Moon Lander – Il Libro

La Copertina

Dopo un po’ di tempo ho trascorso qualche giorno in compagnia di un bel libro sul Progetto Apollo. E nello specifico la storia del Modulo Lunare, scritta da Tom Kelly, l’ingegnere aerospaziale che ha guidato il team della Grumman, responsabile della progettazione e realizzazione del veicolo che ci ha permesso di allunare.

La prima edizione del libro è del 2001, e la sua stesura ha richiesto 6 anni di lavoro. Non è quindi un libro recentissimo; un fatto comune a parecchi dei libri sull’Apollo scritti da testimoni diretti del progetto.

Il testo è suddiviso in 3 parti.

La prima è dedicata al periodo in cui Kelly e i suoi colleghi hanno lavorato alla proposta da presentare alla NASA. I dettagli sulla preparazione dell’offerta sono davvero tanti: dalla formazione del team alle decisioni su come impostare e come presentare la proposta. Alla fine la proposta vincente risultò essere lunga all’incirca 100 pagine. Merita una menzione anche la parte dedicata alla lunga negoziazione con la NASA, dopo essersi aggiudicati l’appalto. In questa parte, come nelle altre, è interessante come Kelly offra sempre descrizioni puntuali e mai banali dei suoi interlocutori, descrizioni sia sull’aspetto fisico che sul carattere.

La seconda parte, secondo me la migliore, è dedicata al periodo della progettazione, della realizzazione dei mockup (i modelli a grandezza naturale usati per validare diversi aspetti del progetto) e infine alla produzione vera e propria dei LM destinati al volo. Fa sorridere leggere come ‘non ci fossero mai abbastanza disegnatori’; eh già, perché all’epoca niente Autocad, si disegnava tutto a mano e di pezzi da disegnare il LM ne aveva parecchi …

Nei capitoli di questa parte è possibile seguire l’evoluzione del progetto, dalla carta alla produzione, anche sulla base dei momenti di confronto con varie figure della NASA e soprattutto gli astronauti. Chi ha visto la serie “Dalla Terra alla Luna”, ritroverà nel libro molti momenti citati nell’episodio “Spider” (quello dedicato proprio al LM e che deve molto a questo libro).

Interessante scoprire come la parte del LM che ha dato maggiori grattacapi prima ai progettisti e successivamente in fase di produzione sia stato l’impianto di alimentazione dei motori: riuscire a consegnare un LM che non avesse perdite di carburante dalle tubature è stata davvero un’impresa nell’impresa. Tutta questa parte del libro è attraversata dalla litania di quei giorni, alla Grumman come alla NASA: “qualità, qualità, qualità”.

La terza ed ultima parte dedica un capitolo a ciascuna delle missioni in cui è stato utilizzato il LM, inclusa Apollo 5, il primo volo nello spazio del modulo Lunare (una missione unmanned ovvero senza equipaggio). Nel corso del racconto si rivivono i momenti difficili (come la tensione prima del lancio per un serbatoio troppo pressurizzato di Apollo 9), ma anche quelli epici come il primo allunaggio (con un problemino guarda caso ai sistemi di alimentazione dei motori) o l’epopea di Apollo 13 e il grande ruolo del LM in questa missione (Kelly ci racconta la pressione sui tecnici della Grumman per spremere tutte le risorse del Modulo Lunare). Tramite il suo racconto riusciamo a vivere l’atmosfera nelle back room (le stanze in cui si trovavano gli esperti delle ditte appaltatrici di supporto alla missione) e a comprendere le missioni dal suo punto di vista e da quello dei tecnici Grumman. Le missioni J, tecnicamente le più complesse e complete, sono raccolte insieme in un ultimo capitolo dove Kelly ci racconta l’atmosfera agrodolce che si respirava nelle stanze della NASA. Era la fine dell’avventura dell’Apollo sulla Luna, la fine degli sforzi di tutta la Grumman e di Kelly.

Nel finale del libro c’è spazio per la storia successiva della Grumman e per il rimpianto di Kelly per aver perso la commessa per costruire lo Shuttle; non solo per la sfida che tale progetto avrebbe costituito ma perché ha significato ridimensionare la divisione Spazio della Grumman e quindi perdere molto del talento e dell’esperienza accumulata negli anni del Progetto Apollo. Tenete presente che comunque la Grumman entrò nel progetto come responsabile della costruzione delle ali dell’STS (in subappalto per la North American).

Tom Kelly negli Anni 60

Il libro è scritto in un buon inglese e Kelly riesce a limitare al massimo il gergo tecnico in modo da rendere scorrevole la lettura e facilitarla anche per chi ingegnere non è.  In ogni caso un bel Glossario all’inizio del libro è presente per orientarsi tra le mille sigle ed acronimi. Nel complesso lo ritengo un buon libro; oltre al protagonista indiscusso, ovvero il LM, offre spunti interessanti sulla organizzazione che l’autore e tutto il team Grumman (con l’assistenza della NASA) hanno messo in piedi per gestire un progetto di tali proporzioni. Al di là dell’interesse storico, credo che questo libro possa insegnare qualcosa a chi oggi si trova a lavorare su progetti tecnologici di grandi dimensioni.

Tom Kelly è morto nel 2002 all’età di 72 anni. E noi lo ringraziamo per il suo contributo alla conservazione della memoria del Progetto Apollo per noi e per chi verrà.

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