Archivio per Apollo 4

Il Pogo del Saturn V

Posted in Storia, Tecnologia with tags , , , , , , , , on 12 giugno 2011 by raghnor

Il Lancio di Apollo 4

In tre precedenti occasione, nei post dedicati ad Apollo 6, Apollo 13 e alle fasi del lancio di un Saturn V, mi sono marginalmente occupato del problema del Pogo. In questo post proverò ad approfondire l’argomento e a raccontare come questo problema venne affrontato nel Programma Apollo.

Nei razzi a propellente liquido, delle pompe spingono i due componenti della miscela (carburante ed ossidante) nella camera di combustione dei motori tramite una serie di tubature. Inevitabilmente i serbatoi, le tubature e i motori vibrano durante il lancio. Queste vibrazioni causano delle oscillazioni nel flusso di carburante; a sua volta queste causano delle oscillazioni nella spinta generata dal motore. Questa oscillazione nella spinta può a sua volta indurre ulteriori vibrazioni nella struttura del razzo, che vanno ad aumentare le oscillazioni nel flusso dei propellenti e così via in una circolo vizioso che porta ad una instabilità dell’intero sistema e ad oscillazioni longitudinali che possono diventare estreme fino a portare alla distruzione del razzo.

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La Launch Umbilical Tower

Posted in Storia, Tecnologia with tags , , , , , , on 16 gennaio 2011 by raghnor

LUT-1 & Apollo 11

La Launch Umbilical Tower (LUT) era una parte fondamentale del sistema di assemblaggio e lancio del Saturn V. Ha rappresentato un cambiamento notevole rispetto alle precedenti torri di lancio del programma spaziale americano. In occasione delle missioni Mercury e Gemini infatti l’assemblaggio del razzo avveniva direttamente al launch pad e la torre era parte integrante del pad stesso. Per l’Apollo invece l’assemblaggio avveniva all’interno del VAB: il razzo veniva posto ed assicurato sopra la MLP (Mobile Launch Platform), di cui la LUT era parte integrante; il tutto veniva poi trasportato al pad tramite i crawler.

La LUT permetteva l’accesso alle parti più importanti del razzo durante le attività di manutenzione precedenti al lancio. Era alta 137 metri, dipinta di un rosso brillante, era dotata di 18 piattaforme, servite da due ascensori ad alta velocità ed ad essa erano collegate 9 braccia mobili (Service Arms) che si connettevano al Saturn V. Le prime due piattaforme erano a distanza di 10 mt (30 ft) l’una dall’altra, le successive a 6 mt (20 ft). Si faceva riferimento ad ogni piattaforma usando la sua altezza, ‘level 30’, ‘level 220’, etc. Attraverso le Service Arms passavano le condutture per il riempimento dei serbatoi dei vari stadi e le connessioni elettriche. Il braccio più alto terminava nella White Room, la piccola camera sospesa che dava accesso al portello di ingresso del Command Module. Questo era il regno del compianto Guenter Wendt. In cima alla LUT si trovava una gru in grado di ruotare a 360 gradi e capace di spostare pesi fino a 25 tonnellate.
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The Unmanned Missions: Apollo 4

Posted in Missions with tags , on 14 febbraio 2010 by raghnor

Apollo 4 – il lancio

Apollo 4 è stato il primo lancio senza equipaggio del Saturn V. Fu anche il primo lancio degli stadi S-IC ed S-II del razzo. Fu inoltre il primo lancio a partire dal Launch Complex 39 costruito appositamente per il Saturn V. Oltre ad essere il primo volo degli stati S-IC ed S-II, è stato anche il volo in cui per la prima volta l’S-IVB (il terzo stadio) è stato riavviato in orbita terrestre e il primo rientro in atmosfera di una capsula Apollo ad una velocità prossima a quella raggiunta in una traiettoria di rientro da un volo lunare. Visto l’elevato numero di ‘prime volte’ vennero installati 4098 sensori a bordo del razzo e della capsula per la registrazione dei dati di volo.

Si trattò del primo volo in cui venne messa alla prova la dottrina di test all-up (tutto insieme): nel 1963, al fine di ridurre il numero di voli di test necessari per dichiarare il Saturn V idoneo al volo con equipaggio, venne deciso che anzichè testare ogni singolo componente o stadio separatamente, l’intero razzo sarebbe stato testato nello stesso volo (al contrario della pratica utilizzata da Wernher von Braun in Germania per le V2 nel corso della II Guerra Mondiale).
Tagliare il numero di questi voli era fondamentale per realizzare l’obiettivo dato da Kennedy di allunare entro la fine del decennio; ovviamente significava anche che tutto doveva funzionare al primo colpo. Alla iniziale reazione negativa del management, seguì una riluttante accettazione poichè ogni altra strada avrebbe portato ad allungare i tempi del progetto ben oltre il 1970.

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