Archivio per Apollo 9

Gli Uomini – Rusty Schweickart

Posted in Biografie with tags on 1 settembre 2013 by raghnor

Rusty Schweickart

Nome Completo: Russell Louis Schweickart

Nato il: 25 Ottobre 1935

Ruolo nel Progetto: Astronauta (NASA Group 3 – The Fourteen)

Missioni: Apollo 9

Onorificienze Ricevute: NASA Distinguished Service Medal (1969), Federation Aeronautique Internationale De La Vaux Medal (1970), National Academy of Television Arts and Sciences Special Trustees Award (Emmy) (1969), NASA Exceptional Service Medal (1973), Honorary Trustee and Fellow della California Academy of Sciences.

Russell Louis “Rusty” Schweickart è nato il 25 Ottobre 1935 a Neptune Township, nel New Jersey. Dopo essersi diplomato alla Manasquan High School, ha conseguito la laurea e il master in Aeronautica / Astronautica presso il Massachusetts Institute of Technology (MIT) rispettivamente nel 1956 e nel 1963.

Successivamente ha rivestito il ruolo di ricercatore scientifico all’Experimental Astronomy Laboratory, sempre presso il Massachusetts Institute of Technology (MIT). Nel corso di tale lavoro, ha svolto ricerche nell’ambito della fisica atmosferica, del tracciamento del movimento delle stelle e la stabilizzazione delle immagini stellari. La sua tesi per il master fu una validazione sperimentale di un modello teorico della radianza della stratosfera.

In seguito ha prestato sevizio nella US Air Force e nella Massachusetts Air National Guard (101st Tactical Fighter Squadron) dal 1956 al 1963, totalizzando più di 4000 ore di volo, di cui 3500 su aerei a reazione ad alte prestazioni.

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Il COAS (Crewman Optical Alignment Sight)

Posted in Tecnologia with tags , , on 6 gennaio 2013 by raghnor

Il COAS (foto da Space1)

Il Crewman Optical Alignment Sight era un dispositivo essenziale a disposizione dell’equipaggio e utilizzato sia nel CSM che nel LM in diversi momenti delle missioni con diverse funzioni.

Il COAS era uno strumento di collimazione, una specie di mirino. Di aspetto simile ad un telescopio, forniva agli astronauti una linea di riferimento da utilizzare primariamente nella fase di docking a partire da una distanza di 45 metri.

Oltre a questo il COAS poteva fornire all’astronauta che stava manovrando una stima approssimativa, ma utile, della distanza e della velocità di avvicinamento all’altro veicolo coinvolto nella manovra.

Il COAS aveva un corpo cilindrico dotato di una lampada con un controllo di intensità, un reticolo, un meccanismo di aggancio ai finestrini e una presa di alimentazione. Pesava 680 grammi, era lungo 21 cm ed era alimentato a 28 volt DC. Presentava 2 pomelli: un pomello grosso che regolava l’intensità luminosa del reticolo di riferimento (vedi sotto) e un pomello piccolo che regolava la posizione sul finestrino.

Durante il volo il COAS del CM era alloggiato sopra il finestrino di sinistra. Per utilizzarlo veniva montato sul piccolo finestrino triangolare (docking window).

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Gli Uomini: Dave Scott

Posted in Biografie with tags , , , on 7 agosto 2011 by raghnor

Dave Scott

Nome Completo: David Randolph Scott

Nato il: 6 Giugno 1932 a San Antonio, Texas

Ruolo: Astronauta (NASA Astronaut Group 3 – The Fourteen – USA)

Missioni: Gemini 8, Apollo 9, Apollo 15

Onorificenze Ricevute: Scott has been awarded two NASA Distinguished Service Medals, a NASA Exceptional Service Medal, two Air Force Distinguished Service Medals, the Distinguished Flying Cross, the Air Force Association’s David C. Schilling Trophy and the Robert J. Collier Trophy.

David Randolph Scott è nato il 6 Giugno 1932 a Randolph Field (e da questo deriva il suo middle name) vicino a San Antonio, Texas. La sua famiglia è di origini scozzesi. Ha studiato presso la Western High School a Washington, D.C e si è diplomato nel Giugno 1949. In questa scuola è stato membro della squadra di nuoto e ha anche detenuto alcuni record. Ha poi frequentato l’Università del Michigan per un anno prima di essere invitato ad iscriversi a West Point, dove ha completato gli studi classificandosi quinto in una classe di 633 studenti nel 1954. Per via di questo risultato, ha potuto scegliere il ramo delle forze armate in cui servire. Scott scelse l’Air Force perchè voleva pilotare i jet. Completò il corso di pilota presso la Webb Air Force Base, Texas, nel 1955 e venne inviato al corso di artiglieria alle Laughlin Air Force Base, Texas, e Luke Air Force Base, Arizona. Inoltre frequentò anche la Air Force Experimental Test Pilots School and Aerospace Research Pilots School. Venne poi assegnato al 32nd Tactical Fighter presso la Soesterberg Air Base (RNAF), Olanda, dall’Aprile 1956 al Luglio 1960. Nel 1959 si è sposato con la sua prima moglie, Ann. Dopo aver completato il suo servizio, ritornò negli Stati Uniti per studiare all’MIT dove conseguì i titoli di S.M. Degree in Aeronautica / Astronautica e di Ingegnere in Aeronautica / Astronautica (the E.A.A. degree) nel 1962. In seguito, nel 1971, ricevette anche il dottorato onorario in Scienze Astronomiche dalla Università del Michigan.

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Il Pogo del Saturn V

Posted in Storia, Tecnologia with tags , , , , , , , , on 12 giugno 2011 by raghnor

Il Lancio di Apollo 4

In tre precedenti occasione, nei post dedicati ad Apollo 6, Apollo 13 e alle fasi del lancio di un Saturn V, mi sono marginalmente occupato del problema del Pogo. In questo post proverò ad approfondire l’argomento e a raccontare come questo problema venne affrontato nel Programma Apollo.

Nei razzi a propellente liquido, delle pompe spingono i due componenti della miscela (carburante ed ossidante) nella camera di combustione dei motori tramite una serie di tubature. Inevitabilmente i serbatoi, le tubature e i motori vibrano durante il lancio. Queste vibrazioni causano delle oscillazioni nel flusso di carburante; a sua volta queste causano delle oscillazioni nella spinta generata dal motore. Questa oscillazione nella spinta può a sua volta indurre ulteriori vibrazioni nella struttura del razzo, che vanno ad aumentare le oscillazioni nel flusso dei propellenti e così via in una circolo vizioso che porta ad una instabilità dell’intero sistema e ad oscillazioni longitudinali che possono diventare estreme fino a portare alla distruzione del razzo.

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There’s something in the ARIA (2)

Posted in Storia, Tecnologia with tags , , , on 14 novembre 2010 by raghnor

Un ARIA
(foto di Ken Mackellar, da Honeysucklecreek.net)

Il compito di far volare gli ARIA spettò alla US Air Force Eastern Test Range. La loro base fu la Patrick Air Force Base, Florida fino al Novembre del 1975, quando la Air Force li spostò alla Wright-Patterson Air Force Base at Dayton, Ohio.

Alla Patrick AFB si trovava il centro di controllo, l’Aircraft Operations Control Center (AOCC), chiamato anche ARIA Control. Da qui veniva coordinato il dispiegamento degli ARIA; il personale dell’AOCC era in contatto costante con tutti gli aerei in volo, indipendentemente dalla loro localizzazione nel mondo. L’AOCC era collegato sia alla MSFN che alla rete del Dipartimento della Difesa. Tra l’AOCC e ogni ARIA erano attive due linee di comunicazione: una veniva usata per le comunicazioni tra il personale dell’AOCC e e quello sull’ARIA, l’altra permetteva la comunicazione tra gli astronauti sull’Apollo e l’MCC a Houston. Nel corso di una missione, l’AOCC veniva costantemente informato dall’MCC sull’orbita della capsula. E nel caso di significative variazioni, l’MCC poteva verificare con l’AOCC la possibilità di variare la posizione (e le rotte) degli ARIA.
Nell’AOCC erano presenti 14 postazioni suddivise su 2 console principali (dallo stile simile a quello dell’ACC). Le postazioni primarie erano occupate dai persone nei ruoli di comando e controllo. Nell’altra si trovava tutto il personale di supporto.

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Gli Uomini: Jim McDivitt

Posted in Biografie with tags , , on 15 agosto 2010 by raghnor

Jim McDivitt

Nome Completo: James “Jim” Alton McDivitt

Nato il: 10 Giugno 1929 a Chicago

Ruolo: Astronauta (NASA Astronaut Group 2 – “The Next Nine”)

Missioni: Gemini 4, Apollo 9

Onorificenze Ricevute: 2 NASA Distinguished Service Medals; NASA Exceptional Service Medal; 2 Air Force Distinguished Service Medals; 4 Distinguished Flying Crosses; 5 Air Medals; the Chong Moo Medal from South Korea; lo USAF Air Force Systems Command Aerospace Primus Award; l’Arnold Air Society JFK Trophy; la Sword of Loyola; e il Michigan Wolverine Frontiersman Award, USAF Astronaut Wings.

James Alton McDivitt è nato a Chicago il 10 Giugno 1929. Frequenta la Kalamazoo Central High School a Kalamazoo, Michigan e il Jackson Community College a Jackson, Michigan. Ottiene la laurea in ingegneria aeronautica presso la University of Michigan (primo della classe) nel 1959. È stato insignito in seguito (1965) del dottorato onorario in scienze astronautiche dalla stessa università; il dottorato onorario dalla Seton Hall University (1969); il dottorato onorario dalla Miami University (Ohio) nel 1970; e il dottorato onorario in legge dalla Eastern Michigan University (1975).

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Mission patch: Apollo 9

Posted in Mission Patches with tags , on 8 marzo 2009 by raghnor
Apollo 9 Patch

Apollo 9 Patch

 

La patch della missione Apollo 9 è molto semplice ma con un paio di curiosità.

E’ stata disegnata dall’artista Allen Stevens con la consulenza dell’equipaggio.

Dato che la missione era la prima a testare tutto lo stack Apollo (CSM e LM) nello spazio, entrambe le capsule compaiono nella patch insieme al Saturn V usato per lanciarle. Lo sfondo blu rappresenta la Terra (trattandosi di una missione in orbita terrestre).

Una piccola sottigliezza: la lettera D di McDivitt è riempita di colore rosso per enfatizzarla: quetso perchè in accordo con l’originale piano delle missioni Apollo, Apollo 9 era indicata come missione di tipo D – LM evaluation / CSM crew performance combined operations, ovvero valutazione del LM combinato con le performance del CSM con equipaggio.

Altro particolare: il CSM e il LM sono mostrati nella loro posizione di Station Keeping, ovvero molto vicini (con parametri orbitali praticamente uguali) ma non in posizione valida per il docking (che avviene puntando il ‘naso’ del CSM verso la parte superiore del LM). Questa posizione venne usata per effettuare una ispezione visuale del LM, subito dopo l’undocking in orbita lunare.

Apollo 9 Initial Patch

Apollo 9 Initial Patch

Qui accanto riporto una patch curiosa: si tratta della prima patch disegnata quando questa missione doveva volare dopo Apollo 7 e quindi la numero 8 (venne poi spostata per motivi ‘politici’ e di ritardo sulla preparazione del LM): ci sono tutti gli elementi che hanno caratterizzato poi la patch finale, con l’aggiunta della bandiera americana sullo sfondo. Anche la forma rettangolare rende questo concept particolare.