Archivio per Mission Patch

Mission Patch: Apollo 16

Posted in Mission Patches with tags , on 22 aprile 2012 by raghnor

La patch di Apollo 16 è di forma rotonda ed è dominata da un’aquila appollaiata sopra ad uno scudo rosso, bianco e blu (che ricorda la bandiera americana). Lo sfondo rappresenta una porzione di superficie lunare. Il contorno è blu con una serie di 16 stelle (a rappresentare il numero della missione) e i cognomi dei tre membri dell’equipaggio. Sopra allo scudo si trova un simbolo di color oro simile a quello che contraddistingue il logo della NASA.

La patch è stata disegnata da un artista della NASA, il cui nome non è noto, a partire da una serie di idee proposte da Young, Duke e Mattingly.

Qualche informazione in più sulla patch, la sua storia e il suo significato possiamo trovarlo in una dichiarazione di Charlie Duke:

“Ogni equipaggio ha scelto la propria patch. John, Ken ed io avevamo diverse idee che volevamo incorporare per commemorare la nostro missione: il patriottismo, il lavoro di squadra e la Luna. Volevamo che queste idee, più il numero della missione e il nome dei membri dell’equipaggio fossero rappresentati sulla nostra patch; abbiamo parlato con un artista della NASA e lui ha disegnato esattamente quello che volevamo. […] A rappresentare il lavoro di squadra, la forcella gialla della NASA posta sopra allo scudo […] Eravamo molto orgogliosi della patch, che per noi simboleggiava Apollo 16.”

Quello che Charlie Duke chiama una “wishbone”, una “forcella”, è l’elemento preso dal logo NASA che risale al 1959. La descrizione ufficiale recitava che “la forcella rossa è un’ala che rappresenta l’aeronautica (si trattava di un’ala della forma risultato dei più recenti sviluppi nell’ambito del volo ipersonico dell’epoca)”. Lo stesso elemento è stato utilizzato in seguito per la mission patch del volo STS-26, il primo volo dopo l’incidente del Challenger.

Una curiosità: l’unica altra patch Apollo con uno scudo, anzi in quel caso la patch stessa era proprio a forma di scudo, è stata quella di Apollo 10. Guarda caso un’altra missione che ha visto John Young come membro dell’equipaggio.

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Mission Patch: Apollo 15

Posted in Mission Patches with tags , , on 31 luglio 2011 by raghnor

La mission patch di Apollo 15 venne disegnata dallo stilista italiano Emilio Pucci e modificata in alcuni dettagli da Scott, Irwin e Worden.

I tre membri dell’equipaggio avevano valutato 540 diverse proposte ma nessuna aveva incontrato i loro favori. Attraverso un amico comune chiesero a Pucci di aiutarli. Il risultato dello sforzo creativo dello stilista fu una patch di forma quadrata con i tre uccelli stilizzati realizzati nei caratteristici colori blu, viola e verde della Maison Pucci. Le tre figure rappresentavano ovviamente i tre astronauti e la loro disposizione, con uno posto al di sopra degli altri due, ben rappresentava la situazione che si sarebbe venuta a creare in orbita lunare (due scendevano sulla superficie, uno restava ad attenderli).

Scott e soci, pur apprezzando molto il design, modificarono la forma da quadrata a rotonda, mantennero gli uccelli stilizzati ma scelsero i colori rosso, bianco e blu, molto più patriottici. Con gli stessi colori venne realizzato il bordo della patch, in cui si trovano il nome della missione (in alto) e quelli dei tre membri dell’equipaggio (in basso). I tre decisero di mettere sullo sfondo una riproduzione della superficie lunare, quella dell’area scelta per l’allunaggio: è ben visibile in alto a sinistra una riproduzione molto fedele dell’Hadley Rille ai piedi delle Appenine Mountains. A destra delle figure stilizzate il bordo di alcuni crateri va a formare il numero “15” in cifre romane (XV). Rispetto all’originale, venne deciso anche di eliminare il contorno bianco attorno agli uccelli stilizzati e all’interno del bordo rosso.

Un paio di curiosità sulle mission patch in generale:

  • con l’eccezione della patch di Apollo 8 (dalla caratteristica forma triangolare), per tutte le altre veniva ritagliata una toppa quadrata attorno alla patch stampata sul beta cloth anzichè seguire un taglio attorno alla forma. Questa toppa veniva poi cucita sulla tuta

  • le patch che si vedono applicate sulle tute esposte nei musei non sono quelle utilizzate nel corso della missione: la procedura standard dopo il ritorno a Terra prevedeva che la patch venisse rimossa dalla tuta e donata all’astronauta

Mission Patch: Apollo 13

Posted in Mission Patches with tags , , on 18 aprile 2010 by raghnor

La patch di Apollo 13 è a mio parere una delle più belle dell’intero programma: rappresenta 3 cavalli in volo dalla Terra (visibile sullo sfondo) alla Luna (parzialmente visibile in primo piano). Su tutto domina il Sole (chiaro riferimento al dio greco Apollo, incaricato di portare a spsso nel cielo il Sole sul suo carro). Visto il retaggio da uomo della Marina di Lovell, la patch comprende il motto latino “Ex Luna, scientia”, “Dalla Luna, conoscenza”, chiaramente ispirato dal motto dell’Accademia della Marina “Ex scientia, tridens”, “Dalla conoscenza, il potere sul mare”. Il numero della missione appare in numeri romani come Apollo XIII. È una delle due patch Apollo (inclusi i programmi Skylab e ASTP) a non recare i nomi degli astronauti – l’altra è quella ben nota di Apollo 11. Una coincidenza fortunata, considerando il fatto che Ken Mattingly (CMP) venne rimpiazzato pochi giorni prima del lancio da Jack Swigert. Probabilmente per scaramanzia nessun altro equipaggio volle più lasciare fuori i nomi! La patch venne disegnata dall’artista newyorchese Lumen Winter, basandosi su un affresco da lui realizzato per il St. Regis Hotel, NY, in occasione di un restauro. Successivamente l’affresco venne rimosso e ne vennero perse le tracce per molti anni finchè riapparve ad un’asta di oggetti ‘spaziali’ a Los Angeles. Qui venne acquistato da Tom Hanks (che interpreta Lovell nel film Apollo 13), il quale ne fece dono a Lovell. Questi lo diede al figlio in occasione dell’apertura del suo ristorante a Chicago nel 1999.

Il dipinto di Lumen Winter

Secondo i ricordi dello stesso Lovell in una intervista a Glen Swanson per Quest, The History of Spaceflight Magazin (estate 1995):

“Quando discutemmo insieme sulla patch, eravamo il primo equipaggio a prendere seriamente gli aspetti scientifici del volo. […] L’idea per la patch fu essenzialmente mia. […] L’ispirazione iniziale per il disegno fu quella del dio mitologico Apollo che guidava il carro del Sole attraverso il cielo. L’idea venne passata ad un artista di New York, Lumen Winter, che ci mostrò poi questo disegno con tre cavalli a simboleggiare Apollo e che include anche la Terra e la Luna. La cosa divertente è che prima di realizzare questa patch per noi, aveva realizzato un affresco raffigurante 4 cavalli che attraversano lo spazio con l’immagine della Terra sullo sfondo per un hotel di NY. I cavalli sono molto simili a quelli della patch, ad eccezione di un quarto che rimane indietro che potrebbe rappresentare Ken Mattingly, venne rimpiazzato poco prima del volo. Inoltre pensammo ‘Perché mettere i nomi?’. Decidemmo di eliminare i nomi e metterci invece il motto in latino. Un plagio in un certo senso, perché è simile a quello dell’Accademia Navale.”

Mission Patch: Apollo 12

Posted in Mission Patches with tags , on 15 novembre 2009 by raghnor

Apollo 12 – La Patch

La patch della missione Apollo 12 mostra chiaramente che l’equipaggio proveniva dalla Marina americana. Rappresenta un nave (un clipper) che si avvicina alla Luna. La nave porta la bandiera americana e lascia una scia come se fosse mossa da un razzo. Il nome della missione e i nomi dei membri dell’equipaggio sono scritti in blu su fondo oro in un anello che circonda la patch (blu e oro sono caratteristici colori della Marina USA).

Ci sono 4 stelle nel disegno: una per ciascun membro dell’equipaggio più una dedicata a C.C. Williams, l’astronauta che sarebbe dovuto essere il LMP della missione se fosse stato ancora vivo (morì il 5 Ottobre 1967 per un guasto meccanico al T-38 su cui stava volando). Al Bean lo rimpiazzò ed ebbe l’idea di onorarlo aggiungendo la stella in più.

Secondo Bean:

The patch was designed by Pete, Dick and I with the help of about 10 other people around the contractor area at the Cape. The real breakthrough came in our effort to try to duplicate our landing site on the moon when a couple of engineers came to me and said they thought they could duplicate it exactly. They came back a few days later and it did look just perfect — all the craters the proper size, shape and the lighting just perfect. It turned out the technique they had used was to get a relief globe of the moon that was in the library and light it properly and then take photographs with a Polaroid at different distances until they got one that had just the right curvature that we wanted on the patch. We selected the blue and gold because they are Navy colors and all of us were in the Navy. The ship was patterned in a way after a Navy ship. I went to the library and picked up some clipper ship pictures, gave them to an artist who was working at Patrick [Air Force Base] at the time. He was the one who drew it. After looking it over, we realized there were too many sets of sails outboard of the hull, so we asked him to redesign it. The ship had been one similar to the one Jason and the Argonauts had used to search for the Golden Fleece and we didn’t feel that was American enough, where we felt that the clipper ship was definitely an American symbol.

La patch venne ideata da me, Pete [Conrad] e Dick [Gordon] con l’aiuto di un’altra decina di persone dell’area dei contractor a Cape Kennedy. La vera novità fu nel nostro tentativo di duplicare il luogo di allunaggio previsto e un paio di ingegneri ci dissero che potevano ottenere una riproduzione perfetta. Tornarono dopo pochi giorni e sembrava perfetta – tutti i crateri della giusta misura, forma e illuminazione. Saltò fuori che la tecnica utilizzata fu quelle di usare una riproduzione della Luna dalla biblioteca, illuminata nel modo corretto e poi fotografata con una Polaroid a distanze diverse fino ad ottenere quella con la curvatura che ci serviva per la patch. Scegliemmo il blu e l’oro perché sono i colori della Marina e noi eravamo tutti e tre della Marina. La nave venne disegnata ad imitazione di quelle della Marina. Mi recai in biblioteca e trovi le immagini di alcuni clipper, le diedi all’artista che lavorava alla Patrick Air Force Base. È lui che l’ha disegnata. Dopo averla osservata [la prima versione], notammo troppe vele al di fuori dello scafo, e quindi la facemmo ridisegnare. La nave sembrava quella usata da Giasone e gli Argonauti alla ricerca del Vello d’Oro e non ci sembrava abbastanza ‘americana’, mentre il clipper era assolutamente un simbolo americano.

Il disegno vero e proprio della patch è stato realizzato da Victor Craft.

Mission Patch: Apollo 7

Posted in Mission Patches with tags , on 18 ottobre 2009 by raghnor
Apollo 7 Patch

Apollo 7 Patch

La mission Patch di Apollo 7 rivela la natura della missione: una missione in orbita terrestre. Rappresenta il CSM in volo lungo un’orbita terreste ellittica che va oltre i bordi circolari della patch stessa, con l’SPS acceso e la conseguente scia di fuoco . Della Terra è visibile la porzione con il continente americano. Il numero 7, in notazione romana, è posizionato sull’Oceano Pacifico e i nomi degli astronauti si trova nella parte bassa su sfondo nero. Curiosamente non è stata rappresentata la Luna: sembra sia stata una scelta di Wally Schirra. Avrebbe detto:

“Save that for the guys who are going there.”

“Lasciamola per i ragazzi che ci andranno.”

Secondo una dichiarazione di Walt Cunningham:

“It was our original intention to emphasize the first manned Apollo (Gus Grissom’s flight) and the recovery from the fire on the pad aspects as well. We considered a spacecraft rising from a ball of fire and calling it the Phoenix. The patch designed was subject to NASA approval and we abandoned the Phoenix theme feeling it would be rejected as in bad taste. I zeroed in on a circle (for the Earth) and an ellipse (for orbit). The orbital plane was tilted for artistic reasons.”

“Era nostra intenzione all’inizio di enfatizzare il primo volo con equipaggio (quello con Gus Grissom [Apollo 1 ndr]) e il fatto che il programma avesse recuperato dall’incendio. Avevamo preso in considerazione una capsula che risalisse da una palla di fuoco dandole il nome di Phoenix [Fenice]. Il disegno avrebbe dovuto ottenere l’approvazione della NASA per cui abbandonammo l’idea della Fenice temendo che sarebbe stata rigettata e considerata di cattivo gusto. Ricominciammo da zero considerando un cerchio (la Terra) e un’ellisse (un orbita). Il piano orbitale venne inclinato per motivi artistici.”

La Fenice

La Fenice

Qui accanto potete vedere uno dei bozzetti iniziali con la Fenice.
L’ideatore della patch è rimasto ignoto fino al 2008 quando è stato identificato in Allen Stevens della North American Rockwell.

Mission Patch: Apollo 11

Posted in Mission Patches with tags , on 19 luglio 2009 by raghnor
Apollo 40 Years

Apollo 40 Years

I dettagli della storia dietro la patch di Apollo 11 sono forse quelli meglio documentati, grazie a Michael Collins che ne è stato il principale autore.

Collins riteneva che, trattandosi di una missione storica e particolare, anche la patch dovesse essere particolare. Come prima caratteristica, i nomi dei membri dell’equipaggio non dovevano comparire: un omaggio alle migliaia di persone a cui andava il merito per il successo della missione e il cui nome non sarebbe mai stato scritto su nessuna patch.
Inoltre il design doveva essere simbolico anzichè esplicito, come era accaduto per le precedent patch di Apollo 7, Apollo 9 e Apollo 10. La patch di Apollo 8 era qualcosa che si avvicinava concettualmente a ciò che Collins aveva in mente.
Collins cercava un simbolo per rappresentare in modo inequivocabile “… a peaceful lunar landing by the United States”, “… un pacifico allunaggio degli Stati Uniti”.

Continua …

Mission patch: Apollo 10

Posted in Mission Patches with tags , on 24 maggio 2009 by raghnor

“The Apollo 10 patch was based more on the mechanics and goals of the mission than the philosophy of the space program or the astronauts flying this mission… The patch was basically designed by the crew, primarily Young and Cernan, with a great deal of help from the artists at North American Rockwell. North American and Grumman eventually were the producers and primary suppliers of the patch”.

“La patch di Apollo 10 si basa più sulle meccaniche e gli obiettivi della missione che non sulla filosofia del programma spaziale o sugli astronauti che volarono in quella missione … La patch è stata disegnata dall’equipaggio, in primis da Young e da me, con parecchio aiuto dagli artisti della North American Rockwell. North American e Grumman sono stati i produttori e i principali fornitori della patch”.

Gene Cernan, from ‘All We Did Was Fly to the Moon’

Apollo 10 - La Patch

Apollo 10 - La Patch

Stafford e Cernan volarono insiene su Gemini 9A, e la patch di quel volo è molto simile a questa di Apollo 10. Entrambe sono a forma di scudo (l’unico caso di utilizzo di questa forma nel Progetto Apollo) e gli elementi dominanti (i dettagli riguardano quella di Apollo 10) sono:

  • le capsule, il CSM in orbita lunare e il LM (il solo ascend module mentre risale dalla superficie)
  • gli obiettivi della missione
  • il numero della missione, che è rappresentato come numero romano al centro della patch, posato sulla superficie lunare ad indicare secondo Stafford ‘che abbiamo lasciato il nostro segno‘: un modo insomma di rappresentare il fatto che, sebbene Apollo 10 non sia allunato, è stata comunque una missione importante in preparazione alle successive
Gemini 9

Gemini 9

Se si esclude l’aggiunta del nome dei membri dell’equipaggio e per la parola ‘Apollo’, la descrizione è valida per entrambe le patch (Gemini 9A e Apollo 10).

L’ideatore principale (insieme all’equipaggio) di questa patch è rimasto ignoto fino al 2008, quando Ed Hengeveld e Noah Bradley hanno identificato Allen Stevens (della North American Rockwell) come l’artista.