprogettare tutti i veicoli ebbe impatto anche sulla pianificazione dei voli.

Un caso di cancellazione ‘per successo’ fu quello del secondo volo di test senza equipaggio del Lunar Module. Grazie alla ottima riuscita di Apollo 5 (con a bordo il LM-1, il volo del LM-2 venne cancellato.

Il contratto della NASA con i suoi fornitori prevedeva di costruire 15 Saturn V. Quando Apollo 11 allunò, i piani dell’ente spaziale prevedevano quindi di proseguire almeno fino ad Apollo 20.

A quel punto i piani erano di lanciare una missione ogni 4 mesi fino a Luglio 1972. E i luoghi di atterraggio ipotizzati erano i seguenti (tra parentesi il tipo di missione):

  • Apollo 12 (H) : Ocean of Storms (sito di allunaggio di Surveyor 3)
  • Apollo 13 (H) : Fra Mauro highlands
  • Apollo 14 (H) : Littrow crater
  • Apollo 15 (H) : Censorinus crater
  • Apollo 16 (J) : Descartes Highlands
  • Apollo 17 (J) : Marius Hills
  • Apollo 18 (J) : Copernicus crater
  • Apollo 19 (J) : Hadley Rille
  • Apollo 20 (J) Tycho crater (sito di allunaggio di Surveyor VII)

Ma ovviamente le cose andarono diversamente. Nel Gennaio 1970, nemmeno 6 mesi dopo il primo allunaggio, la NASA annunciò la cancellazione di Apollo 20. Otto mesi dopo anche Apollo 19 seguì lo stesso destino. Anche l’originaria missione Apollo 15 venne cancellata, causando lo slittamento delle successive (quella che era Apollo 16 divenne la 15 etc.).

Ci furono diverse ragioni dietro alle cancellazioni. La riduzione del budget NASA, imposta dal Nixon e dal Congresso, fu una delle principali cause. Nell’Agosto 1971, il Presidente propose addirittura la cancellazione di Apollo 16 e Apollo 17 ma Caspar Weinberger, vice direttore responsabile dell’Office of Management and Budget (OMB), si oppose e gli fece cambiare idea o se proprio si dovessero rendere necessari che fossero subordinati ad un grande successo di Apollo 15.

Il budget NASA aveva raggiunto il suo picco nella metà degli anni ’60 e all’epoca contava su uno staff di 400.000 persone (tra proprio personale e quello dei fornitori). Ma già nel 1970 il numero si era ridotto a 190.000 con un’ipotesi di riduzione di altre 50.000 persone.

Ma c’era un altro motivo importante oltre ai soldi. In fondo i veicoli (Saturn V, CSM e LM) erano già stati pagati. Gli stessi manager della NASA, a fronte di un interesse dell’opinione pubblica in drastico calo già subito dopo Apollo 11, iniziavano a chiedersi anch’essi se “valesse la pena e se fossero spesi bene i soldi per le rimanenti missioni Apollo”. E anche l’epopea di Apollo 13, seppur conclusasi bene, lasciò forti dubbi sulla necessità di far correre tanti rischi agli astronauti.

Sebbene il ritorno in termini scientifici del progetto Apollo era sempre più elevato di missione in missione, questo non fu sufficiente. A parte gli scienziati che si occupavano direttamente della Luna, nessun’altro rimase particolarmente impresso da tali risultati.

E inoltre, sempre all’interno dell’ente spaziale americano, si erano accese dispute tra i responsabili dei vari progetti che attendevano di poter attingere al budget (ad esempio per le missioni Skylab). E non scordiamoci che nel 1969 una task force presidenziale avana iniziato a lavorare all’idea di una navetta spaziale riutilizzabile …

Nessun equipaggio venne mai ufficialmente designato per le tre ultime missioni. Ma sulla base della rotazione degli equipaggi fino a quel momento utilizzata, lo scenario più probabile al momento della cancellazione era il seguente:

  • Apollo 18:
    Richard Gordon (CDR),
    Vance Brand (CMP),
    Harrison Schmitt (LMP)
  • Apollo 19:
    Fred Haise (CDR),
    William Pogue (CMP),
    Gerald Carr (LMP),
  • Apollo 20:
    Charles Conrad (CDR),
    Paul Weitz (CMP),
    Jack Lousma (LMP)

Ovviamente non c’è modo di sapere se veramente le cose sarebbero andate così. Di sicuro c’è che Schmitt divenne il LMP di Apollo 17 e che molti degli astronauti menzionati ebbero un proprio ruolo nei programmi successivi (Skylab e STS).

Al lavoro sull’umbilical del CSM-119

C’è però anche un aspetto positivo derivato da questi tagli: i veicoli non utilizzati sono ora visibili in diversi musei nel mondo (KSC, Smithsonian, Museo della Scienza di Londra, …) e quindi abbiamo la possibilità di ammirare e toccare con mano non una riproduzione o un modellino. Come esempio di cosa questo voglia dire anche per chi lavora all’hardware moderno, nel 2007 un gruppo di ingegneri della NASA si è recato al KSC e ha smontato il collegamento ombelicale tra CM ed SM del CSM-119. Scopo dell’esame era prendere spunti per la realizzazione di un sistema simile sull’Orion. I dettagli li trovate qui.

2 Risposte to “Le missioni ‘perdute’”

  1. alaskait Says:

    Ho registrato le 12 ore di trasmissione televisiva “Stregati dalla luna” su hard disk. ora si pone il problema di frazionare e masterizzare su dvd single side l’intera trasmissione. chi mi consiglia come fare? In particolare come sezionare le dodici ore in modo da spalmarle su X dvd? grazie

  2. Giampiero Says:

    Una miniera di informazioni, come sempre.
    Grazie.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...