L’Attrezzatura Geologica (2)

Core tube

Eccoci qui per proseguire il discorso iniziato la settimana scorsa sugli strumenti utilizzati sulla Luna per fare un po’ di sana geologia. Si riparte dai Core Tube.

Core tube
Vennero creati due tipi diversi di core tube. Il loro scopo era quello di ottenere carote di terreno lunare fino ad una profondità di 70 cm. Il modello iniziale, utilizzato nelle prime missioni, era costruito con pareti spesse ed un diametro piccolo (veniva definito anche core tube). Purtroppo con questo modello, creato per essere aperto facilmente in laboratorio, la carota ottenuta non era perfetta poiché il processo di raccolta del campione andava ad alterare la stratificazione. Nelle ultime tre missioni (le missioni di tipo J) venne utilizzato un tubo di diametro maggiore e dotato di pareti più sottili venne progettato e realizzato. Veniva chiamato anche Drive Tube. Con queste modifiche la carota non veniva distorta nel corso del campionamento.

Peso: 327 g
Dimensioni: lunghezza 39,9 cm, diametro esterno 2,8 cm (core tube) –  lunghezza 42 cm,  diametro esterno 4,4 cm  (drive tube)
Capacità: 100 cm3 (core tube), 470 cm3 (drive tube)

I core tube avevano una guaina interna tagliata a metà e tenuta insieme da un tubo di Teflon. Era in questo tubo che la regolite si depositava quando il core tube veniva fatto affondare nel terreno lunare a martellate. Alla fine il core tube veniva estratto e depositato orizzontalmente dopo che le due estremità erano state chiuse con dei tappi. Una volta arrivati in laboratorio sulla Terra, i tappi venivano rimossi, e la guaina interna estratta. Il tubo di teflon veniva tagliato con un rasoio e la parte superiore della guaina rimossa, rivelando la carota di terreno campionata.

I core tube vennero realizzati in lega di alluminio 6061-T6, mentre per la guaina interna venne usata la lega 4061-T6, sempre lega di alluminio. Per i drive tube venne usata per entrambi la lega 6061-T6.

Extension Handle

Extension Handles
Anche in questo caso vennero creati due tipi di manico. Il modello usato nelle ultime quattro missioni venne realizzato con un design più moderno, un poco più lungo e pesante. Questo manico veniva utilizzato per diversi strumenti (evitando di doversene portare uno per ciascuno di essi): pala (scoop), martello (hammer), rastrello (rake), core tube e drive tube. Negli ultimi due casi l’estremità del manico veniva martellata per spingere i tube a fondo nel terreno.  Venne progettato e realizzato presso il  Johnson Space Center. Per realizzarli sono state utilizzate delle leghe di alluminio, con rinforzi in acciaio inossidabile all’estremità destinata ad essere percossa col martello.
Peso: 590 g (prima versione), 770 – 820 g (seconda edizione)
Dimensioni: lunghezza 61 cm (prima versione), 76 cm (seconda versione)

Martello

Martello
Anche in questo caso il martello è stato creato in due distinte versioni. Il modello utilizzato nelle ultime missioni era più pesante e dotato di una testa più grande. Come ogni buon martello da geologo, veniva utilizzato per staccare frammenti dalle rocce e per picchiare in profondità i core tube (Alan Bean ha pensato di utilizzarlo anche per aggiustare la telecamera di Apollo 12, ma questo è un altro discorso …). Poteva inoltre essere usato come zappa per scavare solchi, una vola agganciato ad un extension handle. Venne prodotto dal Johnson Spacecraft Center. La testa era realizzata in acciaio, trattato con un rivestimento di alluminio; con la lega di alluminio 6061-T6 venne realizzata l’impugnatura.
Peso: 860 g (prima versione), 1300 g (seconda versione)
Dimensioni: lunghezza 41 cm (39 la seconda versione), lunghezza della testa 16 cm, spessore della testa 3,8 cm

Lunar rover soil sampler

Lunar rover soil sampler
Si trattava di uno strumento particolare, realizzato per permettere di raccogliere campioni di terreno lunare senza dover scendere dal LRV. Era costituito da un anello in acciaio inossidabile del diametro di 8 cm, a cui erano fissate gruppi di 12 coppe (in Teflon), una dentro l’altra. Ciascuna coppa era lunga 13 cm e profonda 8 cm. Il tutto era attaccato alla fine dello Universal Handling Tool (UHT), realizzato in alluminio anodizzato. Dopo aver raccolto un campione la coppa veniva sigillata ed estratta dal sampler. L’unica missione ad averlo utilizzato è stata Apollo 17.

Rastrello

Rastrello
Il rastrello venne utilizzato per collezionare campioni significativi di ciottoli di diametro superiore ad 1 cm (ovvero la distanza tra i pettini del rastrello stesso). I pettini era curvati a formare un cestello, chiuso da pareti laterali. Veniva utilizzato montandolo all’estremità di un extension handle. La procedura richiedeva di selezionare un’area di circa 1 m2 di terreno che veniva poi passata al rastrello. Venne utilizzato dalle missioni di Tipo J.
Peso: 1500 g
Dimensioni: lunghezza dei pettini 29,4 cm, ampiezza del cesto 29,4 cm, spessore del cesto 20,4 cm
Materiali: I pettini (spessi 1,5 mm) erano realizzati in acciaio inossidabile 17-7 PH, le pareti laterali in lega di alluminio 6061-T6.

Pinze

Pinze
Vennero creati due tipi di pinze: una corta con i denti in alluminio e una lunga 81 cm (usata nelle ultime missioni) con i denti in acciaio inossidabile. Venivano utilizzate per raccogliere singole rocce di dimensioni di 6 – 10 cm. La versione corta veniva agganciata alla cintola degli astronauti, mentre quella lunga era alloggiata sul rover. Vennero ideate e realizzate dal Johnson Space Center. In entrambi i casi il manico era in alluminio.
Peso: 140 g (versione corta), 230 g (versione lunga)
Dimensioni:67 cm di lungehzza (versione corta), 81 cm (versione lunga)

Pala

Pala
Vennero ideati 4 modelli di pala per raccogliere campioni di terreno, in due stili: una pala a forma di scatola e una di forma più convenzionale e più piccola. Due di essi (utilizzati nelle missioni fino ad Apollo 14) mantenevano un angolo fisso tra la bocca della pala e il manico. Nelle missioni successive venne introdotto uno snodo per variare l’angolazione. Tutte venivamo montate all’estremità di un extension handle. A causa delle caratteristiche della superficie lunare fu necessario ideale una procedura di utilizzo che prevedeva una tecnica di rotazione della pala (per evitare che la regolite venisse ‘sparata’ via lungo un arco).

I materiali utilizzati furono l’alluminio per il corpo (con alcuni rinforzi in acciaio) e l’acciaio per la lama della pala.
Peso: da 163 g (pala piccola) a 590 g (pala grande)
Dimensioni: da 34 cm di lunghezza e 6,6 cm l’ampiezza della lama (pala piccola) a 35,4 cm di lunghezza e 11,4 cm l’ampiezza della lama (pala grande)

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