Gli Uomini: Charles “Pete” Conrad

Charles “Pete” Conrad

Nome Completo: Charles Conrad Jr.

Nato il: 2 Giugno 1930 a Philadelphia (Pennsylvania)

Ruolo nel Progetto: Astronauta (NASA Astronaut Group 2, “The New Nine”)

Missioni: Gemini 5, Gemini 11, Apollo 12, Skylab 2

Onoranze Ricevute: Awarded Congressional Space Medal of Honor (Ottobre 1978); 2 NASA Distinguished Service Medals, 2 NASA Exceptional Service Medals, Navy Astronaut Wings, 2 Navy Distinguished Service Medals, e 2 Distinguished Flying Crosses; Princeton’s Distinguished Alumnus Award nel 1965; U.S. Jaycee’s 10 Outstanding Young Men Award nel 1965; American Astronautical Society Flight Achievement Award nel 1966; Pennsylvania’s Award for Excellence in Science and Technology nel 1967 e 1969; Rear Admiral William S. Parsons Award for Scientific and Technical Progress nel 1970; Godfrey L. Cabot Award nel 1970; Medaglia d’Argento della Union League of Philadelphia nel 1970; FAI Yur Gagarin Gold Space Medal e la De La Vaulx Medal nel 1970 per Apollo 12; National Academy of Television Arts and Sciences Special Trustees Award nel 1970; Federal Aviation Agency’s Space Mechanic Technician Award nel 1973; Collier Trophy nel 1973; FAI Gold Medal e la De La Vaulx Medal nel 1974 per Skylab 2, e la AIAA Haley Astronautics Award nel 1974 per Skylab 2; Harmon Trophy nel 1974; ammesso alla Aviation Hall of Fame nel 1980.

“If you can’t be good, be colorful.” — Motto personale di Conrad
[“Se non puoi essere buono, sii pittoresco”]

Credo che in questa frase ci sia tutto Pete Conrad. Uno tra i migliori astronauti della NASA, veterano di missioni Gemini, Apollo e Skylab, eppure sempre goliardico e allegro. Qui ho riportato la sua biografia, ma chi vuole conoscere un pò di più il personaggio dovrebbe dare un’occhiata all’episodio dedicato ad Apollo 12 della serie “From the Earth to the Moon”.

Charles “Pete” Conrad, Jr. è stato un ufficiale della Marina americana ed un astronauta, il terzo a porre piede sulla Luna nel corso della missione Apollo 12. Ha volato anche nelle missioni Gemini 5 (fu il decimo americano e complessivamente il ventesimo uomo a volare nello spazio), Gemini 11, Apollo 12 e Skylab 2.
Conrad nasce il 2 Giugno 1930 a Philadelphia, Pennsylvania, il terzo figlio (il primo maschio) di Charles Conrad Sr. and Frances De Rappelage Conrad. La madre avrebbe tanto desiderato chiamarlo Peter ma il padre insistette per dargli il suo nome. Ciononostante per sua madre e praticamente per tutti quelli che lo conobbero lui fu sempre “Peter” o “Pete”. Pete fu sempre un bimbo brillante ed intelligente ma limitato nel rendimento scolastico dalla dislessia, una condizione poco compresa all’epoca. Pete frequentò la Haverford School, una accademia privata nell’omonima località, frequentata da diverse generazioni di Conrad prima di lui. A causa della dislessia, Pete fallì gli esami in una delle classi e venne espulso. La madre trovò per lui un posto alla Darrow School a New Lebanon, New York: qui Pete apprese un sistema di studio in grado di vincere il suo problema. Il suo rendimento scolastico in seguito fu talmente buono da permettergli non solo l’accesso alla Princeton University ma anche al programma ROTC (Reserve Officers Training Corps) completo della Marina. Mentre si trovava a Princeton, incontra Jane DuBose, una studentessa del Bryn Mawr, la cui famiglia possiede un ranch di 6.5 km2 vicino a Uvalde, Texas. Suo padre Winn DuBose, fu il primo a chiamarlo “Pete” anzichè “Peter”. Dopo aver completato Princeton ed essere entrato in Marina, Conrad sposò Jane il 16 Giugno 1953. Hanno avuto 4 figli, tutti maschi: Peter, nato nel 1954, Thomas, Andrew e Christopher, nato nel 1961. Nel 1988, quando tutti i figli erano ormai cresciuti e usciti di casa, Pete e Jane divoziarono.

A partire dall’età di 15 anni, Conrad lavorò nei periodi estivi al Paoli Airfield, vicino a Philadelphia, ottenendo in cambio dei suoi servigi qualche volo e magari qualche momento al comando dell’aereo. Dopo un intervento di riparazione ben effettuato, l’istruttore del campo di volo iniziò a dare lezioni formali di volo a Pete che ottenne così il brevetto prima di completare la scuola superiore. Durante il college, ottenne la qualifica per il volo strumentale. Nel 1953 si laureò in Ingegneria Aeronautica presso la Princeton University; subito dopo entrò in Marina. Qui Pete raggiunse ottimi risultati alla scuola di volo e ottenne la qualifica al volo su portaerei. Il suo nome di battaglia era “Squarewave”. Successivamente ottenne l’assegnamento alla base aerea del Fiume Patuxent come pilota collaudatore ed istruttore di volo.

Pete venne invitato a partecipare alla prima selezione di astronauti (quella che scelse i “Mercury Seven”). Dopo alcuni giorni di test che ritenne particolarmente invasivi, umilianti e non necessari presso la Lovelace Clinic in New Mexico, decise di abbandonare; sulla sua scheda venne indicato come “non adatto per voli di lunga durata”. Quando venne bandita la seconda selezione, Alan Shepard convinse Conrad a partecipare; stavolta i test medici furono meno offensivi e Conrad entrò a far parte della NASA.

Conrad (con la tuta del Gemini)

Gemini
Parte del secondo gruppo di astronauti e considerato uno dei migliori piloti del suo gruppo, Pete fu tra i primi ad essere assegnato ad una missione Gemini. Come pilota di Gemini 5, insieme al comandante Gordon Cooper, fu protagonista di un nuovo record di permanenza nello spazio (7 giorni, 22 ore e 55 minuti). Una durata praticamente uguale a quella richiesta per una missione di allunaggio.
Conrad collaudò molti dei sistemi di bordo essenziali per il successivo Programma Apollo. Essendo uno degli astronauti più basso (1.69 mt) soffrì meno del suo comandante la lunga permanenza nell’angusto abitacolo della Gemini. In seguito fu comandante dell’equipaggio di riserva di Gemini 8. Seguì il suo secondo volo nello spazio a bordo di Gemini 11 (col ruolo di comandante), missione che riuscì nella manovra di agganciamento con il veicolo bersaglio Agena subito dopo aver raggiunto l’orbita: una manovra simile a quella richiesta successivamente al LM nelle missioni con allunaggio.

“If the engine doesn’t work, we’ll just be a permanent monument to the space program.” — Riferendosi ad Alan Bean prima del decollo dalla Luna durante Apollo 12
[“Se il motore non funziona, saremo semplicemente un monumento permanente al programma spaziale.”]

Apollo
Conrad rimase coinvolto nello scambio di missione Apollo 8 / Apollo 9 e svolse il ruolo di CDR dell’equipaggio di riserva per Apollo 9. Senza questo scambio, Conrad (seguendo il tipico schema di assegnamento di Slayton) sarebbe stato assegnato ad Apollo 11, prendendo il posto di Armstrong come ‘primo uomo sulla Luna’. Il 14 Novembre 1969 venne lanciato Apollo 12 con l’equipaggio composto da Conrad (CDR), Dick Gordon (CSM) e Alan Bean (LMP). Il lancio fu quello più complicato dell’intero programma: due fulmini in rapida successione colpirono il Saturn V e provocarono l’interruzione temporanea dell’alimentazione elettrica del CSM. Il razzo proseguì comunque la sua corsa (la logica di guida si trovava nella IU, che non venne impattata dal problema). Cinque giorni dopo, scendendo sulla superficie lunare, Conrad scherzò sulla sua statura: “Whoopie! Man, that may have been a small one for Neil, but that’s a long one for me.”, “Whoopee! Ragazzi, sarà anche stato piccolo [il piccolo passo] per Neil, ma è bello lungo per me.” Si tratta della famosa frase che fu oggetto di una scommessa da 500$ tra Conrad e Oriana Fallaci. La frase si riferiva al salto dalla scaletta del LM al pad con cui terminavano le zampe del LM. Nel fare il suo primo passo fuori dal pad, Conrad disse “Oooh, is that soft and queasy”, “Oooh, è così soffice e nauseante.” Conrad sarebbe dovuto ritornare sulla Luna con Apollo 20 (missione poi cancellata).

Una ‘doccetta’ sullo Skylab

Skylab
L’ultima missione di Conrad fu come comandante di Skylab 2, il primo equipaggio a bordo della stazione spaziale. L’equipaggio si dovette occupare delle riparazioni dei danni verificatisi durante il lancio. Nel corso di una delle EVA, Conrad liberò con uno sforzo di pura forza bruta una pannello solare bloccato, salvando di fatto il resto della missione e quelle successive. Di questo evento Pete fu sempre particolarmente fiero.

Post-NASA
Pete si è ritirato dalla NASA e dalla Marina nel 1973. Ha lavorato in seguito per la American Television and Communications Company, per la McDonnell Douglas (dal 1976 fino agli anni 90). Nel corso degli anni 90 fu responsabile a terra di diversi voli di test del Delta Clipper, un veicolo sperimentale a stadio singolo per voli orbitali. Il 14 Febbraio 1996 Conrad fu parte dell’equipaggio che ottenne il record di volo attorno al mondo a bordo di un Learjet del pioniere della tv via cavo, Bill Daniels; il volo durò 49 ore, 26 miuti e 8 secondi. Nel 2006, la NASA gli ha assegnato (postumo) l’Ambassador of Exploration Award per il suo lavoro per l’agenzia e la scienza.

“If you don’t know what to do, don’t do anything.” — Un suggerimento di Conrad riguardante il lavoro nello spazio
[“Se non sai cosa fare, non fare nulla.”]

Nel 1989, Christopher, il figlio più giovane, venne colpito da un linfoma maligno. Morì nell’Aprile 1990, all’età di 28 anni. Pete Conrad aveva, dopo il divorzio, conosciuto Nancy Marjorie Crane e la sposò nello stesso anno. L’8 Luglio 1999, tre settimane prima delle celebrazioni per il trentennale dello sbarco sulla Luna di Apollo 11, Conrad ebbe un incidente in motocicletta a Ojai, California. Sembrava aver riportato pochi danni e invece morì 6 ore dopo per una emorragia interna. È stato sepolto con tutti gli onori all’Arlington National Cemetery; al suo funerael furono presenti molti degli astronauti Apollo.

Il Johnson Space Center di Houston, Texas, ha al suo interno un piccolo gruppo di alberi piantati per onorare gli astronauti defunti. Durante la celebrazione per la dedica di un albero a Conrad, il suo compagno di Apollo 12, Alan Bean, ha ‘finto’ di parlare posseduto dallo spirito del suo comandante: diede istruzione di illuminare con luci bianche gli alberi a Natale, il suo invece doveva avere luci colorate. La ‘richiesta’ viene tuttora onorata dalla NASA: il suo albero viene addobbato tutti gli anni con luci rosse.

5 Risposte to “Gli Uomini: Charles “Pete” Conrad”

  1. alaskait Says:

    “dare un’occhiata all’episodio dedicato ad Apollo 12 della serie “From the Earth to the Moon””: come si può fare per vedere l’episodio che consigli?

  2. FeFeSofT Says:

    Li puoi trovare su http://www.play.com io ho comperato dei DVD della Spacecraft film e mi sono trovato bene.

    http://www.play.com/DVD/DVD/4-/857774/From-The-Earth-To-The-Moon/Product.html?searchtype=allproducts&searchsource=0&searchstring=from+the+earth+to+the+moon&urlrefer=search

    Sono veramente fatti bene, i miei episodi preferiti sono l’episodio 4 “1968” e l’episodio 7 “That’s All Three Is” che si riferisce appunto all’Apollo 12

  3. raghnor Says:

    Meno male che ci sono lettori del blog come FeFeSofT. Io stavo per suggerire di discendere il Torrente a dorso di Mulo😀
    Scherzi a parte, piacciono anche me l’episodio 4 e 7; ci aggiungo il 5 (‘Spider’) dedicato al LM e, un gradino più sotto il 10 (‘Galileo was right’).

    Se a qualcuno interessa io ho il set di DVD originali in Tedesco e Inglese. Casomai qualcuno gradisce ascoltare Armstrong che dice “Das ist ein kleiner Schritt für einen Menschen, aber ein großer Sprung für die Menschheit!”🙂

  4. Vittorio Says:

    Immagino saprete che alle selezioni per astronauta fu presentato a Conrad un foglio bianco e lo psicologo gli chiese cosa ci vedesse; risposta del grande Pete: “Me l’ha dato al contrario” …
    Peccato, veramente peccato che sia morto, di tutti gli astronauti lui è quello che più degli altri avrei voluto conoscere (non che ne abbia mai conosciuto uno, purtroppo😦 )

  5. raghnor Says:

    Sarebbe piaciuto molto anche a me conoscerlo.
    Se ricordo bene nello stesso esame, posto di fronte ad un altra macchia di Rorschach, disse che per lui rappresentava un amplesso. Amplesso che pensò bene di descrivere con dovizia di particolari al povero psicologo. Grande Pete🙂
    Vedrai che alla prossima occasione ti riuscirà di conoscere qualche astronauta, Luigi Pizzimenti il mese prossimo va alle Canarie a cercare di convincerne qualcuno. Se mi porta in Italia Jim Lovell, fosse anche a Pantelleria, vado.

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