Simulando una passeggiata lunare

Navigando nel sito istituzionale della NASA mi sono imbattuto in questa foto curiosa:

Strano modo di passeggiare …

La didascalia dice che si tratta del Reduced Gravity Walking Simulator, ospitato al Lunar Landing Facility del Langley Research Center.

Il Reduced Gravity
Walking Simulator

Nella foto qui accanto si vede la versione iniziale del simulatore, ospitata all’interno di un hangar nello stesso Langley Research Center.

Lo scopo di questo simulatore era quello di studiare il comportamento delle tute spaziali quando venivano indossate per determinati movimenti come camminare, saltare o correre. Venivano valutati diversi fattori come la fatica, l’energia spesa e la velocità di movimento in ognuna delle situazioni.

Una tuta spaziale è un sistema complesso di indumenti e sistemi ambientali necessari per permettere ad una persona di sopravvivere e lavorare nell’inospitale ambiente spaziale. La tuta deve permettere a chi la indossa di muoversi in modo naturale. Praticamente ogni tipo di tuta è pressurizzata e cerca di mantenere un volume interno costante, indipendentemente dai movimenti compiuti. Questo perchè variare il volume interno richiede di compiere lavoro (in senso fisico). In parole povere: se piegare una giuntura significa ridurre il volume interno della tuta, ogni qualvolta questo movimento viene compiuto l’astronauta deve compiere uno sforzo per mantenere la nuova posizione. E anche se la forza da applicare sembra poca, a lungo andare la fatica che ne risulta (per ‘andare contro la volontà’ della tuta) si fa sentire.

Quando gli astronauti atterravano sulla Luna si trovavano in un ambiente non familiare, in particolare erano soggetti ad una attrazione gravitazionale pari ad un sesto di quello terrestre. Per simulare queste particolari condizioni il Reduced Gravity Walking Simulator aveva un sistema di tiranti, simili nell’aspetto a quelli usati per muovere le marionette, che veniva agganciato alla tuta e ad un carrello posto circa 45 metri al di sopra di un piano inclinato su cui gli astronauti si muovevano. I tiranti erano studiati per permettere di camminare, correre, saltare ed effettuare tutta una serie di movimenti in condizioni più o meno normali (sebbene limitati ad essere compiuti sul piano inclinato). Il piano aveva una inclinazione tale da supportare solo un sesto del peso dell’astronauta, mentre il restante peso veniva scaricato sui tiranti. Con questo simulatore si aveva piena libertà di movimento in verticale e lungo il piano; per questo lo si considerava una simulazione molto realistica delle condizioni lunari. Esisteva solo un problema di restrizione nei movimenti laterali ma comunque non tale da inficiare l’esito delle prove.

Gli studi effettuati con questo simulatore mostrarono che gli astronauti non avrebbero incontrato particolari difficoltà nel camminare in una tuta pressurizzata sulla superficie lunare. Anzi, sarebbero stati in grado di sostenere un passo veloce e le tute pressurizzate sarebbero state più confortevoli e meno affaticanti in condizione di gravità lunare rispetto a quella terrestre.

Jim Lovell si allena per qualcosa che, ahimè, non avverrà mai

Esistevano altri tipi di simulatori per le EVA: nella foto qui accanto è ripreso Jim Lovell, comandante di Apollo 13, durante una sessione di addestramento al Manned Spacecraft Center. Lovell indossa la tuta spaziale ed è attaccato al Six Degrees of Freedom Simulator (simulatore a 6 gradi di libertà). Nella mano destra trasporta l’Apollo Lunar Hand Tools (ALHT).

Un ultima nota: quella che vedete indossata nelle foto (ad eccezione di quella di Lovell) è lo strato interno, quello pressurizzato, delle tute utilizzate dagli astronauti del Progetto Apollo. Sopra ad esso veniva posto lo strato esterno, quello bianco che tutti conosciamo bene e che si vede nella foto di Lovell.

Una Risposta to “Simulando una passeggiata lunare”

  1. Movietti Says:

    Nella foto 2 sembra che si cammini su una barriera autostradale tipo New Jersey🙂

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