“In the Shadow of the Moon” – Libro

Cambia l’oggetto della seconda recensione (un libro anzichè un DVD) ma non cambia il titolo.

La Copertina

La Copertina

Questo libro fa parte di una serie che gli autori hanno dedicato alla storia dell’esplorazione spaziale: qui in particolare viene coperto il periodo 1965-1969. Si concentra quindi sul periodo del progetto Gemini e sulla prima parte del progetto Apollo, fino ad Apollo 11.

Gli autori hanno speso molto tempo ad intervistare gli astronauti e le loro famiglie; ne risulta un libro molto piacevole che glissa sugli aspetti più puramente tecnici ma che offre aneddoti di prima mano e testimonianze dirette del periodo dalla viva voce dei protagonisti e dei loro familiari.

La parte sul progetto Gemini occupa una buona parte del libro, è ben dettagliata e offre una chiara idea delle sfide che questa parte del programma spaziale ha affrontato e vinto: nessuna missione lunare sarebbe stata possibile senza la dimostrazione che rendezvous, attività extraveicolare, docking non erano semplici parole ma manovre possibili.

La parte sul progetto Apollo è altrettanto ben fatta, com una speciale menzione per il resoconto, con svariati retroscena, di Apollo 7 ed Apollo 9, missioni che in altri libri vengono velocemente passate in rassegna, ma fondamentali dal punto di vista tecnico per quello che hanno dato al programma.

Tra le caratteristiche che rendono questo libro molto interessante, merita di essere citata anche la parte dedicata al programma spaziale sovietico. Anche qui la narrazione è avvincente e viene resa molto bene l’atmosfera di competizione con gli americani ma anche all’interno dell’URSS stessa: l’URSS non aveva una sola entità, come la NASA, al lavoro sul programma spaziale, bensì diversi uffici in lotta tra loro per ottenere visibilità agli occhi dei politici.

Nel libro si trovano ottimi dettagli sugli astronauti, i loro cenni biografici, le loro esperienze, sui rapporti all’interno del gruppo (la maggior parte degli astronauti era sempre in lotta per un sedile in una missione). È stato particolarmente interessante per me trovare dettagliate spiegazioni sugli astronauti scomparsi: mi riferisco con questo termine ad astronauti protagonisti dei progetti Mercury e Gemini (come Gordo Cooper) o dei primi voli Apollo (come Anders, Cunningham, McDivitt, Eisele) che non hanno piu’ partecipato ad altri eventi. Come esempio cito ciò che Bill Anders (Apollo 8) ha dichiarato agli autori sulle sue scelte dopo lo storico primo volo in orbita lunare:

When Borman turned down the lunar landing flight, that kind of set me off on a command module track. It was clear to me that as a command module backup guy, my next flight would be with Lovell, and then another backup and then maybe I would have gotten a command. So I’d have to go to the moon three times before I could be a commander. I didn’t think there would be that many flights. I figured if there were about twenty Apollo landings, I might get a flight, but you could work out the program and it didn’t look good. So that’s when I bailed out; that’s when I went to Washington. I hadn’t really been looking for a way out, but when an offer to go to Washington came along I thought ” Okay, I’ll do that”.

Quando Borman respinse l’offerta del volo con allunaggio (a Borman era stato offerto il comando del primo tentativo di allunaggio ndr), si aprì di fronte a me un persorso come CMP (Anders aveva speso molto tempo allenandosi come LMP). Era chiaro per me che come CMP, il mio prossimo volo sarebbe stato con Lovell (come comandante), poi un altro ruolo di backup e poi forse avrei avuto il comando (di una missione). Per cui sarei dovuto volare fino alla Luna per tre volte prima di poter volare come CDR (e una occasione di camminare sulla Luna). Non pensavo ci sarebbero stati così tanti voli. Compresi che se ci fossero stati almeno venti allunaggi, avrei potuto avere il mio volo ma si poteva decifrare il programma e non aveva questa lunga prospettiva. A quel punto lasciai; fu quando andai a Washington (assunse il ruolo di Segretario Esecutivo per il National Aeronautics and Space Council). Non avevo veramente cercato una via di uscita, ma dopo l’offerta di andare a Washington pensai “Okay, ci stò”.

Tra gli aspetti negativi posso solo citare le parte finale del libro dedicata ad Apollo 10 e 11, non perchè mal realizzata ma per la sensazione che lascia di essere stata realizzata in maniera più frettolosa rispetto al resto.

Nel complesso una buona scelta, soprattutto se agli aspetti più tecnici del programma spaziale si prediligono quelli umani. La scrittura è sempre molto chiara, mai noiosa; il libro scorre veloce. Vale sicuramente la pena di pensare all’acquisto degli altri libri della collana se si è interessati alla storia dell’esplorazione spaziale nella sua interezza.

Concludo rinviandovi al Sito ufficiale (con i Press Kit in PDF) se desiderate altri dettagli.

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