Gli Uomini: Dave Scott

Dave Scott

Nome Completo: David Randolph Scott

Nato il: 6 Giugno 1932 a San Antonio, Texas

Ruolo: Astronauta (NASA Astronaut Group 3 – The Fourteen – USA)

Missioni: Gemini 8, Apollo 9, Apollo 15

Onorificenze Ricevute: Scott has been awarded two NASA Distinguished Service Medals, a NASA Exceptional Service Medal, two Air Force Distinguished Service Medals, the Distinguished Flying Cross, the Air Force Association’s David C. Schilling Trophy and the Robert J. Collier Trophy.

David Randolph Scott è nato il 6 Giugno 1932 a Randolph Field (e da questo deriva il suo middle name) vicino a San Antonio, Texas. La sua famiglia è di origini scozzesi. Ha studiato presso la Western High School a Washington, D.C e si è diplomato nel Giugno 1949. In questa scuola è stato membro della squadra di nuoto e ha anche detenuto alcuni record. Ha poi frequentato l’Università del Michigan per un anno prima di essere invitato ad iscriversi a West Point, dove ha completato gli studi classificandosi quinto in una classe di 633 studenti nel 1954. Per via di questo risultato, ha potuto scegliere il ramo delle forze armate in cui servire. Scott scelse l’Air Force perchè voleva pilotare i jet. Completò il corso di pilota presso la Webb Air Force Base, Texas, nel 1955 e venne inviato al corso di artiglieria alle Laughlin Air Force Base, Texas, e Luke Air Force Base, Arizona. Inoltre frequentò anche la Air Force Experimental Test Pilots School and Aerospace Research Pilots School. Venne poi assegnato al 32nd Tactical Fighter presso la Soesterberg Air Base (RNAF), Olanda, dall’Aprile 1956 al Luglio 1960. Nel 1959 si è sposato con la sua prima moglie, Ann. Dopo aver completato il suo servizio, ritornò negli Stati Uniti per studiare all’MIT dove conseguì i titoli di S.M. Degree in Aeronautica / Astronautica e di Ingegnere in Aeronautica / Astronautica (the E.A.A. degree) nel 1962. In seguito, nel 1971, ricevette anche il dottorato onorario in Scienze Astronomiche dalla Università del Michigan.

Gli anni alla NASA
Scott fu il primo del terzo gruppo di astronauti ad essere assegnato ad una missione e il primo a svolgere il ruolo di CDR.

Gemini 8
Il 16 marzo 1966, Scott e il suo comandante, Neil Armstrong, vennero lanciati nello spazio per la missione Gemini 8, originariamente una missione di 3 giorni comprendente l’aggancio ad un veicolo bersaglio Agena e una EVA dello stesso Scott. Il primo aggancio tra veicoli spaziali (docking) venne completato con successo ma un malfunzionamento ad uno dei razzi direzionali della capsula Gemini mise in pericolo la vita dei due astronauti. La capsula iniziò a ruotare vorticosamente su se stessa. Solo la grande abilità dei due astronauti permise di riportare la situazione sotto controllo. Purtroppo le regole della missione imposero un rientro anticipato. Niente EVA per Scott.

Scott si affaccia dal
portello di Gumdrop

Apollo 9
Scott venne poi assegnato come CMP alla missione Apollo 9 (3 – 13 Marzo 1969). Il terzo volo con equipaggio del programma Apollo, il secondo ad utilizzare il Saturn V e il primo a testare il LM. Si trattò di un volo fondamentale: un completo test dell’intero stack Apollo (CSM + LM) in orbita terrestre. Per dieci giorni Scott, il suo CDR Jim McDivitt e Rusty Schweickart (LMP) provarono tutti i sistemi delle due capsule. Effettuarono una prova delle manovre di rendezvous, sganciando il LM e portandolo fino a 160 Km di distanza dal CSM per poi ricongiungersi. Venne dimostrata la piena funzionalità dell’equipaggiamento per le attività extraveicolari: Schweickart effettuò una EVA di 46 minuti rimanendo appena fuori dal portello del LM indossando una tuta dotata di PLSS. Scott nel frattempo si trovava in piedi col busto fuori dal portello del CSM e filmava il tutto (la sua EVA durò 1 ora). Il successivo assegnamento di Scott fu come CDR di riserva di Apollo 12.

Scott durante una esercitazione
di geologia sul campo

Apollo 15
Con la sua terza missione, Scott divenne il settimo uomo a camminare sulla Luna. Insieme ai suoi compagni Alfred M. Worden (CMP) e James B. Irwin (LMP) decollò il 26 Luglio 1971 dal KSC. Apollo 15 fu la quarta missione a completare con successo l’allunaggio e la prima ad avvenire vicino alle montagne lunari anzichè sulla aree piatte dei mari: il luogo prescelto era l’Hadley Rille in prossimità delle Apennine Mountains (Mare Imbrium).
Il LM “Falcon”, rimase sulla superficie lunare per 66 ore e 54 minuti, Scott e Irwin effettuarono 3 EVA per un totale di 18 ore e 35 minuti. Furono i primi a poter utilizzare per muoversi sulla superficie un veicolo, l’LRV (Lunar Rover Vehicle). Raccolsero 82 Kg di campioni (inclusa la mitica “Genesis Rock”). Tra gli altri momenti importanti della missione ricordiamo il rilascio del primo satellite artificiale in orbita lunare, l’utilizzo per la prima volta degli strumenti della SIM Bay e la prima EVA nello spazio tra la Terra e la Luna (effettuata da Worden). Apollo 15 si concluse con l’ammaraggio nell’Oceano Pacifico e il successivo recupero a bordo della USS Okinawa.
Una curiosità: nel corso dell’ultima EVA Scott utilizzò come orologio un cronografo Waltham invece del classico Omega Speedmaster, poichè quello in dotazione al CDR era stato danneggiato nel corso della seconda passeggita. Questo fa si che la pubblicità della Omega (“L’unico orologio mai indossato sulla superficie lunare”) non sia vera.

Dopo il ritorno sulla Terra, venne alla luce la storia degli annulli postali che Scott e gli altri avevano imbarcato senza farne parola con la NASA (In accordo col collezionista Walter Eiermann); ulteriori dettagli li trovate nel post dedicato alla missione e alla voce di Wikipedia (in inglese) appositamente dedicata. Sebbene non si trattasse di qualcosa di illegale (la NASA aveva in precedenti occasioni chiuso un occhio), l’amministrazione (pressata dal Congresso americano) stavolta decise di punire in maniera esemplare gli astronauti che non vennero più assegnati a nessuna missione.

In totale Scott ha passato 546 ore e 54 minuti nello spazio, di cui 20 ore e 46 minuti spesi in attività extraveicolari.

Dopo la NASA
Scott si è congedato dalla Air Force nel 1975 col grado di Colonnello, e più di 5600 ore di volo. Nel 18 Aprile 1975 è diventato Direttore del NASA Flight Research Center (si è dimesso il 30 Ottobre 1977) Ha commentato il primo volo dello Shuttle (STS-1) per la BBC nel 1981. È stato uno dei consulenti di Ron Howard per il film Apollo 13 ed ha passato molto tempo sul set della serie TV From the Earth to the Moon, dove ha fatto da consulente per Tom Hanks e tutti i registi, oltre a rispondere alle domande degli attori. Nel 2003-2004 è stato consulente della BBC per la serie TV Space Odyssey: Voyage To The Planets. Nel 2004, insieme all’ex-cosmonauta russo Alexei Leonov ha iniziato a lavorare su una biografia congiunta. Il risultato, “Two Sides of the Moon: Our Story of the Cold War Space Race”, è stato pubblicato due anni dopo con le introduzioni di Tom Hanks e Neil Armstrong.
Scott è anche uno degli astronauti che ha partecipato la documentario In the Shadow of the Moon.
Attualmente risiede a Los Angeles, California con sua moglie, Margaret Black-Scott, un manager di Morgan-Stanley.Tra i suoi interessi: il nuoto, l’handball, lo sci e la fotografia.

Con questo post Tr@nquillityBase va in vacanza fino alla seconda settimana di Settembre. Come l’anno scorso, in questo periodo verrano pubblicate delle brevi testimonianze dei protagonisti del Programma Apollo. A tutti voi auguro

BUONE VACANZE !!!

2 Risposte to “Gli Uomini: Dave Scott”

  1. Vittorio Says:

    Grazie della biografia e buone vacanze anche a te!

    P.S. A proposito di Dave Scott, ho visto (e registrato) un documentario su Discovery Science (altro non è che uno degli episodi di “When We Left Earth: The NASA Missions”) in cui si vede la registrazione da bordo attraverso gli oblò frontali dell’incidente di Gemini 8: ti viene da vomitare solo a vederlo …

    Sempre a proposito di “When We Left Earth: The NASA Missions” se ti interessano posso procurarti le copie delle mie registrazioni.

  2. raghnor Says:

    Ciao Vittorio, rubo due minuti alla tintarella per salutarti🙂
    Ho visto quel documentario e mi ricordo anche io la sequenza: pazzesco, come pazzesca e’ stata la capacita’ di Armstrong di rimettere in assetto la capsula. Si dice che in quel momento venne scelto il comandante per la prima missione con allunaggio.
    Io mi sto dedicando ai due documentari BBC del 1979 segnalati da Paolo Attivissimo sul suo Complotti Lunari. Per adesso segnalo solo le pettinature di Cernan e Scott🙂 oltre ad alcune apparizioni di Alan Shepard, che allora era ancora vivo.

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