Gli Uomini: Alan Shepard

Alan Shepard

Nome Completo: Alan Bartlett Shepard, Jr.

Nato il: 18 Novembre 1923 a Derry, New Hampshire

Morto il: 21 Luglio 1998 a Pebble Beach, California

Ruolo: Astronauta (NASA Group 1 – “Mercury Seven”)

Missioni: Freedom 7, Apollo 14

Onorificenze Ricevute: Congressional Medal of Honor (Space); 2 NASA Distinguished Service Medals, 1 NASA Exceptional Service Medal, le Navy Astronaut Wings, la Navy Distinguished Service Medal, e la Navy Distinguished Flying Cross; 1 Langley Medal (la più alta onorificenza della Smithsonian Institution, il 5 Maggio 1964), il Lambert Trophy, il Kinchloe Trophy, il Cabot Award, il Collier Trophy, la Medaglia d’oro della città di New York (1971), l’Achievement Award per il 1971. Shepard è stato designato dal Presidente USA come delegato alla 26a Assemblea Generale dell’ONU (da Settembre a Dicembre 1971).

Alan Bartlett Shepard, Jr. è nato a Derry, New Hampshire dal Ten. Col. Alan B. Shepard, Sr. e da Renza (Emerson) Shepard. Ha iniziato la sua carriera nella Marina dopo aver completato gli studi alla United States Naval Academy nel 1944. Ha servito sulla USS Cogswell nell’Oceano Pacifico durante la Seconda Guerra Mondiale. Successivamente ha iniziato il corso di pilota alle basi di Corpus Christi, Texas e Pensacola, Florida. Ha ricevuto le ali da pilota nel 1947 ed è stato assegnato al Fighter Squadron 42 di stanza presso le basi di Norfolk, Virginia e Jacksonville, Florida. Con questo squadrone ha prestato più turni di servizio sulla portaerei nel Mediterraneo. Nel 1950 ha seguito il corso di pilota collaudatore presso la base di Patuxent River, Maryland. Dopo averlo completato ha partecipato ad una serie di test tra cui: test di velivoli ad alta quota; test ed esperimenti sul sistema di rifornimento il volo della Marina; test di utilizzo dei velivoli F2H-3 Banshee sulle portaerei; e i test delle prime portaerei con il ponte trasversale. Successivamente è stato trasferito al Fighter Squadron 193 presso la base di Moffett Field, California. È ritornato a Patuxent per un secondo corso di pilotaggio e per i test dei velivoli F3H Demon, F8U Crusader, F4D Skyray, e F11F Tiger. È stato anche pilota di test per l’F5D Skylancer, e nei suoi ultimi 5 mesi a Patuxent, istruttore presso la Scuola per Piloti Collaudatori. Ha poi seguito un corso di studi presso il Naval War College a Newport, Rhode Island e al termine, nel 1958, è stato assegnato allo staff del Comandante in Capo della Flotta Atlantica. Il suo libretto di volo conta più di 8000 ore di volo, 3700 delle quali su aerei a reazione.

Shepard sulla Luna

Nel 1959 Shepard fu uno del 110 piloti collaudatori militari invitati a presentarsi come volontari dalla neonata National Aeronautics and Space Administration per il primo programma spaziale americano con equipaggio. A seguito di una serie di estenuanti test fisici e psicologici, la NASA selezionò Shepard nel gruppo degli astronauti per il Programma Mercury. Nel Gennaio 1961 Shepard venne scelto per la prima missione spaziale americana con equipaggio (Mercury Freedom 7). Inizialmente prevista per l’Ottobre del 1960, una serie di ritardi nella preparazione della capsula ne causò lo slittamento prima al 6 Marzo e poi al 5 Maggio 1961. In quella data, finalmente Shepard pilotò la sua capsula e divenne il secondo uomo, e il primo americano, a viaggiare nello spazio. Fu lanciato con un razzo Redstone, e a differenza del volo orbitale di Gagarin durato 108 minuti, si trattò di un volo su una traiettoria balistica (una parabola) suborbitale che lo portò fino a 187 Km di altitudine per poi ammarare a 486 Km dalla costa della Florida nell’Oceano Atlantico. La durata fu di 15 minuti e 28 secondi. A differenza del volo totalmente automatizzato di Gagarin, Shepard ebbe la possibilità di un minimo di controllo nell’orientamento della capsula. Il volo venne seguito in Tv da milioni di persone e dopo il suo ritorno a Terra, Shepard venne celebrato come un eroe nazionale, onorato da una serie di parate a Washington, New York e Los Angeles e incontrò il presidente Kennedy.

Secondo ciò che riporta Gene Kranz nel suo libro Failure Is Not an Option:“Quando i giornalisti chiesero a Shepard a cosa pensava mentre si trovava nella sua capsula in cima al razzo Redstone, in attesa del lancio, lui rispose: ‘Al fatto che ogni singola parte di razzo e capsula erano stati costruiti da chi aveva offerto il maggior ribasso.'”

Dopo il Programma Mercury, Shepard venne designato come comandante della prima missione con equipaggio del Programma Gemini. Thomas Stafford sarebbe stato il suo copilota. Ma nei primi mesi del 1964, gli venne diagnosticata la Sindrome di Ménière, una patologia particolare dell’orecchio interno che causa disorientamento, nausea e capogiri. A causa di questi i medici lo riconobbero non idoneo al volo e lo rimossero dal servizio attivo (Gus Grissom e John Young vennero assegnati alla missione Gemini 3).
Nel 1963, permanendo la sua non idoneità, venne designato come Chief of the Astronaut Office con la responsabilità di controllare il coordinamento e la pianificazione di tutte le attività inerenti gli astronauti.

Shepard venne riconosciuto nuovamente idoneo al volo nel Maggio 1969, dopo un intervento chirurgico (effettuato usando una nuova metodologia) che risolse il suo problema con la Sindrome di Ménière. Venne assegnato alla missione Apollo 13 come CDR, ma il management della NASA pensava che gli servisse più tempo per l’allenamento, e quindi lui e il suo equipaggio (il LMP Edgar Mitchell e il CMP Stu Roosa) vennero scambiati con quello di Apollo 14 (Jim Lovell, Ken Mattingly e Fred Haise).
Come astronauta più vecchio del programma (all’età di 47 anni), Shepard fece il suo secondo volo nello spazio come CDR di Apollo 14 (31 Gennaio – 9 Febbraio 1971). Della sua performance rimangono l’allunaggio più preciso dell’intero Programma Apollo e i suoi tiri con una mazza da golf improvvisata🙂. Dopo Apollo 14, ritornò ad occupare la sua posizione di Chief of the Astronaut Office. Fu promosso Contrammiraglio prima di ritirarsi dalla Marina e dalla NASA il 1 Agosto 1974. Ha totalizzato 216 ore e 57 mnuti nello spazio, di cui 9 ore e 17 minuti nell EVA sulla superficie lunare.

Shepard alla console del MOCR durante la crisi di Apollo 13

Shepard è stato il primo astronauta a diventare milionario mentre ancora lavorava al programma spaziale. Dopo aver lasciato la NASA, è stato membro del consiglio di amministrazione di diverse società sotto l’egida della sua Seven-Fourteen Enterprises (il nome prende spunto dai numeri delle sue due missioni, Freedom 7 e Apollo 14).
Nel 1994 ha pubblicato un libro, in collaborazione con i giornalisti Jay Barbree e Howard Benedict, intitolato Moon Shot: The Inside Story of America’s Race to the Moon. Dal libro è stata tratta anche una miniserie televisiva.

Shepard è morto di leucemia vicino alla sua casa di Pebble Beach, California il 21 Luglio 1998 (29˚ anniversario della prima passeggiata sulla Luna), due anni dopo l’iniziale diagnosi della malattia. Sua moglie Louise Brewer (di 53 anni) è morta 5 settimane dopo. I corpi di entrambi sono stati cremati e le loro ceneri rilasciate in mare. Hanno avuto tre figlie, Laura, Juliana e Alice (che era in realtà la nipote di Louise ma è stata cresciuta come loro figlia), dalle quali hanno avuto 6 nipoti.

3 Risposte to “Gli Uomini: Alan Shepard”

  1. Quando si parla di Uomini veri Alan Shepard é sicuramente uno di questi!

  2. Vittorio Says:

    Ottimo! Molto interessante!😀
    Non voglio farti le pulci, ci sono due errori di battitura all’inizio dell’articolo, un “puù” al posto di un “più” e un “Oceano” che è rimasto senza la “o” finale.

    Piccola aggiunta per chi legge: da una sua intervista filmata (visibile durante il giro al Kennedy Space Center) l’astronauta più duro della NASA (se escludiamo forse Deke Slayton) ha confessato che immediatamente dopo le sue parole dette al momento della discesa della scaletta (“And it’s been a long way, but we’re here“) dentro al casco si mise a piangere per l’emozione …

  3. Grazie per le pulci e per la segnalazione.

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