Archivio per Vacanze

Riflessioni per l’Ombrellone (Anno IV – 4)

Posted in Varie with tags on 25 agosto 2013 by raghnor

Gran finale con ben due belle citazioni di Neil. Alla settimana prossima per riprendere il nostro viaggio.

Neil Armstrong (1930 – 2012)

“The important achievement of Apollo was demonstrating that humanity is not forever chained to this planet and our visions go rather further than that and our opportunities are unlimited.”

“L’importante risultato conseguito dall’Apollo è stato dimostrare che l’umanità non è incatenata per sempre a questo pianeta e la nostra visione si spinge molto più lontano e le nostre opportunità sono illimitate.”

— Neil Armstrong

 

“Some question why Americans should return to the Moon. ‘After all,’ they say ‘we have already been there.’ I find that mystifying. It would be as if 16th century monarchs proclaimed that ‘we need not go to the New World, we have already been there.’ Or as if President Thomas Jefferson announced in 1803 that Americans ‘need not go west of the Mississippi, the Lewis and Clark Expedition has already been there.'”

“Alcuni si chiedono perché gli Americani dovrebbero tornare sulla Luna ‘In fondo’, dicono ‘ci siamo già stati’. Lo trovo ingannevole. Sarebbe come se i Re del 16° secolo avessero detto ‘non ci serve tornare nel Nuovo Mondo, ci siamo già stati’. O se il Presidente Thomas Jefferson avesse annunciato nel 1803 che gli Americani ‘non avevano bisogno di andare a ovest del Mississippi, la Spedizione Lewis e Clark ci è già stata.'”

— Neil Armstrong, testimonianza alla House Science and Technology Committee

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Riflessioni per l’Ombrellone (Anno IV – 3)

Posted in Varie with tags on 18 agosto 2013 by raghnor

Armstrong prima di Apollo 11

“It suddenly struck me that that tiny pea, pretty and blue, was the Earth. I put up my thumb and shut one eye, and my thumb blotted out the planet Earth. I didn’t feel like a giant. I felt very, very small.”

“Di colpo venni colpito dal fatto che quel piccolo pisello, grazioso e blu, era la Terra. Ho sollevato il mio pollice e chiuso un occhio, e il mio pollice cancellava completamente il pianeta Terra. Non mi sono sentito un gigante. Mi sono sentito molto, molto piccolo.”

— Neil Armstrong

Riflessioni per l’Ombrellone (Anno IV – 2)

Posted in Varie with tags on 11 agosto 2013 by raghnor

Armstrong prima di Gemini 8

“Where was I when the first Moon landing occurred? I was in bed with Janet Armstrong!”

“Dov’ero durante il primo allunaggio? Ero a letto con Janet Armstrong!”

Bill Anders

Questa settimana ho scelto di dare spazio a questa battuta che da anni Anders ripete.

Anders era un amico della famiglia Armstrong e in particolare di Janet con cui avevano condiviso il triste compito di annunciare a Pat White la morte del marito nel rogo di Apollo 1. Durante le fasi dell’allunaggio di Apollo 11, Janet preferì isolarsi in camera con il figlio Rick ad ascoltare lo svolgimento della missione dalla squawk box e chiese ad Anders di unirsi a loro per aiutarla ad interpretare il gergo delle comunicazioni radio.

Riflessioni per l’Ombrellone (Anno IV – 1)

Posted in Varie with tags on 4 agosto 2013 by raghnor

Quest’anno le ‘Riflessioni’ verrano dedicate a Neil Armstrong, che purtroppo qualche mese fa ci ha lasciato per affrontare una nuova missione … Buon viaggio Neil!

Armstrong con un X-15

“Pilots take no special joy in walking: pilots like flying. Pilots generally take pride in a good landing, not in getting out of the vehicle.”

“I Piloti non provano un piacere particolare nel camminare: i Piloti amano volare. I Piloti solitamente vanno orgogliosi di un buon atterraggio, non nell’uscire dal veicolo.”

dal libro In the Shadow of the Moon : A Challenging Journey to Tranquility, 1965-1969 (2007)

Riflessioni per l’Ombrellone (Anno III – 4)

Posted in Varie with tags , on 26 agosto 2012 by raghnor

It was probably the most hostile environment I’d ever been in a flight situation. And yet I felt more at peace and more serene …You didn’t feel fearful of the hostle environment … There was a serenity and a peacefulness about the Moon. There was a great peace inside. There was a sense of security in the fact that you were here and the mission was going to get done. A lot of confidence in our ability. We had trained for two and a half years – we knew what to do … There was a feeling of belonging. I felt familiar. There was a great sense of familiarity – there’s Stone; there’s North Ray; there’s Smokey; there’s the Dot crater. I’d looked at those photographs for a thousand times! And here we were! We’re right here on this photograph. And so I felt right at home … I believe because the training was so thorough and our preflight planning and study of the land site made it preconditioned. Now, if the lunar module went arcing off somewhere and landed forty miles north or forty miles west, I think it wouldn’t been a lot eerier.

E’ stato probabilmente l’ambiente più ostile in cui mi sia mai trovato in una situazione di volo. Eppure mi sentivo molto pacifico e sereno … Non avvertivi la paura dell’ambiente ostile … C’era serenità e pace sulla Luna. Una grande pace interiore. C’era un senso di sicurezza che derivava dall’essere li e la missione stava procedendo. Molta confidenza nelle tue capacità. Ci eravamo allenati per 2 anni e mezzo – sapevamo cosa fare … Avvertivi un senso di appartenenza. Mi sentivo confidente. C’era un forte senso di confidenza – lì c’era Stone; lì North Ray; lì Smokey; lì il cratere Dot. Avrò visto le loro foto un migliaio di volte! Ed eccoli qui! Eraamo esattametne in una di quelle fotografie. E mi sentivo a casa … Credo che l’accuratezza dell’allenamento e tutta la pianificazione e gli studi fatti prima del volo ci abbiano precondizionati. Ma se il modulo lunare avesse proseguito la sua corsa e fossimo allunati a 40 miglia di distanza a nord o ad ovest, non credo che sarebbe stato più terrificante.

Charlie Duke (dal libro Voices from the Moon)

Riflessioni per l’Ombrellone (Anno III – 3)

Posted in Varie with tags , on 19 agosto 2012 by raghnor

In my view the emotional moment was the landing. That was human contact with the Moon, the landing. The fact that we were eigth feet … or ten feet separated from the surface of the Moon rather than two inches at the time I was standing on it … didn’ t to me seem like a significant difference. It was at the time when we landed that we were there, we were in the lunar environment, the lunar gravity. That, in my view was the emotional high. And the business of getting down the ladder to me was much less significant. You know, I wouldn’t have focused on that at all except the press and everyone was making so much of a big thing about the exit from the vehicle and step on the surface with the boot.

Dal mio punto di vista l’apice dell’emozione è stato l’allunaggio. Quello è stato il contatto umano con la Luna, l’allunaggio. Il fatto che fossimo separati dalla superficie da 8 piedi [2.5 mt] … o 10 piedi [3 mt] anzichè 2 pollici [5 cm] come quando ci stavo sopra … non mi sembra una differenza significativa. E’ stato quando siamo allunati che siamo arrivati, eravamo nell’ambiente lunare, soggetti alla gravità lunare. Quello, dal mio punto di vista è stato il picco emozionale. E la discesa dalla scaletta ha avuto per me un minore significato. Non avrei prestato molta attenzione ad essa se la stampa e tutti gli altri non avessero enfatizzato così tanto l’uscita dal veicolo e il primo passo sulla superficie.

Neil Armstrong (dal libro Voices from the Moon)

Riflessioni per l’Ombrellone (Anno III – 2)

Posted in Varie with tags , on 12 agosto 2012 by raghnor

The fact that you can put your thumb up to the window of the spacecraft and completely put the earth behind your thumb is a concept that gives you the insignificance of your own existence with respect to the universe … You have to think about hiding the entire Earth. Everything that you’ve ever done. All the people you knew. Every place you’ve been. Continents. Al the major confrontations that you had. You know, the various wars that were going going at the time. The problems at home, the dissension … 1968 was a very bad year. The Vietnam were was going on. The Democratic convention here in Chicago was a disaster. It was not a good year. … and it turns out that it really made you feel humble, because everything shrunk in size.

Il fatto che puoi mettere il tuo pollice sul finestrino della capsula e nascondere completamente la Terra dietro di esso è un concetto che ti mostra quanto sia insignificante la tua esistenza rispetto all’universo … Pensi al fatto di nascondere l’intera Terra. Tutto quello che hai fatto. Tutte le persone che conosci. Tutti i posti in cui sei stato. I continenti. Tutti le grosse dispute. Pensa alle varie guerre in corso a quel tempo. I problemi a casa, il dissenso … Il 1968 è stato un anno davvero brutto. La guerra in Vietnam che continuava. La convention democratica a Chicago è stata un disastro. Non è stato un buon anno … e questo gesto ti fa sentire modesto, perchè tutto si ridimensiona.

Jim Lovell (dal libro Voices from the Moon)