Gli Uomini – Jack Swigert

Jack Swigert

Nome Completo: John Leonard “Jack” Swigert, Jr.

Nato il: 30 Agosto 1930

Morto il: 27 Dicembre 1982

Ruolo nel Progetto: Astronauta (NASA Group 5 – The Original 19)

Missioni: Apollo 13

Onorificienze Ricevute: American Institute of Aeronautics and Astronautics (AIAA) Octave Chanute Award, Presidential Medal of Freedom, NASA Distinguished Service Medal, American Astronautical Society Flight Achievement Award, City of New York City Gold Medal, City of Houston Medal for Valor, City of Chicago Gold Medal, University of Colorado-Boulder’s Distinguished Engineering Alumnus Award, AIAA Haley Astronautics Award, Antonian Gold Medal

I believe God measures your life. He puts you on Earth, gives you talents and certain opportunities, and, I think, you’re going to be called to account for those opportunities.

Credo che Dio misuri la tua vita. Ti mette sulla Terra, ti da delle doti e delle opportunità, e, credo, ti chiede poi di dare conto di tali opportunità.

Jack Swigert prima della sua morte, riguardo la vita e Dio.

John Leonard “Jack” Swigert, Jr. è stato un astronauta americano, noto soprattutto per aver fatto parte dell’equipaggio dell’Apollo 13. E’ nato a Denver, in Colorado. Nel suo necrologio pubblicato dal New York Times nel 1982, si racconta di come venne incoraggiato dal padre oftalmologo a diventare dottore a sua volta, ma il giovane Jack non mostrò alcun interesse per tale campo. La madre Virginia ricorda che ”[Jack] era interessato alla meccanica e quello che più gli piaceva fare era armeggiare con qualche vecchia auto.” All’età di 14 anni, iniziò a subire il fascino del volo. E non si limitò ad osservare gli altri prendere il volo dal Combs Field: iniziò a consegnare giornali a domicilio per raggranellare i soldi necessari a pagarsi le lezioni di volo. Il padre, colpito dalla determinazione e dalla passione del figlio, decise di contribuire pagando metà della spesa necessaria. All’età di 16 anni, Jack conseguì il brevetto di volo.

Ha frequentato la  Blessed Sacrament School, la Regis Jesuit High School, e la East High School, in cui ha conseguito il diploma nel 1949. Si è iscritto alla University of Colorado: qui si distinse come giocatore di football e conseguì una laurea triennale in Ingegneria Meccanica nel 1953.  In un articolo del 1982 la Associated Press descrisse il suo fisico non proprio atletico senza mezzi termini: “un ragazzo piccolo e con i piedi piatti”. Ma ancora una volta la sua determinazione fu fondamentale e divenne un “giocatore di spicco”. Nello stesso articolo è presente una dichiarazione del suo allenatore, Dal Ward: “Quando lo vidi la prima volta, non avrei mai immaginato di vederlo nella prima squadra. Quell’autunno, iniziò nella quinta squadra, ma per l’inizio della stagione regolare, era già in prima squadra”.

In seguito, nel corso della sua vita e carriera, ha conseguito un master in Ingegneria Aerospaziale dal Rensselaer Polytechnic Institute (Hartford campus) nel1965, e un Master of Business Administration dalla University of Hartford nel 1967: Ha poi ricevuto un Dottorato in Scienze honoris causa dall’American International College nel 1970, e nello stesso anno un Dottorato in Legge honoris causa dalla Western State University 1970, e un altro Dottorato in Scienze honoris causa  dalla Western Michigan University.

Dopo la laurea, Swigert si è arruolato nella U.S. Air Force. Dopo aver superato il Pilot Training Program and Gunnery School alla Nellis Air Force Base, Nevada, fu assegnato come pilota di caccia ad alcune missioni in Giappone e Corea. In quest’ultima nazione ebbe il primo incontro ravvicinato con la morte: il suo aereo finì contro il radar di una pista coreana e prese fuoco. Riuscì a cavarsela con pochi danni.

Alla fine del servizio con la Air Force, divenne pilota di caccia per le Air National Guard del Massachusetts (1957–1960) e del Connecticut (1960–1965). Prima di essere reclutato dalla NASA, fu anche pilota collaudatore per la North American Aviation e, dal 1957 al 1964, per la Pratt & Whitney. Ha totalizzato 7200 ore di volo, di cui 5725 con aerei a reazione.

A questo punto della sua carriere Swigert affrontò le selezioni della NASA per i nuovi gruppi di astronauti: non venne selezionato per il secondo e per il terzo gruppo. Finalmente nell’Aprile del 1966, riuscì ad entrare a far parte del NASA Astronaut Group 5. Fu uno dei pochi astronauti a fare espressamente richiesta di poter diventare CMP e quindi divenne uno specialista dell’Apollo Command Module.

Swigert divenne noto, prima ancora che per la sua bravura e competenza, per il fatto di essere il primo astronauta selezionato dalla NASA a non essere sposato. Viveva in un appartamento da scapolo a Houston, quello che si definisce un ‘bachelor pad’, un appartamento di lusso dotato di tutti i confort e teatro spesso di feste a base di musica, ragazze e alcool. Uno scenario che nei primi tempi del programma spaziale era assolutamente inconcepibile per il management dell’agenzia spaziale americana: gli astronauti dovevano essere sposati, possibilmente con prole. Ma nella metà degli anni 60 i costumi erano ormai cambiati profondamente e questa restrizione alle selezioni venne cancellata.

In seguito all’incidente dell’Apollo 1 nel 1967, insieme ad Al Worden, si concentrò principalmente sullo sviluppo del CSM Block II. Come parte di questo lavoro arrivò a conoscere profondamente i piani per la gestione delle emergenze del Command Module, una conoscenza che gli sarebbe servita parecchio nell’Aprile del 1970. Fece parte anche dell’equipaggio di supporto per la missione Apollo 7.

Il successivo assegnamento di Swigert fu all’equipaggio di riserva della missione Apollo 13; venne quindi chiamato, a soli 3 giorni dall’inizio di tale missione, a sostituire Thomas K. Mattingly come CMP. L’esclusione fu dovuta all’esposizione dell’equipaggio alla rosolia, malattia a cui Mattingly non era immune: la NASA non voleva rischiare che l’astronauta si ammalasse durante il volo.

La missione ha avuto i suoi 15 minuti di celebrità per motivi ormai noti. E’ stato Swigert l’astronauta che pronunciò la famosa frase

“Houston, we’ve had a problem here”

ripetuta pochi istanti dopo dal CDR Jim Lovell. L’attivazione in tempi rapidissimi del LM e la contemporanea disattivazione del CM, permisero di poter utilizzare appieno le risorse di energia ed acqua e garantire la sopravvivenza dell’equipaggio fino al ritorno sulla Terra.

Nell’Aprile del 1973, Swigert prese un periodo di aspettativa dalla NASA per unirsi al Committee on Science and Astronautics della U.S. House of Representatives, col ruolo di direttore esecutivo.

Nel 1975, Swigert avrebbe dovuto essere uno dei membri dell’equipaggio della missione Apollo-Soyuz (ASTP), ma questa opportunità gli venne negata a causa del suo coinvolgimento nel caso dei francobolli di Apollo 15. Per un po’ dichiarò la sua estraneità, ma in seguito riconobbe di aver avuto un suo ruolo nella vicenda.

La statua di Swigert a Washington

Ha lasciato definitivamente la NASA e il Committee nell’Agosto 1977 per dedicarsi interamente alla politica.

In totale, Swigert ha passato un totale di 142 ore e 54 minuti nello spazio.

Nel 1978 Swigert iniziò ufficialmente la sua carriera politica, candidandosi per un posto al Senato. Sconfitto dall’amico William Armstrong alle primarie Repubblicane, non si diede per vinto e il 2 Novembre del 1982 dopo vinse facilmente il posto messo in palio nell’appena creato 6° distretto con il 64% dei voti popolari.

Purtroppo nel corso della campagna elettorale di quell’anno a Swigert venne diagnosticato un tumore maligno al naso. Dopo una operazione di rimozione, il tumore continuò comunque ad espandersi colpendo il midollo osseo e i polmoni. Sette settimane dopo le elezioni, il 27 Dicembre, morì all’età di 51 anni per problemi respiratori al Lombardi Cancer Center; mancavano otto giorni dall’inizio del suo mandato. E’ sepolto al  Mount Olivet Cemetery di Wheat Ridge, Colorado.

Tra i suoi interessi si ricordano il golf, lo sci, il nuoto e la fotografia. E’ stato anche un membro attivo dei Boy Scouts of America.

A Swigert è dedicata una scuola nel Colorado, la Jack Swigert Aerospace Academy. Ma la cosa più curiosa è forse la statua di bronzo che riproduce le sue fattezze in tuta da astronauta e che si trova a Washington D.C. presso il  Visitors Center del Campidoglio. Un duplicato della stessa si trova al Denver International Airport.

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