Archivio per Dave Scott

Le procedure anticontaminazione (1)

Posted in Storia with tags , , , , , on 17 giugno 2012 by raghnor

Apollo 11 dopo l’ammaraggio

Nel 1963 uno speciale sottocomitato dello Space Science Board (a sua volta parte dell’Accademia Nazionale delle Scienze) si riunì per discutere in termini generali di come gestire i materiali e gli astronauti di ritorno dalla missioni lunari da un punto di vista della possibile contaminazione. Il sottocomitato raccomandò alla NASA di stabilire un programma di quarantena per garantire che la Terra e il suo ecosistema fossero protetto da ogni contaminazione dovuta ad eventuali agenti patogeni e/o inquinanti di origine lunare.

La stesura dei requisiti, la filosofia e le linee guida che diedero origine al programma di quarantena dell’Apollo furono il risultato del lavoro congiunto della NASA e del neonato Interagency Committee on Back-Contamination (ICBC). Tutte le agenzie ed enti federali responsabili per la protezione della salute pubblica, dell’agricoltura e delle altre risorse viventi e naturali vennero rappresentati all’interno dell’ICBC.

Gli scopi dichiarati del comitato erano:

  • la protezione della salute pubblica, dell’agricoltura e delle altre risorse viventi

  • la protezione dell’integrità dei campioni lunari e degli esperimenti scientifici condotti sulla superficie lunare

  • assicurarsi che le misure preventive attuate non compromettessero gli aspetti operativi dell’esplorazione lunare

Gli obiettivi della quarantena nel Programma Apollo comprendevano l’isolamento biologico dei membri dell’equipaggio dei campioni e del resto del materiale esposto all’ambiente lunare fino alla fine del periodo di quarantena stesso, nonché alcune ulteriori verifiche di natura biologica del materiale per garantire che potesse poi essere rilasciato in sicurezza.

L’Apollo Back-Contamination Program era divisa in tre fasi. La prima fase riguardava le procedure che l’equipaggio doveva seguire durante il volo per evitare di portare nel Command Module eventuali contaminanti dalla superficie lunare. La seconda fase si occupava delle fasi di recupero della capsula e del successivo trasporto di capsula, equipaggio e campioni lunari fino al Lyndon B. Johnson Space Center (JSC). La terza fase riguardava la quarantena vera e propria all’interno del Lunar Receiving Laboratory (LRL).

Per poter adempiere alle richieste dell’ICBC, la NASA iniziò a pianificare procedure operative, equipaggiamento e strutture speciali per la quarantena. Quarantena che rappresentò un impatto consistente sul Programma Apollo. Significava che l’equipaggio, il Command Module e i campioni lunari andavano isolati dall’ambiente terrestre fin dal loro arrivo sul nostro pianeta.

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Falling to Earth – Il Libro

Posted in Recensioni with tags , , , on 13 maggio 2012 by raghnor

La Copertina

“I made a decision that f—-d up my life completely, utterly, and irreversibly.”, “Ho preso una decisione che ha fottuto la mia vita completamente, assolutamente e irreversibilmente” Al Worden, Apollo 15 CMP.

La decisione a cui Worden fa riferimento è quella di aver accettato l’accordo per la vendita di alcuni annulli postali che l’equipaggio di Apollo 15 portò con se fino sulla Luna (maggiori dettagli in questo post). La sua biografia uscita molti anni dopo il periodo trascorso della NASA, e scritta con l’aiuto di Frances French, autore di vari libri sulla storia del volo spaziale tra cui In the Shadow of the Moon: A Challenging Journey to Tranquility, non vuole solo raccontare la vita di Worden. Come dice lo stesso ‘è tempo di chiudere la faccenda dello scandalo che ha concluso la mia carriera di astronauta’.

Ma prima di tutto la vita: seguendo il canovaccio tipico di questi libri, il racconto approfondisce i vari aspetti della vita dell’astronauta. Si racconta dell’infanzia spesa in una fattoria del Michigan, dellla decisione di intraprendere la carriera militare, il periodo di West Point e il suo primo incontro con Dave Scott (che nel bene e nel male tanta influenza avrà nella vita dell’autore), il periodo alla scuola di pilota collaudatore presso la Edwards Air Force Base e la selezione da parte nella NASA nel 1966.

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Two Sides of the Moon – Il Libro

Posted in Recensioni with tags , , , on 1 gennaio 2012 by raghnor

La Copertina

Babbo Natale quest’anno, con un po di anticipo, mi ha portato una nuova biografia da leggere. Una biografia unica tra quelle che ho letto finora di persone coinvolte nella Corsa alla Luna. Direi una bi-biografia. Il libro è infatti il resoconto delle vite di Dave Scott, astronauta americano che ha partecipato a 3 missioni (Gemini 8, Apollo 9 ed Apollo 15), e Alexei Leonov, cosmonauta russo, primo uomo ad effettuare una ‘passeggiata spaziale’ e comandante della missione congiunta russo-americana ASTP. Il libro è un’occasione unica per avere una vista privilegiata sui programmi spaziali delle due superpotenze e poterne apprezzare i parallelismi, le differenze, i punti di contatto.

Il libro è aperto da due brevi introduzioni di Neil Armstrong (comandante di Scott durante Gemini 8) e Tom Hanks (con cui Scott ha collaborato per il film Apollo 13 e per la serie From the Earth to the Moon).

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Gli Uomini: Dave Scott

Posted in Biografie with tags , , , on 7 agosto 2011 by raghnor

Dave Scott

Nome Completo: David Randolph Scott

Nato il: 6 Giugno 1932 a San Antonio, Texas

Ruolo: Astronauta (NASA Astronaut Group 3 – The Fourteen – USA)

Missioni: Gemini 8, Apollo 9, Apollo 15

Onorificenze Ricevute: Scott has been awarded two NASA Distinguished Service Medals, a NASA Exceptional Service Medal, two Air Force Distinguished Service Medals, the Distinguished Flying Cross, the Air Force Association’s David C. Schilling Trophy and the Robert J. Collier Trophy.

David Randolph Scott è nato il 6 Giugno 1932 a Randolph Field (e da questo deriva il suo middle name) vicino a San Antonio, Texas. La sua famiglia è di origini scozzesi. Ha studiato presso la Western High School a Washington, D.C e si è diplomato nel Giugno 1949. In questa scuola è stato membro della squadra di nuoto e ha anche detenuto alcuni record. Ha poi frequentato l’Università del Michigan per un anno prima di essere invitato ad iscriversi a West Point, dove ha completato gli studi classificandosi quinto in una classe di 633 studenti nel 1954. Per via di questo risultato, ha potuto scegliere il ramo delle forze armate in cui servire. Scott scelse l’Air Force perchè voleva pilotare i jet. Completò il corso di pilota presso la Webb Air Force Base, Texas, nel 1955 e venne inviato al corso di artiglieria alle Laughlin Air Force Base, Texas, e Luke Air Force Base, Arizona. Inoltre frequentò anche la Air Force Experimental Test Pilots School and Aerospace Research Pilots School. Venne poi assegnato al 32nd Tactical Fighter presso la Soesterberg Air Base (RNAF), Olanda, dall’Aprile 1956 al Luglio 1960. Nel 1959 si è sposato con la sua prima moglie, Ann. Dopo aver completato il suo servizio, ritornò negli Stati Uniti per studiare all’MIT dove conseguì i titoli di S.M. Degree in Aeronautica / Astronautica e di Ingegnere in Aeronautica / Astronautica (the E.A.A. degree) nel 1962. In seguito, nel 1971, ricevette anche il dottorato onorario in Scienze Astronomiche dalla Università del Michigan.

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Le Missioni: Apollo 15

Posted in Missions with tags , , , on 26 luglio 2011 by raghnor

Altro lungo periodo di attesa ed altro quarantennale. Con Apollo 15, la NASA abbandona la fase dei voli ‘di test’ e si butta a capofitto nelle missioni di Tipo J ad alto contenuto scientifico. Inizia qui una trilogia di missioni che rappresentano il fiore all’occhiello del programma.

L’equipaggio di Apollo 15

Data: 26 Luglio 1971 9:34:00 a.m. EDT
Launch Pad: 39A KSC
Equipaggio: David R. Scott (CDR), Alfred M. Worden (CMP), James B. Irwin (LMP)
Highlights: prima Stand-up EVA (33 minuti). Prima missione con 3 EVA (per un totale di 10 ore, 36 minuti). Prima missione con una Transearth EVA (compiuta da Worden per una durata di 38 minuti). Prima missione con la SIM Bay. Utilizzo di tute spaziali con mobilità migliorata e prolungamento dei tempi di utilizzo. 66.9 ore di permanenza sulla superficie lunare. Primo utilizzo del Lunar Rover Vehicle (LRV), utilizzato per percorrere 27.9 Km. Permanenza in orbita lunare per 74 orbite (pari a 145 ore). Rilascio del primo subsatellite in orbita lunare.

Mission Patch

Apollo 15 è stata la nona missione con equipaggio del Programma Apollo e la prima missione di tipo J, caratterizzata da una lunga permanenza sulla superficie lunare e dalla importanza data agli esperimenti scientifici. Tutti e tre gli astronauti erano appartenenti all’Air Force; situazione simile a quella verificatesi con Apollo 12 (l’equipaggio in questo caso era tutto ‘Made in Navy’).

Uno delle maggiori novità nella preparazione dell’equipaggio di Apollo 15 fu il più intenso addestramento geologico. Sebbene anche gli equipaggi delle missioni precedenti avessero seguito lezioni di geologia, per questa missione la priorità data a queste lezioni venne elevata molto. Scott e Irwin si addestrarono con Leon Silver, un geologo della Caltech suggerito alla NASA da Harrison Schmitt. Anzichè le solite lezioni in aula, Silver portò l’equipaggio titolare e quello di riserva in diversi siti geologici in Arizona e New Mexico per una sorta di lezione di geologia sul campo. All’avvicinarsi della data del lancio le condizioni in cui si svolgevano questi viaggi si facevano più aderenti alle condizioni reali in cui avrebbero operato tutti i membri della squadra. L’equipaggio indossava un simulacro del PLSS e comunicava con il CapCom, che stava seduto a distanza in una tenda, via radio. Il CapCom era accompagnato da alcuni geologi che non conoscevano la zona scelta per l’esercitazione e che quindi dovevano guidare gli astronauti basandosi sulla loro descrizione dell’area. Le esercitazioni per Al Worden (CMP) erano differenti. Lavorava con il geologo egiziano Farouk El-Baz sorvolando in aereo le zone dell’esercitazione, simulando la velocità con cui il terreno sotto di lui si sarebbe mosso rispetto al CSM in orbita lunare. In questo modo imparava a fare osservazioni geologiche in movimento.

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