Archivio per Charlie Duke

Charlie Duke – La Conferenza

Posted in Eventi with tags , on 11 giugno 2017 by raghnor

E’ passato più di un mese dal bellissimo evento che ha visto il ritorno in Italia di Charlie Duke. Dopo avervi raccontato in prima persona la Cena di Gala, lascio ancora una volta la parola a Tiziano Casanova, che invece ha seguito la conferenza (sono sue anche le foto che accompagnano questo post).

CharlieDuke_GalaDinner_1

Duke sul palco

Partiamo la mattina presto in una bella giornata di fine Aprile, con l’intento di spendere la mattinata a Volandia, e quindi essere in prima linea per l’evento pomeridiano. Dopo il mio primo incontro con un astronauta Apollo, Col. Alfred “Al” Worden, l’entusiasmo per questa nuova esperienza è letteralmente alle stelle. Non solo è un incontro con un astronauta, ma il nostro ospite è stato il decimo uomo (ed il più giovane) ad aver camminato sulla Luna [la missione fu l’Apollo 16]. Il nostro satellite è stata la sua casa per quasi 3 giorni… Sicuramente una persona che non capita di incontrare tutti i giorni!

La visita a Volandia procede bene, ma ad un certo punto dobbiamo accelerare i tempi: il museo è davvero troppo appassionante, ma Duke non aspetta… Continua a leggere

Charlie Duke – La Cena di Gala

Posted in Eventi with tags , on 3 maggio 2017 by raghnor

Dopo pochi mesi dall’incontro con Al Worden, mi trovo nuovamente a poter raccontare un’altra cena di gala. Ospite d’onore: Charlie Duke, il decimo uomo ad aver camminato sul nostro satellite nel corso della missione Apollo 16.

Per quanto mi riguarda si potrebbe aggiungere a questo resoconto il sottotitolo: Missione Compiuta. Il perchè lo spiega la foto che vedete qui sotto: sono con Charlie Duke e ho gli occhi aperti !!!

CharlieDuke_GalaDinner_1

Occhi aperti … finalmente!

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Buona Pasqua

Posted in Varie with tags , on 31 marzo 2013 by raghnor

“Apollo is still to me a great adventure. The most adventurous thing that I’ve ever done, in the human sense. Not the most adventurous, because I’ve seen God’s supernatural power in my life, and that’s more exciting than going to the Moon. But in the human sense of the adventures that we can have in technology, Apollo is a great adventure. It’s a great step of Man. I think it will go down in history as a reach out to the inquisitiveness, the sense of exploration, the sense of adventure, the quest for knowledge that Man has within us, and it will always be that to me.”

“Apollo rimane per me una grande avventura. La cosa più avventurosa che io abbia mai fatto, come essere umano. Non la più avventurosa in assoluto, perché ho visto il potere soprannaturale di Dio nella mia vita, e questo è stato molto più eccitante che andare sulla Luna. Ma come percezione umano dell’avventura che possiamo sperimentare con la tecnologia, Apollo è un grande avventura. E’ un grande passo per l’Uomo. Penso rimarrà nella storia come un passo verso l’investigazione, il senso dell’esplorazione, il senso dell’avventura, la ricerca della conoscenza che l’Uomo ha dentro di se, e così sarà sempre per me.”

Charlie Duke (dal libro Voices from the Moon)

Auguro a tutti i lettori del blog una

FELICE PASQUA

Gradisce del succo d’arancia?

Posted in Storia with tags , , , , on 30 dicembre 2012 by raghnor

Cheers!

Sono sicuro che quasi tutti noi gradiamo un bel bicchiere di succo d’arancia, magari per colazione. E sono sicuro che anche John Young e Charlie Duke lo gradivano molto, o per lo meno gradivano molto prima della loro missione lunare, Apollo 16.

Nel corso di questa missione infatti ai due astronauti venne ripetutamente imposto di bere grandi quantitativi di questa bevanda. Il motivo di questa imposizione é da ricercarsi nella missione precedente.

Apollo 15 é stata la prima missione di tipo J e ha richiesto uno sforzo fisico notevole a Dave Scott e Jim Irwin, a partire dal periodo dell’addestramento pre-volo. Dopo aver completato il rendezvous in orbita lunare al termine alla loro permanenza sulla Luna, i due stavano trasferendo tutti i campioni raccolti nel CM, come ultima parte di una lunga giornata in cui non chiudevano occhio da 23 ore.

Gli astronauti venivano monitorato nel corso del volo tramite dei sensori biometrici e nel MOCR alla postazione del Surgeon era sempre vigile uno dei medici di missione. Il Dr. Charles Berry notó una irregolarità nel battito cardiaco di Irwin: aveva in corso un attacco di bigeminismo. La cosa era seria: se ci fossimo trovati sulla Terra, Irwin sarebbe stato ricoverato per un possibile attacco cardiaco. Ma il dottore decise che sull’Endevour, Irwin si trovava in sostanza già sotto trattamento: atmosfera di puro ossigeno, sforzo ridotto al minimo per via del micro gravità e costante monitoraggio medico. Come disse lo stesso medico: “non avremo potuto curarlo meglio”.

Continua …

Riflessioni per l’Ombrellone (Anno III – 4)

Posted in Varie with tags , on 26 agosto 2012 by raghnor

It was probably the most hostile environment I’d ever been in a flight situation. And yet I felt more at peace and more serene …You didn’t feel fearful of the hostle environment … There was a serenity and a peacefulness about the Moon. There was a great peace inside. There was a sense of security in the fact that you were here and the mission was going to get done. A lot of confidence in our ability. We had trained for two and a half years – we knew what to do … There was a feeling of belonging. I felt familiar. There was a great sense of familiarity – there’s Stone; there’s North Ray; there’s Smokey; there’s the Dot crater. I’d looked at those photographs for a thousand times! And here we were! We’re right here on this photograph. And so I felt right at home … I believe because the training was so thorough and our preflight planning and study of the land site made it preconditioned. Now, if the lunar module went arcing off somewhere and landed forty miles north or forty miles west, I think it wouldn’t been a lot eerier.

E’ stato probabilmente l’ambiente più ostile in cui mi sia mai trovato in una situazione di volo. Eppure mi sentivo molto pacifico e sereno … Non avvertivi la paura dell’ambiente ostile … C’era serenità e pace sulla Luna. Una grande pace interiore. C’era un senso di sicurezza che derivava dall’essere li e la missione stava procedendo. Molta confidenza nelle tue capacità. Ci eravamo allenati per 2 anni e mezzo – sapevamo cosa fare … Avvertivi un senso di appartenenza. Mi sentivo confidente. C’era un forte senso di confidenza – lì c’era Stone; lì North Ray; lì Smokey; lì il cratere Dot. Avrò visto le loro foto un migliaio di volte! Ed eccoli qui! Eraamo esattametne in una di quelle fotografie. E mi sentivo a casa … Credo che l’accuratezza dell’allenamento e tutta la pianificazione e gli studi fatti prima del volo ci abbiano precondizionati. Ma se il modulo lunare avesse proseguito la sua corsa e fossimo allunati a 40 miglia di distanza a nord o ad ovest, non credo che sarebbe stato più terrificante.

Charlie Duke (dal libro Voices from the Moon)

Le Missioni: Apollo 16

Posted in Missions with tags , , , , , , on 16 aprile 2012 by raghnor

Altro lungo periodo di attesa ed altro quarantennale. Ricorrenza che cade a pochi giorni dalla conferenza di Duke a Varese. Con Apollo 16, proseguono le missioni di Tipo J ad alto contenuto scientifico contraddistinte da nuovi record di permanenza sul nostro satellite e da sempre più rilevanti risultati.

L’equipaggio di Apollo 16

Data: 16 Aprile 1972 12:54:00 p.m. EDT
Launch Pad: 39A KSC
Equipaggio: John W. Young (CDR), Thomas K. Mattingly II (CMP), Charles M. Duke, Jr. (LMP)
Highlights: Prima missione ad allunare sulle montagne lunari; 71 ore di permanenza sulla superficie lunare; completate 3 EVA per un totale di 20 ore e 14 minuti; 26 Km percorsi con il LRV; 95.8 Kg di campioni raccolti; 126 ore trascorse in orbita lunare

Mission Patch

Apollo 16 è stata la decima missione con equipaggio del Programma Apollo, la quinta e penultima missione lunare e la prima ad allunare sulle montagne lunari (le precedenti erano tutte allunate sui Mari). Il lancio avvenne alle 12:54 pm EST del 16 Aprile 1972 e la durata dell’intera missione fu di 11 giorni, un’ora e 51 minuti.

La decisione sulla destinazione di Apollo 16 fu presa per permettere di ottenere campioni dalle formazioni Descartes e Cayley. I geologi prima della missione pensavano che entrambe queste formazioni fossero di origine vulcanica (i campioni riportati dimostreranno che questa teoria era sbagliata). Con l’aiuto di fotografie ottenute da Apollo 14 venne determinato che il sito permetteva un allunaggio sicuro e venne scelto un punto tra due crateri relativamente ‘giovani’, il North e il South Ray: entrambi penetravano all’interno della regolite, lasciando esposto il letto di roccia sottostante per il campionamento.

Apollo 16 venne lanciato con un ritardo di un mese rispetto alla data prevista a causa di un problema tecnico (per la prima volta nel corso del programma). Nel Gennaio 1972, un serbatoio del Command Module venne accidentalmente danneggiato durante un test di routine. L’intero razzo venne riportato all’interno del VAB, il serbatoio venne sostituito e il razzo venne ritrasformato al Pad 39A per il lancio.

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Esplorando – La conferenza di Charlie Duke

Posted in Eventi with tags , , , , , on 3 aprile 2012 by raghnor
Charlie Duke incanta la platea

Charlie Duke incanta la platea

Secondo appuntamento con l’evento Esplorando, il momento della conferenza di Charlie Duke.

Anche per l’evento più atteso della giornata il FOAM13 ha trovato una sede all’altezza, il Teatro Apollonio di Varese. Quando sono arrivato parecchia gente aveva già preso posto e alla fine credo che siamo andati molto vicini al tutto esaurito (il teatro ha circa 1200 posti!).

Come tradizione l’incontro si è aperto con alcuni interventi di rito:

  • Roberto Crippa, Presidente FOAM13, si è soffermato sulla storicità dell’evento Esplorando. Ha lodato, giustamente, il grande lavoro svolto dal FOAM13 negli ultimi 4 anni, lavoro che ha permesso di acquisire credibilità a livello non solo locale e che ha permesso l’utilizzo di strutture non proprio alla portata di tutti (vedi Villa Recalcati). Ha tributato il giusto riconoscimento al lavoro incredibile svolto dalle 90 e più persone che hanno speso il loro tempo e le loro energie per l’evento e per la creazione del modello di Casper. Ha concluso l’intervento ricordando che le novità e i progetti in cantiere sono ancora molti
  • Giuseppe Palumbo, Responsabile Eventi FOAM13, partendo da queste considerazioni ha parlato del grande onore di ospitare Charlie Duke, qualcosa che non capita proprio tutti i giorni (e come dargli torto!) e per di più in prossimità del Quarantennale di Apollo 16, la missione che lo ha visto esplorare la superficie lunare. Si è poi soffermato sui alcuni dettagli tecnici della mostra, sul successo della prima giornata, ha citato tra tutti i gioielli esposti il campione di roccia lunare (ringraziando Luigi Pizzimenti per l’impegno profuso) e Casper, il modello del CM in cui lo stesso Duke non ha resistito alla tentazione di entrare non una ma due volte in due diverse occasioni
  • Luigi Pizzimenti, Responsabile della Sezione Astronautica del FOAM13 e amico di Duke, ha iniziato ringraziando la Città e la Provincia di Varese per l’ospitalità riservata all’evento e ha poi raccontato brevemente la vita e la carriera di Duke: il suo passato di pilota collaudatore (al comando di Chuck Yeager), la sua esperienza nella NASA non solo per il volo Apollo 16 ma anche l’impegno come LMP nell’equipaggio di riserva di Apollo 13 e 17 e il ruolo di CAPCOM (ad esempio per lo storico allunaggio di Apollo 11). Ha ricordato il suo impegno nella Astronaut Scholarship Foundation e come sia richiesto ovunque nel mondo per la sua gentilezza, disponibilità e capacità di ispirare gli altri a preseguire i propri obiettivi. Volete sapere quanto era emozionato Luigi in una scala da 1 a 10? 15!
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