Archivio per Apollo 6

Le fasce di Van Allen

Posted in Scienza with tags , on 14 luglio 2013 by raghnor

James Van Allen

La foto qui accanto è di James Van Allen, il fisico statunitense scopritore del toro di particelle cariche (plasma) che circonda la Terra (trattenuto dal suo campo magnetico) e che dal suo nome sono chiamate appunto Fasce di Van Allen. La loro esistenza venne determinata da Van Allen sulla base dei dati trasmessi nel 1958 dall’Explorer 1, il primo satellite artificiale americano. Studi più sistematici della fascia di radiazioni furono eseguiti grazie alle sonde Explorer 4 e Pioneer 3.

La fascia di van Allen consiste in realtà di due fasce che circondano il nostro pianeta, una interna ed una più esterna. Le particelle cariche sono distribuite in maniera tale che la fascia interna consiste principalmente in protoni, mentre quella esterna consiste principalmente in elettroni. L’atmosfera terrestre limita inferiormente l’estensione delle fasce ad un’altitudine di 1000 km (con una eccezione che vediamo poi), mentre il loro confine superiore non arriva oltre i 40.000 km (corrispondenti a circa 7 raggi terrestri) di distanza dalla superficie della Terra. Eccezione a questo è la cosiddetta Anomalia Sud-Atlantica (SAA, Southern Atlantic Anomaly), una propaggine a bassa quota delle fasce di Van Allen che si estende fino a 200 km di altezza, una altezza raggiunta dai veicoli con equipaggio umano (e anche dalla ISS). Le fasce si trovano in un’area che si estende per circa 65° a Nord e a Sud dell’equatore celeste.

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Il Pogo del Saturn V

Posted in Storia, Tecnologia with tags , , , , , , , , on 12 giugno 2011 by raghnor

Il Lancio di Apollo 4

In tre precedenti occasione, nei post dedicati ad Apollo 6, Apollo 13 e alle fasi del lancio di un Saturn V, mi sono marginalmente occupato del problema del Pogo. In questo post proverò ad approfondire l’argomento e a raccontare come questo problema venne affrontato nel Programma Apollo.

Nei razzi a propellente liquido, delle pompe spingono i due componenti della miscela (carburante ed ossidante) nella camera di combustione dei motori tramite una serie di tubature. Inevitabilmente i serbatoi, le tubature e i motori vibrano durante il lancio. Queste vibrazioni causano delle oscillazioni nel flusso di carburante; a sua volta queste causano delle oscillazioni nella spinta generata dal motore. Questa oscillazione nella spinta può a sua volta indurre ulteriori vibrazioni nella struttura del razzo, che vanno ad aumentare le oscillazioni nel flusso dei propellenti e così via in una circolo vizioso che porta ad una instabilità dell’intero sistema e ad oscillazioni longitudinali che possono diventare estreme fino a portare alla distruzione del razzo.

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The Unmanned Missions: Apollo 6

Posted in Missions with tags , on 14 marzo 2010 by raghnor

Apollo 6 – Il Lancio

Apollo 6 fu il secondo e ultimo test di volo privo di equipaggio del veicolo di lancio Saturn V. Con questo volo il Saturn V venne abilitato per il volo con equipaggio. Un altro obiettivo della missione sarebbe dovuto essere il test del CSM in condizioni di rientro in atmosfera in condizioni estreme simulando il peggior caso possibile (worst-case) al ritorno dalla Luna. Questo obiettivo non fu raggiunto a causa di un malfunzionamento del propulsore J-2.

La fase di assemblaggio e di test fu lenta poiché si stava ancora controllando il veicolo di lancio dell’Apollo 4 e il personale non era sufficiente ad effettuare le due operazioni in parallelo. Il VAB poteva contenere fino a quattro Saturn V, ma era possibile controllarne solo uno alla volta.
Il CSM era un ibrido, creato assemblando il CM (Command Module) numero 20 e il SM (Service Module) numero 14, dopo che il SM-20 era andato distrutto nell’esplosione di un serbatoio e il modulo di comando numero 14 era stato smontato come parte dell’investigazione sull’incendio dell’Apollo 1. Dopo due mesi di collaudo e riparazioni il razzo fu spostato alla rampa di lancio il 6 febbraio 1968.

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