Archivio per ASTP

Two Sides of the Moon – Il Libro

Posted in Recensioni with tags , , , on 1 gennaio 2012 by raghnor

La Copertina

Babbo Natale quest’anno, con un po di anticipo, mi ha portato una nuova biografia da leggere. Una biografia unica tra quelle che ho letto finora di persone coinvolte nella Corsa alla Luna. Direi una bi-biografia. Il libro è infatti il resoconto delle vite di Dave Scott, astronauta americano che ha partecipato a 3 missioni (Gemini 8, Apollo 9 ed Apollo 15), e Alexei Leonov, cosmonauta russo, primo uomo ad effettuare una ‘passeggiata spaziale’ e comandante della missione congiunta russo-americana ASTP. Il libro è un’occasione unica per avere una vista privilegiata sui programmi spaziali delle due superpotenze e poterne apprezzare i parallelismi, le differenze, i punti di contatto.

Il libro è aperto da due brevi introduzioni di Neil Armstrong (comandante di Scott durante Gemini 8) e Tom Hanks (con cui Scott ha collaborato per il film Apollo 13 e per la serie From the Earth to the Moon).

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Una storia di riciclaggio

Posted in Storia with tags , , , on 30 ottobre 2011 by raghnor

Il CM di Apollo 15

Il post di questa settimana è la riproposizione di un articolo curioso in cui mi sono imbattuto cercando di rispondere ad una domanda in merito al colore del neck ring delle EMU. L’articolo è apparso sul sito CollectSpace nel Luglio 2004 ad opera di John Fongheiser (per chi volesse cimentarsi con l’originale lo trova qui).

Partiamo dal Command Module di Apollo 15: come la maggior parte dei CM che hanno volato, si trova in un museo. Per l’esattezza nella Space Flight Gallery all’Air Force Museum di Dayton, Ohio. Una scelta dettata dal fatto che tutti e tre gli astronauti di questa missione, Dave Scott, Al Worden e Jim Irwin, erano ufficiale dell’Aeronautica. La peculiarità di questo modello è che è stato esposto con il portello principale di accesso chiuso e per guardare all’interno occorre ingegnarsi e cogliere pochi sguardi attraverso i 5 finestrini di cui era dotata la capsula. Una condizione diversa dagli altri CM in esposizione. Ma la scelta non è dovuta al desiderio di infastidire il visitatore, è che all’interno del CM-112 non c’è praticamente nulla da vedere! Gran parte dei componenti dell’abitacolo non ci sono, compreso il pannello dei comandi principale.

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Il Launch Complex 39

Posted in Storia, Tecnologia with tags , , , , on 30 gennaio 2011 by raghnor

Lo schema del LC39

Verso la fine degli anni 50 la base militare di Cape Canaveral era caratterizzata dalla cosiddetta “ICBM Row” (ICBM è l’acronimo di InterContinental Ballistic Missile, Missile Balistico Intercontinentale): una serie di aree destinate al l’assemblaggio, test e lancio dei missili in questione lungo la costa atlantica. Ciascuna di queste aree era dotata di un’edificio (o una struttura mobile) per l’assemblaggio e la verifica del razzo, due piedistalli per il lancio (launch pad), un sistema di trasporto per il razzo stesso, una torre di servizio (per accedere al razzo una volta portato sul launch pad), una serie di connessioni (per l’energia e le comunicazione) e tubature (per i carburanti) e una blockhouse (una casamatta, un bunker) che ospitava la sala controllo per il lancio. Il tutto funzionava perfettamente per razzi delle dimensioni di un Redstone o di un Atlas. Ma per il Saturn V serviva un diverso approccio.

Nel Luglio 1961 vennero definite le caratteristiche principali del nuovo Launch Complex 39, da realizzarsi su Merritt Island (proprio accanto a Cape Canaveral). L’idea era di realizzare un mobile launch complex e quindi:

  • un edificio per l’assemblaggio (in verticale) e la verifica del veicolo spaziale, al chiuso e al riparo dalle condizioni atmosferiche (assemblare un Saturn V non era esattamente un lavoretto di mezza giornata)

  • una piattaforma mobile, dotata di una torre di lancio, su cui veniva effettuato l’assemblaggio

  • un sistema di trasporto della piattaforma e del razzo assemblato dall’edificio alle basi di lancio previste (pad A e B), dove poi completare i controlli ed effettuare il rifornimento

  • un edificio da dove gestire il lancio lontano dal pad (Remote Launch Control Center)

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Facciamo 4 conti

Posted in Storia, Tecnologia with tags , , , on 6 giugno 2010 by raghnor

We went to the moon with slide rules. I didn’t even have my first full-function calculator until 1972.”

“Siamo andati sulla Luna con i regoli calcolatori. Non ho avuto la mia prima calcolatrice fino al 1972.”

Norm Chaffee


Ingegnere aereospaziale della NASA
(Propulsion and Power Division,
NASA Manned Spacecraft Center /
Lyndon B. Johnson Space Center
Houston)

Il regolo calcolatore
Pickett N600-ES

E non solo questo: prima della diffusione delle calcolatrici e dei computer, tutti gli ingegneri avevano a loro disposizione per poter completare l’enorme quantitativo di calcoli matematici richiesti dalla progettazione di piccoli progetti come l’Empire State Building, la Hoover Dam, il Golden Gate e molti altri ancora, solo il regolo calcolatore: come recita la Wikipedia “[…] uno strumento di calcolo analogico, che sfrutta le proprietà dei logaritmi, riconducendo operazioni più complesse (prodotti, quozienti, esponenziali) ad operazioni più semplici sui logaritmi dei rispettivi operandi. Queste vengono eseguite graficamente, spostando uno o più asticelle graduate con scala logaritmica […]”.

Negli anni 50 e 60 il regolo calcolatore era il simbolo stesso della professione dell’ingegnere (un po come lo stetoscopio lo è del dottore). Tra le cose che Wernher Von Braun portò con se dalla Germania ci furono 2 regoli della Nestler (un produttore rinomatissimo ai tempi) degli anni 30 e per tutta la sua vita non usò mai una calcolatrice; i suoi regoli gli furono sufficienti per progettare il Saturn V (fermo restando che i suoi calcoli venivano poi raffinati nel centri di calcolo della NASA, quelle belle stanze refrigerate con computer grossi come armadi). Lo stesso discorso vale ovviamente per i progettisti del CSM, del LM, del Rover, delle tute, etc …

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Gli Uomini: Thomas Stafford

Posted in Biografie with tags , , , , on 31 maggio 2009 by raghnor
Thomas Stafford

Thomas Stafford

Nome Completo: Thomas Patten Stafford

Nato il: 17 Settembre 1930, a Weatherford, Oklahoma

Ruolo nel Progetto: Astronauta (NASA Astronaut Group 2 – “The Next Nine”)

Missioni: Gemini VI, Gemini IX, Apollo 10, ASTP

Onorificenze Ricevute: NASA Distinguished Service Medals (2), NASA Exceptional Service Medals (2), Air Force Distinguished Service Medal con 3 Oak Leaf Clusters, Air Force Distinguished Flying Cross con una Oak Leaf Cluster, Air Force Outstanding Unit Award con una Oak Leaf Cluster, Air Force Commendation Medal, Air Force Command Pilot Astronaut Wings, NASA Medal for outstanding leadership, una delle più alte onorificenze dell’Agenzia. Nel 1993 Stafford è stata l’ottava persona insignita del Congressional Space Medal of Honor. Nel 1994 è stato insignito del NASA Public Service Award per la missione di supporto ad Hubble.

Stafford è nato il 17 Settembre 1930 a Weatherford in Oklahoma. Si è diplomato con onore nel 1952 alla U.S. Naval Academy di Annapolis (Maryland) ed è stato arruolato come sottotenente nella United States Air Force. Ha ricevuto le sue ali da pilota nel Settembre 1953 alla Connally AFB, Wako (Texas). Ha completato un corso avanzato di intercettore ed è stato assegnato al 54º Squadrone Caccia Intercettori presso la Ellsworth AFB, Rapid City (South Dakota). Nel Dicembre 1955 è stato assegnato al 496º Squadrone Caccia Intercettori presso la Hahn Air Base in Germania. È stato istruttore per piloti collaudatori ed è stato autore di diverse pubblicazioni nel settore.
È stato sposato due volte: dalla prima moglie, Faye L. Shoemaker, ha avuto due figlie Dionne Kay and Karin Elaine. Dalla seconda, Linda Ann Dishman, ha avuto due figli Michael Thomas e Stanslav “Stas” Patten. Linda aveva anche altri due figli dal precedente matrimonio: Kassie Neering and Mark Hill.

Stafford venne selezionato nel secondo gruppo di astronauti nel Settembre 1962 per partecipare ai progetti Gemini e Apollo.

Gemini VI & IX

Stafford avrebbe dovuto originariamente volare con Alan Shepard il primo volo Gemini con equipaggio, Gemini 3. Ma quando Shepard venne rimosso a causa di un problema all’orecchio, Stafford venne riassegnato come backup per la stessa missione. Nel Dicembre del 1965, è stato pilota di Gemini VI (Schirra era il comandante) durante la missione che ha realizzato il primo rendezvous nello spazio, provando la validità delle teorie in merito e aiutando a sviluppare le tecniche richieste per le missioni spaziali.
Nel Giugno 1966, è stato comandante di Gemini IX (con Gene Cernan come pilota) a causa della morte dell’equipaggio originale (Charlie Bassett and Elliot See).La missione ha sperimentato con successo il primo rendezvous ottico e un rendezvous in condizioni di abort (simulando le manovre da compiere eventualmente poi in orbita lunare).
Detiene ancora il record del periodo piú breve intercorso tra due voli per un astronauta: 5 mesi e 19 giorni.

Stafford saluta Snoopy

Stafford saluta Snoopy

Apollo 10

Dall’Agosto 1966 all’Ottobre 1968, ha gestito il Mission Planning Analysis and Software Development Team per il Progetto Apollo.
Stafford era il leader del gruppo che ha aiutato a definire la sequenza delle missioni che avrebbero portato al primo allunaggio. Dimostrò e implementò la teoria necessaria ad un pilota per guidare manualmente il Saturn V in orbita e per effettuare la successiva TLI sempre manualmente.
Stafford fu il CDR di Apollo 10 nel Maggio 1969. La missione effettuò il primo volo del LM in orbita lunare, il primo rendezvous in orbita lunare e tutta la procedura di allunaggio ad eccezione dell’allunaggio vero e proprio.

Apollo-Soyuz Test Project

Stafford effettuò il suo quarto volo come comandante della missione Apollo-Soyuz Test Project (ASTP) il 15-24 Luglio 1975, la prima missione congiunta russo-americana, culminata con il rendezvous e docking di una capsula Apollo e di una Soyuz e con il primo incontro nello spazio tra astronauti e cosmonauti.

Nel complesso Stafford ha effettuato 6 rendezvous nello spazio; ha accumulato 507 ore di volo nello spazio. Ha volato con piú di 120 tipi di aerei ed elicotteri.

Venne assegnato alla guida del NASA Astronaut Corps nel Giugno 1969, come responsabile della selezione degli equipaggi per i progetti Apollo e Skylab. Supervisionò il programma di addestramento degli equipaggi e in generale coordinò tutte le attività in cui venivano coinvolti astronauti della NASA.
Stafford fu il primo membro della sua classe all’Accademia navale a raggiungere il rango di Generale a 1, 2 e 3 stelle e divenne anche il primo Generale a volare nello spazio poichè nel 1975, all’epoca dell’ASTP, era già Generale di Brigata (1 stella).

Dopo aver rivestito altri incarichi nell’Air Force, si è congedato nel Novembre 1979.
È stato responsabile dell’Operations Oversight Committee della prima missione di servizio dello Shuttle al telescopio Hubble.

Attualmente si è ritirato in Florida.