Archivio per Jim Lovell

Riflessioni per l’Ombrellone (Anno III – 2)

Posted in Varie with tags , on 12 agosto 2012 by raghnor

The fact that you can put your thumb up to the window of the spacecraft and completely put the earth behind your thumb is a concept that gives you the insignificance of your own existence with respect to the universe … You have to think about hiding the entire Earth. Everything that you’ve ever done. All the people you knew. Every place you’ve been. Continents. Al the major confrontations that you had. You know, the various wars that were going going at the time. The problems at home, the dissension … 1968 was a very bad year. The Vietnam were was going on. The Democratic convention here in Chicago was a disaster. It was not a good year. … and it turns out that it really made you feel humble, because everything shrunk in size.

Il fatto che puoi mettere il tuo pollice sul finestrino della capsula e nascondere completamente la Terra dietro di esso è un concetto che ti mostra quanto sia insignificante la tua esistenza rispetto all’universo … Pensi al fatto di nascondere l’intera Terra. Tutto quello che hai fatto. Tutte le persone che conosci. Tutti i posti in cui sei stato. I continenti. Tutti le grosse dispute. Pensa alle varie guerre in corso a quel tempo. I problemi a casa, il dissenso … Il 1968 è stato un anno davvero brutto. La guerra in Vietnam che continuava. La convention democratica a Chicago è stata un disastro. Non è stato un buon anno … e questo gesto ti fa sentire modesto, perchè tutto si ridimensiona.

Jim Lovell (dal libro Voices from the Moon)

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Lost Moon – Il Libro

Posted in Recensioni with tags , , on 3 luglio 2011 by raghnor

La Copertina

Tengo molto a questo libro per due buoni motivi: è un regalo ed è autografato dall’autore. Adesso posso aggiungere anche che si tratta di un bel libro, che merita il tempo speso per leggerlo.

Si tratta della biografia di Jim Lovell, in cui una larga parte è destinata a raccontarci la missione che più ha segnato, nel bene e nel male, la carriera e ancor di più la vita di questo astronauta: Apollo 13. Il racconto è scritto a 4 mani da Lovell e da Jeffrey Kluger. Kluger è uno scrittore della rivista Time e l’autore di diversi libri di argomento scientifico. È stato anche editorialista della rivista Discover e un istruttore del corsi di giornalismo della New York University. Ha scritto per il New York Times Magazine, Gentlemen’s Quarterly, Playboy e il Wall Street Journal.

Lovell ha fatto la scelta di raccontare la sua vita e la missione in modo secondo me più distaccato rispetto alle altre biografie che ho letto finora: non con un racconto in prima persona ma con una narrazione indiretta. Anche se è chiaro dagli inserti biografici e dagli aneddoti che la realizzazione del libro gli deve molto.

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Simulando una passeggiata lunare

Posted in Tecnologia with tags , on 29 agosto 2010 by raghnor

Navigando nel sito istituzionale della NASA mi sono imbattuto in questa foto curiosa:

Strano modo di passeggiare …

La didascalia dice che si tratta del Reduced Gravity Walking Simulator, ospitato al Lunar Landing Facility del Langley Research Center.

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Riflessioni per l’Ombrellone (4)

Posted in Varie with tags , , on 1 agosto 2010 by raghnor

Una delle rare foto che
ritraggono gli astronauti di
Apollo 13 durante il volo

“People often ask, ‘Did you panic when you had the accident on 13?’ I say, ‘Well, we could have panicked, bounced off the walls for about 5 minutes. And when we finished up that, we’d be right back where we started from. […] The reason why I said it’s a test pilot’s mission is because we were given the situation, we were given an opportunity, maybe – we didn’t looked at it that way – to really exercise our skills and our talents to take a situation which was almost certainly catastrophic and come home safely. That’s why I thought that 13, of all the flights – including 11 – that 13 exemplified a real test pilot’s flight.”

“La gente mi chiede spesso ‘Vi siete fatti prendere dal panico quando c’è stato l’incidente di [Apollo] 13?’ Io rispondo, ‘Beh, avremmo potuto farci prendere dal panico, prendere a testate le pareti per 5 minuti. E appena finito, ci saremmo ritrovati ancora allo stesso posto’. […] La ragione per cui ho detto che è stata una missione per piloti di test è che ci è stata assegnata una situazione, ci è stata data un’opportunità, forse per mostrare veramente la nostra competenza e il nostro talento nel gestire una situazione quasi certamente catastrofica e ritornare a casa sani e salvi. Questo è il motivo per cui penso che [Apollo] 13, più di ogni altro volo – incluso [Apollo] 11 – [Apollo] 13 rappresenta un vero volo per piloti di test.”

Jim Lovell (Apollo 8 – CMP, Apollo 13 – CDR)

Gli Uomini: Jim Lovell

Posted in Biografie with tags , , , , on 25 aprile 2010 by raghnor

Jim Lovell

Nome Completo: James “Jim” Arthur Lovell, Jr.

Nato il: 25 Marzo 1928 a Clevaland

Ruolo: Astronauta (NASA Astronaut Group 2 – “The Next Nine”)

Missioni: Gemini 7, Gemini 12, Apollo 8, Apollo 13

Onorificenze Ricevute: Sam Houston Area Council 1976 Distinguished Eagle Scout Award; Presidential Medal for Freedom, 1970; NASA Distinguished Service Medal; 2 Navy Distinguished Flying Crosses; 1967 FAI De Laval e Gold Space Medals (Atene, Grecia); American Academy of Achievement Golden Plate Award; City of New York Gold Medal nel 1969; City of Houston Medal for Valor nel 1969; National Academy of Television Arts and Sciences special Trustees Award, 1969; Institute of Navigation Award, 1969; University of Wisconsin’s Distinguished Alumni Service Award, 1970; American Astronautical Society Flight Achievement Awards, 1966 e 1968; Harmon International Trophy, 1966, 1967 e 1969; Robert H. Goddard Memorial Trophy, 1969; H. H. Arnold Trophy, 1969; General Thomas D. White USAF Space Trophy, 1969; Robert J. Collier Trophy, 1968; Henry G. Bennett Distinguished Service Award; AIAA Haley Astronautics Award, 1970.

Jim Lovell è nato a Cleveland, Ohio. La sua famiglia si trasferì poi a Milwaukee, Wisconsin, dove completò la Juneau High School e divenne un Eagle Scout. Il padre morì in un incidente d’auto quando Lovell era ancora bambino e per circa due anni, fu ospitato da parenti a Terre Haute, Indiana. Frequentò la University of Wisconsin–Madison per due anni. Proseguì poi gli studi all’Accademia Navale e, dopo la laurea nel 1952, entrò in Marina. Nello stesso anno sposò Marilyn Gerlach, da cui poi ebbe 4 figli: Barbara (nata nel 1953), James (1955), Susan (1958) e Jeffrey (1966).

Lovell ha partecipato alla guerra di Corea come pilota di caccia della Marina. Successivamente fu pilota di test per 4 anni presso la base di Patuxent River, Maryland. Il suo ‘nome di battaglia’ era “Shaky” (fu inventato da Pete Conrad). Ha accumulato più di 7000 ore di volo, di cui più di 3500 su aerei a reazione.

Venne preso in considerazione per il gruppo dei Mercury Seven ed infine scartato per insignificanti problemi medici, tanto da essere poi selezionato nel secondo gruppo di astronauti nel 1962.

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4 chiacchiere con Jim e Fred

Posted in Varie with tags , , , on 14 aprile 2010 by raghnor

Fred Haise (a sinistra) e Jim Lovell

Questo post extra nasce dalla graditissima segnalazione da parte di elteo79 di un video su Vimeo in cui compaiono Jim Lovell e Fred Haise, rispettivamente CDR e LMP di Apollo 13.

Si tratta di un video relativo alla partecipazione di Lovell e Haise ad un evento organizzato dalla Astronaut Scholarship Foundation il 6 Novembre 2009 al Kennedy Space Center. La Astronaut Scholarship Foundation è stata fondata dal primo gruppo di astronauti (i Mercury Seven) allo scopo di garantire che gli Stati Uniti mantengano la loro posizione di leader nell’esplorazione spaziale e nella tecnologia ad essa collegata supportando i migliori studenti nell’ambito della scienza e dell’ingegneria.

Il video si divide in tre momenti fodamentali:

  • Lovell spende inizialmente più di 10 minuti a raccontare la storia di un serbatoio di ossigeno … quello che è esploso su Apollo 13. Racconta le origini del problema, risalendo fino a 6 anni prima del lancio quando un fornitore non rispettò una delle specifiche tecniche. Non entro nei dettagli qui perchè mi sono già ripromesso di dedicare un post all’argomento (a chiusura del mini ciclo su 13).

  • Haise va a raccontare il ‘dopo-esplosione’, i primi momenti coincitati, le prime ipotesi e le prime catastrofiche risultanze. Niente di particolare in questa parte del filmato: ciò che l’ex astronauta racconta lo si trova più o meno anche in altre fonti.

  • Una piccola sessione finale di ciò che gli anglofoni chiamano Q & A (Questions & Answers), ovvero lo spazio per le domande del pubblico. E qui qualche battuta ci scappa.

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Le Missioni: Apollo 13

Posted in Missions with tags , , , on 11 aprile 2010 by raghnor

Nella serie dedicata ai quarantennali delle missioni Apollo è il turno di quella che forse batte persino Apollo 11 come popolarità: Apollo 13. La missione definita già all’indomani un “successfull failure”, “un fallimento di successo”, quella delle due frasi iconiche “Failure si not an option” (tradotto con “Il fallimento non è contemplato” nel famoso film di Ron Howard) e “Houston, ve have a problem”. Al di la delle frasi ad effetto con questa missione la NASA ha dimostrato tutta la sua competenza e la bravura dei suoi tecnici, nonché il grande lavoro fatto in fase di progettazione e realizzazione dopo la dura lezione di Apollo 1.

L’equipaggio (da sx: Lovell, Swigert, Haise)

Data: 11 Aprile 1970 19:13:00 UTC

Launch Pad: 39A KSC

Equipaggio: James A. Lovell (CDR), John L. “Jack” Swigert (CMP), and Fred W. Haise (LMP)

Highlights: La sopravvivenza dell’equipaggio nonostante il grave incidente al CM 🙂

Mission Patch

Apollo 13 è stata la terza missione a prevedere l’allunaggio, ma la rottura di un serbatoio dell’ossigeno durante il viaggio verso la Luna portò all’annullamento. L’equipaggio originariamente assegnato alla missione era composto da Alan B. Shepard, Jr (CDR), Stuart A. Roosa (CMP), Edgar D. Mitchell (LMP). Ma per la prima volta in assoluto, l’equipaggio indicato da Slayton non venne accettato dal management della NASA: Shepard aveva da poco risolto i problemi all’orecchio interno che ne avevano impedito il volo (dopo quello suborbitale della Mercury) e il management riteneva necessitasse di più tempo per allenarsi ad una missione con allunaggio.
Venne quindi assegnato alla missione l’equipaggio di Jim Lovell (che si stava preparando per Apollo 14): Lovell (CDR), Ken Mattingly (CMP), and Fred W. Haise (LMP). Otto giorni prima del lancio Charlie Duke (LMP di riserva per Apollo 13) contrasse il morbillo; Lovell ed Haise ne erano immuni avendolo fatto da bambini, ma Mattingly no. Per precauzione, il suo posto venne preso dal CMP di riserva, Jack Swigert. Per la cronaca Mattingly non ebbe mai il morbillo e più tardi partecipò alle missioni Apollo 16, STS-4 e STS-51-C. Il lancio avvenne l’11 Aprile alle 13:13 CST (!!!). La missione prevedeva l’esplorazione della formazione di Fra Mauro così chiamata per via del cratere da 80 Km di diametro ivi localizzato. Si trattava di un’area geologicamente interessante, formata da colate laviche successive all’impatto che aveva formato il Mare Imbrium.

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