Falling to Earth – Il Libro

La Copertina

“I made a decision that f—-d up my life completely, utterly, and irreversibly.”, “Ho preso una decisione che ha fottuto la mia vita completamente, assolutamente e irreversibilmente” Al Worden, Apollo 15 CMP.

La decisione a cui Worden fa riferimento è quella di aver accettato l’accordo per la vendita di alcuni annulli postali che l’equipaggio di Apollo 15 portò con se fino sulla Luna (maggiori dettagli in questo post). La sua biografia uscita molti anni dopo il periodo trascorso della NASA, e scritta con l’aiuto di Frances French, autore di vari libri sulla storia del volo spaziale tra cui In the Shadow of the Moon: A Challenging Journey to Tranquility, non vuole solo raccontare la vita di Worden. Come dice lo stesso ‘è tempo di chiudere la faccenda dello scandalo che ha concluso la mia carriera di astronauta’.

Ma prima di tutto la vita: seguendo il canovaccio tipico di questi libri, il racconto approfondisce i vari aspetti della vita dell’astronauta. Si racconta dell’infanzia spesa in una fattoria del Michigan, dellla decisione di intraprendere la carriera militare, il periodo di West Point e il suo primo incontro con Dave Scott (che nel bene e nel male tanta influenza avrà nella vita dell’autore), il periodo alla scuola di pilota collaudatore presso la Edwards Air Force Base e la selezione da parte nella NASA nel 1966.

Una volta arrivato qui, racconta la competizione con gli altri astronauti per ottenere un volo Apollo. Ricorda come si concentrò sul lavoro anzichè perdere tempo a fare giochetti politici all’interno dell’Astronaut Office (come fecero alcuni suoi colleghi di cui però tace il nome). Un approccio che sembrò pagare con l’assegnazione al support crew di Apollo 9, al backup crew di Apollo 12 e infine all’equipaggio di Apollo 15. La missione fatale che lo vide protagonista con la vecchia conoscenza Scott come CDR. I capitoli scorrono veloci mentre viene raccontata la preparazione, l’incontro col collezionista e l’accordo, il volo e le sue sensazioni.

Una particolarità che mi è piaciuta del libro è la scelta di usare singole parole per i titoli dei capitoli: Farmer (agricoltore), Soldier (soldato), Astronauta (astronaut) per le varie fasi della vita ma anche The Fire (Apollo 1), Launch (lancio), Falling to Earth (ricaduta sulla Terra) per i capitoli dedicati alla missione. E che dire dei capitoli finali: Celebration (celebrazioni), Ruin (rovina), Redemption (redenzione), A New Tranquillity (una nuova tranquillità). La parabola della vita di Worden in 4 parole. Contrariamente a quella che potrebbe essere opinione comune, Worden non ha mai percepito l’essere CMP come una sorta di ‘premio di consolazione’ (‘quello che viaggia fino alla Luna ma non ci scende’). Al contrario lo ritiene il ruolo più bello per un pilota, il ruolo che veramente richiede di ‘far volare la capsula’ (in contrasto con il ruolo del LMP, una specie di assistente al CDR nonostante il nome). Non guastava anche il fatto che fosse il ruolo che permetteva di accedere velocemente a quello di CDR all’interno della rotazione degli equipaggi.

E poi si racconta il ritorno e dopo qualche mese, l’inchiesta e la messa al bando. Solo per l’autore e Jim Irwin (LMP) però. Scott godette di una sorta di impunità, anzi vide la sua carriere in NASA proseguire a gonfie vele. Sebbene nel corso degli anni nessuno abbia mai potuto dimostrare che i tre astronauti infransero leggi statali o il regolamento della NASA stessa, furono gli unici messi alla berlina per una pratica vecchia come il volo spaziale stesso. La biografia racconta la lotta durata anni per il riconoscimento della totale innocenza e il ristabilimento del buon nome degli astronauti.

Gli anni successivi al progetto Apollo vengono velocemente coperti negli ultimi capitoli. Anni pieni e ricchi di esperienze. Al contrario di molti suoi colleghi, Worden dichiara di non aver avvertito quella sensazione di depressione post-volo (che per esempio ha creato tanti problemi a Aldrin), la sensazione riassumibile nella domanda “e adesso che ho raggiunto il massimo?”. L’esperienza nel campo dell’industria privata, il rapporto con Irwin (a cui Apollo 15 lasciò in eredità anche un serio problema di cuore, che probabilmente lo ha portato ad una prematura morte)e la corsa, non coronata da successo, per un seggio al Congresso nel 1982: “Andare sulla Luna è stato fantastico, ma in termini di risultati personali non è stato più che un esercizio mnemonico, correre per un posto al Congresso è stata una sfida ben maggiore.” Nel finale, raccontando come alla fine sia riuscito ad ottenere giustizia per l’affare ‘annulli postali’, Worden racconta come col concludersi della querelle è arrivata anche la riconciliazione con gli ex colleghi e gli ex manager della NASA.

Il libro è arricchito da una introduzione di Dick Gordon e da un epilogo di Tom Stafford, entrambi dedicati a dare credito a Worden per suoi successi. Dice Stafford: “Al non avrebbe dovuto vedere il suo contributo rovinato da un episodio, ormai vecchio di decenni e di breve eco pubblica, legato a qualche annullo postale a bordo del suo volo.”

Il libro è ben scritto, in tono colloquiale e diretto, in un inglese facilmente fruibile. Si tratta di un libro schietto in cui Worden non lesina i suoi giudizi sui colleghi (in particolare su Dave Scott) e sul management della NASA. Ma anche su se stesso, rammaricandosi per aver portato il suo matrimonio alla rovina per perseguire la sua carriera. Nel complesso mi sento di consigliarlo anche se non raggiunge il livello delle biografie di Collins e Cunningham, che per me restano le migliori.

La copertina di
Hello World

Questo non è il primo libro di Worden: in precedenza aveva scritto un libro sul suo volo dedicato ai bambini e una raccolta di poesie, ispirate sempre dal volo e intitolato “Hello Earth, Greetings from Endeavour” (una citazione della maniera in cui Worden riprendeva le comunicazioni con la Terra dopo ogni giro attorno alla Luna).

Il libro è disponibile da Amazon.

Un altra recensione del libro la trovate su Collectionspace.it.

“I can look back on my moon flight with no lingering sense of unfinished business.”, “Posso guardare indietro al mio volo senza provare la sensazione di un affare non concluso.” Al Worden, Apollo 15 CMP

6 Risposte to “Falling to Earth – Il Libro”

  1. Vittorio Says:

    Molto interessante, ci faccio un pensierino per il libro, anche perché sentire una campana in più sull’argomento è sempre un bene.

    Faccio anche il correttore di bozze😀 hai scritto due volte “Ha pubblicato altri due libri: un libro per ragazzi e un libro di poesie Hello World – Greetings from Endeavour.”😉

  2. raghnor Says:

    Sono d’accordo al 100%.

    Grazie per la correzione. Mi era rimasta dentro la frase da una bozza precedente: devo smettere di controllare gli articoli prima della pubblicazione alle 11 di sera🙂

  3. alaskait Says:

    Grazie per aver portato un ulteriore contributo di conoscenza in merito alla missione Apollo 15, un allunaggio che per ragioni di cui non riesco a capacitarmi mi risulta piu’ coinvolgente di altri.

  4. Ciao Roberto, grazie per aver citato la mia recensione.
    Zio Al come amo chiamarlo io, è uno dei miei preferiti.
    Worden è uno dei più simpatici fra i “ragazzi” dell’Apollo.
    E’ stato il primo che ho conosciuto personalmente e mi ha dato subito l’impressione di essere molto disponibile.
    Recentemente ha presentato il libro a Washington presso lo Smithsonian Air and Space Museum, lui e il co-autore French Francis (Curatore presso il Museo dello Spazio di San Diego, CA) mi hanno fatto una dedica e spedito il libro a casa… Immagina la mia sorpresa!
    Spero un giorno di portarlo in Italia… Così vi renderete conto da soli di quale personaggio sia Alfred “Zio Al” Worden.

  5. Correzione bozze: grazie per la stima, ma basta una volta sola😉

    Il libro è disponibile da Amazon. Un’altra recensione è presente su collectionspace.it.
    Un altra recensione del libro la trovate su Collectionspace.it.

  6. raghnor Says:

    Accidenti! Vale il commento di cui sopra con Vittorio sugli orari della revisione bozze🙂

    E grazie per la tua testimonianza sullo ‘Zio Al’; se riesci a portarlo in Italia sarà più che benvenuto!

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