Archivio per John Young

Gradisce del succo d’arancia?

Posted in Storia with tags , , , , on 30 dicembre 2012 by raghnor

Cheers!

Sono sicuro che quasi tutti noi gradiamo un bel bicchiere di succo d’arancia, magari per colazione. E sono sicuro che anche John Young e Charlie Duke lo gradivano molto, o per lo meno gradivano molto prima della loro missione lunare, Apollo 16.

Nel corso di questa missione infatti ai due astronauti venne ripetutamente imposto di bere grandi quantitativi di questa bevanda. Il motivo di questa imposizione é da ricercarsi nella missione precedente.

Apollo 15 é stata la prima missione di tipo J e ha richiesto uno sforzo fisico notevole a Dave Scott e Jim Irwin, a partire dal periodo dell’addestramento pre-volo. Dopo aver completato il rendezvous in orbita lunare al termine alla loro permanenza sulla Luna, i due stavano trasferendo tutti i campioni raccolti nel CM, come ultima parte di una lunga giornata in cui non chiudevano occhio da 23 ore.

Gli astronauti venivano monitorato nel corso del volo tramite dei sensori biometrici e nel MOCR alla postazione del Surgeon era sempre vigile uno dei medici di missione. Il Dr. Charles Berry notó una irregolarità nel battito cardiaco di Irwin: aveva in corso un attacco di bigeminismo. La cosa era seria: se ci fossimo trovati sulla Terra, Irwin sarebbe stato ricoverato per un possibile attacco cardiaco. Ma il dottore decise che sull’Endevour, Irwin si trovava in sostanza già sotto trattamento: atmosfera di puro ossigeno, sforzo ridotto al minimo per via del micro gravità e costante monitoraggio medico. Come disse lo stesso medico: “non avremo potuto curarlo meglio”.

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Forever Young – Il Libro

Posted in Recensioni with tags , , , on 11 novembre 2012 by raghnor

La copertina

Quando ho scoperto che in autunno sarebbe stata pubblicata la biografia di John Young ero impaziente di averla tra le mani e divorarla. Young è un vero monumento nell’ambiente: due missioni Gemini, due missioni Apollo, 2 missioni STS (incluso il volo inaugurale STS-1) e poi tanti anni nel management della NASA.

Il libro è stato realizzato in collaborazione con James R. Hansen, professore di storia ed ex direttore dell’Honors College alla Auburn University, nonchè autore della biografia di Neil Armstrong (First Man: The Life of Neil Armstrong).

Ahimè, viste le premesse devo dire che il libro mi ha lasciato un po di amaro in bocca. Ma non saltiamo alle conclusioni.

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Gli Uomini: John Young

Posted in Biografie with tags , , , , , , on 29 aprile 2012 by raghnor

John Young

Nome Completo: John Watts Young

Nato il: 24 Settembre 1930 a San Francisco, California

Ruolo nel Progetto: Astronauta (NASA Astronaut Group 2 – “The New Nine”)

Missioni: Gemini 3, Gemini 10, Apollo 10, Apollo 16. STS-1, STS-9

Onorificienze Ricevute: La Congressional Space Medal of Honor (1981), 4 NASA Distinguished Service Medals, NASA Outstanding Leadership Medal (1992), NASA Exceptional Engineering Achievement Medal (1987), NASA Outstanding Achievement Medal (1994), Navy Astronaut Wings (1965), 2 Navy Distinguished Service Medals, 3 Navy Distinguished Flying Crosses, il Georgia Tech Distinguished Young Alumni Award (1965), Distinguished Service Alumni Award (1972), l’Exceptional Engineering Achievement Award (1985), l’Accademia dei Distinguished Engineering Alumni (1994), e l’American Astronautical Society Space Flight Award (1993), Distinguished Executive Award (1998), Rotary National Space Achievement Award (2000). Inserito in 6 Halls of Fame. Ha ricevuto 6 lauree ad honoris causa.

John Watts Young è stato il nono uomo a porre piede sulla Luna durante Apollo 16 ma nella sua lunga carriera di astronauta (42 anni di servizio attivo nella NASA) ha totalizzato ben 6 voli spaziali, ed è l’unico ad aver pilotato 4 differenti veicoli: Gemini, l’Apollo CSM, l’Apollo LM e lo Space Shuttle.

Young è nato il 24 Settembre 1930 a San Francisco, California ed è cresciuto nel quartiere College Park ad Orlando, Florida. Ha conseguito una laurea in Ingegneria Aeronautica (con ottimi voti) presso il Georgia Institute of Technology nel 1952. Si è poi arruolato in Marina. E’ stato Fire Control Officer sul cacciatorpediniere USS Laws (DD-558) fino al Giugno 1953 di stanza nel Mar del Giappone durante la Guerra di Corea. Ha in seguito seguito il corso di pilota ed è stato assegnato al Fighter Squadron 103 per quattro anni: in seguito è stato assegnato alle unità USS Coral Sea e USS Forrestal. Dopo il corso alla US Navy Test Pilot School nel 1959 è stato assegnato per 3 anni al Naval Air Test Center. Nel 1962 ha realizzato il record mondiale di ascesa da 3000 a 25000 metri. Ha rivestito poi il ruolo di maintenence officier per il Phantom Fighter Squadron 143.

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Le Missioni: Apollo 16

Posted in Missions with tags , , , , , , on 16 aprile 2012 by raghnor

Altro lungo periodo di attesa ed altro quarantennale. Ricorrenza che cade a pochi giorni dalla conferenza di Duke a Varese. Con Apollo 16, proseguono le missioni di Tipo J ad alto contenuto scientifico contraddistinte da nuovi record di permanenza sul nostro satellite e da sempre più rilevanti risultati.

L’equipaggio di Apollo 16

Data: 16 Aprile 1972 12:54:00 p.m. EDT
Launch Pad: 39A KSC
Equipaggio: John W. Young (CDR), Thomas K. Mattingly II (CMP), Charles M. Duke, Jr. (LMP)
Highlights: Prima missione ad allunare sulle montagne lunari; 71 ore di permanenza sulla superficie lunare; completate 3 EVA per un totale di 20 ore e 14 minuti; 26 Km percorsi con il LRV; 95.8 Kg di campioni raccolti; 126 ore trascorse in orbita lunare

Mission Patch

Apollo 16 è stata la decima missione con equipaggio del Programma Apollo, la quinta e penultima missione lunare e la prima ad allunare sulle montagne lunari (le precedenti erano tutte allunate sui Mari). Il lancio avvenne alle 12:54 pm EST del 16 Aprile 1972 e la durata dell’intera missione fu di 11 giorni, un’ora e 51 minuti.

La decisione sulla destinazione di Apollo 16 fu presa per permettere di ottenere campioni dalle formazioni Descartes e Cayley. I geologi prima della missione pensavano che entrambe queste formazioni fossero di origine vulcanica (i campioni riportati dimostreranno che questa teoria era sbagliata). Con l’aiuto di fotografie ottenute da Apollo 14 venne determinato che il sito permetteva un allunaggio sicuro e venne scelto un punto tra due crateri relativamente ‘giovani’, il North e il South Ray: entrambi penetravano all’interno della regolite, lasciando esposto il letto di roccia sottostante per il campionamento.

Apollo 16 venne lanciato con un ritardo di un mese rispetto alla data prevista a causa di un problema tecnico (per la prima volta nel corso del programma). Nel Gennaio 1972, un serbatoio del Command Module venne accidentalmente danneggiato durante un test di routine. L’intero razzo venne riportato all’interno del VAB, il serbatoio venne sostituito e il razzo venne ritrasformato al Pad 39A per il lancio.

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The Wonder of It All – Film

Posted in Recensioni with tags , , , , , , , on 10 ottobre 2010 by raghnor

La copertina del DVD

Ho ricevuto la segnalazione dell’esistenza di questo documentario da Alberto, un visitatore del blog, via mail all’inizio di Agosto. Complici le vacanze lontane dal computer e l’agenda dei post già definita, la visione e questa recensione sono slittate fino ad oggi.
Il documentario è del 2007, dura 82 min ed ha un sito ufficiale. Il regista è Jeffrey Roth.

Un aspetto importante di questo documentario, che lo differenzia da altre pellicole come In the Shadow of the Moon, è che qui la scena è tutta per gli astronauti: tutto il film è basato sulle interviste che Alan Bean, Charlie Duke, John Young, Buzz Aldrin, Edgar Mitchell, Gene Cernan, Harrison Schmitt (in rigoroso ordine sparso) hanno rilasciato al regista.

La sequenza iniziale è una ripresa di parte della Terra con una Luna che a poco a poco sorge da dietro di essa, il tutto accompagnato da una carrellata di spezzoni audio tratti da quel periodo (Kennedy che parla della crisi di Cuba, la notizia dell’intensificarsi dell’impegno americano in Vietman, la morte di MLK … e naturalmente il classico “I believe that this nation should commit itself …”): una bella idea per inquadrare storicamente il momento del progetto Apollo. A completare questa parte c’è un intervento di Cernan in cui ricorda che per comprendere la sfida lanciata da Kennedy occorre contestualizzarla in quel periodo storico (gli anni 60), con i russi che avevano lanciato lo Sputnik e poi Gagarin (primo uomo in orbita) dimostrando la loro superiorità, il Vietnam, le contestazioni nei campus, la morte dei principali leader (MLK e poi lo stesso Kennedy) ed altri eventi.
Il film risulta poi organizzato in piccoli capitoli, identificati da brevi titoli come Choosen o Fear o The Moon e in ciascuno di essi viene trattato un diverso argomento (Choosen per esempio è la parte dedicata al come e al perchè proprio su queste persone sia caduta la scelta).

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