First Man – Il Libro

La Copertina

Dopo aver recensito tempo fa la autobiografia di Michael Collins, è venuto il momento di occuparsi del “Primo Uomo sulla Luna”, Neil Armstrong. E il libro si intitola proprio così: “First Man”. Non si tratta in questo caso però di una autobiografia bensì di una biografia, scritta da James Hansen, coautore anche di “Forever Young”.

L’edizione che ho acquistato è abbastanza recente da avere una nuova introduzione, scritta dopo la morte di Armstrong in cui Hansen racconta del suo rapporto con l’astronauta (anche negli ultimi scambi epistolari prima del decesso), come è nato e come si è sviluppato il progetto del libro.

Come racconta Hansen, il libro nasce grazie ad una lunga serie di interviste con Armstrong e i membri della sua famiglia, comprese le due moglie, e con un grande numero di ex colleghi sparsi per tutti gli States. La sua struttura è quella classica delle biografie: una carrellata seguendo il percorso della vita dell’astronauta.

In realtà l’autore la prende molto alla larga e racconta la storia della famiglia Armstrong fin dalle lontane origini come clan scozzese ! Pensate ad un intero capitolo che racconta tutte le vicissitudini che hanno portato membri di un clan scozzese a vivere a Wapakoneta, Ohio. Lo stesso trattamento viene riservato alla famiglia della madre di Armstrong (che non ha origini scozzesi però).

I primi anni della vita di Armstrong sono segnati da una precoce passione per il volo: il suo primo giro in aereo lo fa a 6 anni e viene raccontata la sua passione per la realizzazione di modellini di aerei (talmente tanti da riempire la sua stanza). Modellini che talvolta prendevano il volo dalla finestra di casa, giusto per vedere come si comportavano. Insomma un piccolo ingegnere in erba.

Quello che poi effettivamente è diventato seguendo il corso di Ingegneria Aereospaziale alla Purdue University. Le spese per il college vennero pagate dall’Holloway Plan e in cambio Armstrong prestò servizio come pilota della Marina nella guerra di Corea. I capitoli dedicati alla formazione come pilota e alla guerra sono veramente ricchi di dettagli e molto interessanti.

Seguendo la sua passione per il volo e l’ingegneria, Armstrong sceglie poi una carriera di pilota collaudatore civile per la NACA (precursore della NASA). Si trova nella condizione di pilotare, presso la mitica base di Edwards, i più avanzati mezzi degli anni 50, compreso il mitico X-15. A parte il bel ritratto del lavoro svolto in questa fase della sua vita, non perdetevi un paio di divertenti episodi: un ‘impantanamento’ su un lago salato in compagnia di Chuck Yeager e un ‘giorno di ordinaria devastazione’ di una pista di atterraggio da parte dei piloti collaudatori di Edwards.

In questa parte del libro trova posto la vicenda del matrimonio di Armstrong e un capitolo dedicato alla tragica morte della figlia Karen, veramente toccante.

Viene poi affrontata la carriera nella NASA. Selezionato come parte del Gruppo 2 – The Next Nine, venne assegnato diverse volte ad equipaggi di riserva. Fino al suo primo volo, come CDR di Gemini 8, con Dave Scott come compagno. Il capitolo sulla missione e la sua affrettata conclusione aggiungono poco a quello che già è noto sull’andamento e sui diversi atteggiamenti (chi dice che si sia meritato in questa missione il fatto di vedersi assegnare il primo tentativo di allunaggio e chi sotto sotto criticava la reazione del CDR giudicandola eccessiva).

Neil Armstrong (1930 – 2012)

Inutile dire che si arriva al nucleo centrale del libro, i capitoli sulla preparazione e lo svolgimento di Apollo 11, destinata a far assurgere Armstrong, suo malgrado, tra gli Eroi dell’umanità. Qui troviamo interessanti retroscena. Ad esempio viene sviscerata la storia della scelta su chi dovesse uscire per primo dal LM (e viene mostrato anche il punto di vista di Aldrin, grazie ad alcune interviste fatte dall’autore). Si parla degli “Amiable Strangers” (gli “Amabili Estranei”), ovvero dei tre astronauti che, al contrario di altri equipaggi, non svilupparono mai un’amicizia o un’intesa che andasse oltre le necessità della missione (cosa che però non ebbe mai impatti rilevanti).

Di questa sezione fa parte anche la descrizione del punto di vista di Janet, l’allora moglie di Armstrong. E nel corso del racconto si trova un delizioso aneddoto raccontato da Bill Anders, amico di famiglia e in particolare di Janet. Una delle sue battute preferite suona più o meno così: “Dov’ero durante l’allunaggio di Apollo 11. A letto con la moglie di Neil!”. Non siate troppo perversi, è una battuta e nel libro c’è la spiegazione😉

Chiude il libro la serie di capitoli sul periodo post Apollo 11, sul lungo tour promozionale che ha visto i tre astronauti e le loro famiglie girare il mondo (e Aldrn mostrare i primi segni della sua depressione). Qui si vede la difficoltà di rientrare in una vita “normale” quando ormai Armstrong era diventai un’icona paragonabile a Lindbergh. Si parla del suo tentativo di insegnare nell’Università di Cincinnati, i suoi molteplici impegni nei consigli di amministrazione di svariate società. Ma anche il suo ruolo nella commissione d’indagine del disastro del Challenger. Gli ultimi argomenti trattati sono il suo primo attacco di cuore, lo sfaldarsi del suo rapporto con Janet e il suo secondo matrimonio.

Direi che il libro merita di essere letto. Ben scritto, un inglese ben curato e facile da leggere, molto dettagliato. Ricco di commenti diretti (e senza peli sulla lingua) di Armstrong e di altri protagonisti della sua vita. Mi sarebbe piaciuto leggere qualche “non ricordo” in meno come commento ad alcuni episodi da parte di Armstrong, ma ci può stare che non ci si possa ricordare singoli episodi vecchi magari di 30 o più anni. In altri punti si vede che la proverbiale discrezione di Neil non ha permesso all’autore di approfondire determinati accadimenti o episodi; accontentiamoci. Il libro è disponibile su The Book Depository.

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