Archivio per Lunar Module

Moon Lander – Il Libro

Posted in Recensioni with tags , , on 11 settembre 2016 by raghnor

La Copertina

Dopo un po’ di tempo ho trascorso qualche giorno in compagnia di un bel libro sul Progetto Apollo. E nello specifico la storia del Modulo Lunare, scritta da Tom Kelly, l’ingegnere aerospaziale che ha guidato il team della Grumman, responsabile della progettazione e realizzazione del veicolo che ci ha permesso di allunare.

La prima edizione del libro è del 2001, e la sua stesura ha richiesto 6 anni di lavoro. Non è quindi un libro recentissimo; un fatto comune a parecchi dei libri sull’Apollo scritti da testimoni diretti del progetto.

Il testo è suddiviso in 3 parti.

La prima è dedicata al periodo in cui Kelly e i suoi colleghi hanno lavorato alla proposta da presentare alla NASA. I dettagli sulla preparazione dell’offerta sono davvero tanti: dalla formazione del team alle decisioni su come impostare e come presentare la proposta. Alla fine la proposta vincente risultò essere lunga all’incirca 100 pagine. Merita una menzione anche la parte dedicata alla lunga negoziazione con la NASA, dopo essersi aggiudicati l’appalto. In questa parte, come nelle altre, è interessante come Kelly offra sempre descrizioni puntuali e mai banali dei suoi interlocutori, descrizioni sia sull’aspetto fisico che sul carattere.

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Buon Natale 2014

Posted in Varie with tags , , on 24 dicembre 2014 by raghnor

Buon Natale!

Eccoci qui ancor a una volta pronti per festeggiare il Natale. Quest’anno per noi appassionati di spazio è stato un anno davvero intenso: le missioni sulla ISS di Luca Parmitano e quella tuttora in corso di Samantha Cristoforetti, la missione Rosetta, il primo volo di test dell’Orion, giusto per citarne alcune.

Al contrario non avete visto molta attività sul blog, come preannunciato, ma ho voluto anche quest’anno utilizzare questi ultimi mesi dall’anno per preparare a tutti voi un bell’ebook da leggere in questo periodo di riposo.

L’argomento? Quest’anno l’ho scelto in autonomia, niente poll. Spero che comunque sia di vostro gradimento, visto che si tratta del …

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Il Lunar Module Rendezvous Radar

Posted in Storia, Tecnologia with tags , , , on 13 ottobre 2013 by raghnor

L’Ascend Module di Apollo 17

Il Lunar Module era dotato di un secondo radar oltre al Landing Radar che è stato descritto nel post di due settimane fa. Posizionato nella parte alta dell’ascent stage, il suo disco è ben visibile in tutte le foto del LM: si trattava del Rendezvous Radar (RR).

Questo radar era un componente fondamentale per il completamento della manovra di rendezvous e il suo scopo principale era quello di cercare il CSM nella sua orbita e, una volta trovato, seguirlo fornendo un flusso continuo di informazioni all’AGC. Per consentire al radar di individuarlo, il CSM era dotato di un transponder, ovvero un dispositivo automatico che riceve, amplifica e ritrasmette un segnale su una frequenza differente da quella ricevuta. Il rendezvous radar assicurava informazioni aggiornate su posizione, distanza e velocità del CSM. Ovviamente erano previste alternative per completare il rendezvous, tutte le tecniche sviluppate nel corso del progetto Gemini ma il RR era il sistema primario e facilitava di molto il compito.

L’antenna del radar trasmetteva un segnale, che se ben direzionato, veniva ricevuto dal transponder sul CSM, elaborato e rispedito indietro. Il segnale di ritorno veniva ricevuto dall’antenna e processato dall’elettronica del RR, in modo da ricavarne i dati che venivano poi passati all’AGC e utilizzati da questo per determinare i comandi per il PNGCS.

Il ricevitore dell’antenna del RR era suddiviso in 4 parti in modo che, se il radar non fosse stato allineato correttamente con il CSM, l’intensità del segnale ricevuto non sarebbe stato uguale in tutte le sezioni. La differenza, dopo essere stata elaborata dall’elettronica di controllo del radar, serviva a modificare il suo orientamento fino ad ottenere il bilanciamento del segnale proveniente da transponder del CSM. La portata massima del radar era di 750 km.

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Il Lunar Module Landing Radar

Posted in Storia, Tecnologia with tags on 29 settembre 2013 by raghnor

Il Landing Radar

Sebbene tutti i sistemi che componevano il Lunar Module debbano essere ritenuti fondamentali per la riuscita dell’allunaggio, erano 4 quelli critici:

Il controllo del LM durante la discesa verso la superficie si basava principalmente sui comandi di guida generati dal PNGCS, e in particolare dal suo pilota automatico, o a quelli impartiti dall’equipaggi tramite i controlli manuali (come l’ACA).

Il landing radar aveva come compito quello di determinare con esattezza la distanza dalla superficie e la velocità del veicolo; questi valori venivano passati all’LGC (il Lunar Module Guidance Computer, in pratica l’AGC del LM) che li incorporava nei suoi calcoli in modo da far coincidere i valori determinati dal sistema di guida inerziale con quelli appunto del radar (quello che veniva definito far convergere i valori di velocità e altitudine). Tecnicamente si trattava di un radar che sfruttava 4 diversi fasci di microonde: uno determinava l’altitudine utilizzando un fascio continuo di onde modulate opportunamente in frequenza e gli altri 3 le componenti vettoriali della velocità applicando ai fasci continui di onde l’effetto Doppler. L’antenna poteva assumere due orientamenti diversi, ciascuno adatto ad un determinato momento della discesa.

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Il Reaction Control System – Lunar Module

Posted in Tecnologia with tags , on 7 aprile 2013 by raghnor

Aldrin lavora al LM; sono ben visibili alcuni dei quad del RCS del LM

Anche il Lunar Module era dotato di un proprio Reaction Control System (RCS). Il suo compito era quello di fornire gli impulsi necessari alla stabilizzazione del veicolo durante le traiettorie di discesa verso e ascesa dalla superficie lunare, nonché il controllo dell’orientamento e la spinta traslazionale (lungo i tre assi principali) durante lo stazionamento (hovering) sopra la superficie, l’allunaggio, il rendezvous e il docking. L’ultima funzione espletata dall’RCS era quella di esercitare la spinta lungo l’asse traslazione +X per preparare i propellenti ad alimentare correttamente i motori principali, la cosiddetta manovra di ullage.

Come per il Command Module, l’RCS era costituito da due sottosistemi paralleli ed indipendenti (System A e B). In condizioni normali venivano utilizzati entrambi i sistemi per garantire un controllo totale. Ciascun sottosistema era costituito da 8 motori, per un totale di 16, raggruppati a 4 a 4 in cluster (equivalenti ai quad del CM), una sezione di pressurizzazione (che utilizzava elio) e una sezione di alimentazione dei propellenti. Era presente una interconnessione, realizzata tramite un sistema di ‘crossfeed’, normalmente chiuso, che permetteva di alimentare tutti e 16 i motori da uno solo dei sottosistemi.Era possibile mantenere un totale controllo del veicolo anche con un solo sistema attivo, anche grazie al fatto che ogni cluster aveva motori a coppie collegati ai sistemi.

Anche nel LM i propellenti utilizzati erano ipergolici. Il carburante era l’Aerozine 50, un mix 50% – 50% di idrazina e dimetilidrazina asimmetrica. L’ossidante era l’azoto tetrossido. Il rapporto nella miscela ossidante – carburante bruciata nei motori era di 2 a 1.

Il sistema di guida (GN&CS) controllava l’accensione dei motori necessari per un tempo che andava dagli short pulse (brevi impulsi) allo steady-state (accensione duratura). I motori potevano operare in automatic mode, attitude-hold mode o manual override mode. Normalmente veniva utilizzato l’automatic mode, in cui tutte le funzioni di navigazione, guida e stabilizzazione venivano gestite dal sistema di guida primario o dall’AGS (Abort Guidance System).

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