Le Missioni: Apollo 17

Dopo un altro lungo periodo di tempo mi ritrovo a dedicare un post extra al quarentennale di una missione. Con Apollo 17 si concludono le missioni di esplorazione lunare, questa è l’ultima delle missioni di Tipo J e anche in questo caso, come nelle precedenti due missioni, vengono infranti diversi record di permanenza sul nostro satellite e viene raccolta una mole di dati impressionante per gli scienziati. Peccato che ormai siamo giunti all’epilogo di questo entusiasmante capitolo dell’avventura dell’uomo nello spazio.

L’equipaggio di Apollo 17

Data: 7 Dicembre 1972 12:33:00 a.m. EDT
Launch Pad: 39A KSC
Equipaggio: Eugene Cernan (CDR), Ronald Evans (CMP), Harrison Schmitt (LMP)
Highlights: la missione lunare di maggiore durata; la missione con la più lunga permanenza sulla superficie lunare; la missione che ha riportato il maggior quantitativo di campioni; la missione con la più lunga permanenza in orbita lunare; primo lancio in notturna di un Saturn V

Apollo 17 è stata l’undicesima e ultima missione con equipaggio del Programma Apollo. E’ stata la sesta e ultima missione ad allunare sul nostro satellite, il primo lancio in notturna di un volo con equipaggio e l’ultimo lancio con equipaggio di un Saturn V. A tutt’oggi Apollo 17 rimane l’ultima missione che ha portato degli uomini oltre l’orbita terrestre.

La decisione di allunare nella valle di Taurus-Littrow è stata presa in linea con l’obiettivo principale di Apollo 17: raccogliere campioni dagli altopiani lunari più vecchi dell’impatto che ha formato il Mare Imbrium e investigare l’esistenza di possibile attività vulcanica recente nella zona. Taurus-Littrow è stata scelta nonostante la sua somiglianza con l’area esplorata da Apollo 15 (un’area di altopiano ai bordi di un mare) perché sembrava offrire maggiori opportunità di successo alla ricerca.

Come nel caso dei precedenti allunaggi, gli astronauti di Apollo 17 seguirono un esteso programma di allenamento che comprendeva l’utilizzo e la conoscenza delle capsule, del LRV e della tuta spaziale, la geologia, un corso di sopravvivenza e l’addestramento sull’ammaraggio e il successivo recupero in mare.

Il LRV ad una stazione durate la EVA2

La storia della composizione dell’equipaggio è caratterizzata dal cambio di LMP: inizialmente assegnati come equipaggio di backup di Apollo 14, Cernan, Evans e l’ex piota dell’X-15 Joe Engle, seguendo la rotazione standard utilizzata fino a quel momento da Deke Slayton divennero l’equipaggio designato per Apollo 17. Harrison Schmitt, uno dei primi astronauti – scienziati (un geologo), fu invece inizialmente assegnato ad Apollo 18. In seguito alla cancellazione di questa missione per tagli al budget e alla pressione della comunità scientifica (che voleva che almeno uno di essi compisse il viaggio fino alla Luna) fecero si che Schmitt divenne il nuovo LMP di Apollo 17 a scapito di Engle.

Apollo 17 venne lanciato alle 12:33 AM EST del 7 Dicembre 1972, dal Launch Pad 39A del KSC. Il lancio subì un ritardo di circa due ore e quaranta minuti a T-30 secondi per un piccolo problema tecnico. Pochi minuti dopo il lancio Apollo 17 raggiunse l’orbita di parcheggio senza ulteriori problemi. Si stima che circa 500.000 persone abbiano assistito al lancio della immediate vicinanze del KSC. Il lancio fu visibile da 800 Km di distanza: alcuni osservatori a Miami videro un striscia rossa attraversare il cielo verso nordest.

La TLI, il volo fino alla Luna e la LOI furono prive di eventi significativi. Dopo essersi separati dal CSM, il LM Challenger e il suo equipaggio (Cernan e Schmitt) iniziarono la discesa verso Taurus-Littrow. Anche in questo caso una discesa prima di episodi di nota. Nel periodo durante il quale rimase in orbita in solitaria, Evans effettuò tutta una serie di osservazioni ed esperimenti.

Nei 3 giorni successivi i due astronauti effettuarono 3 EVA della durata rispettivamente di 7 ore e 20 minuti, 7 ore e 27 minuti e 7 ore e 15 minuti. vennero raccolti 110.52 Kg di campioni. Con l’LRV, i due astronauti coprirono una distanza complessiva di circa 35.9 Km in un tempo pari a 4 ore e 26 minuti; la massima distanza dal LM raggiunta è stata di circa 7.6 Km.

Apollo 17 fu la prima ed unica missione ad avvalersi di due nuovi strumenti:

  • il Traverse Gravimeter Experiment (TGE), un esperimento costruito ai Draper Laboratory del MIT utilizzato per misurare la gravità lunare al sito di allunaggio e in diversi punti della superficie durante le EVA. Utilizzando questi dati gli scienziati volevano determinare la struttura geologica della zona di allunaggio. Il TGE era posizionato a bordo del LRV, da cui veniva scaricato, posizionato sulla superficie ed utilizzato

  • il Surface Electrical Properties (SEP), un esperimento la cui apparecchiatura era costituita da due componenti principali: un’antenna trasmittente posizionata vicino al LM e un’antenna ricevente posizionata invece sul LRV. In diverse occasioni durante le EVA, l’antenna trasmittente inviava un segnale attraverso il suolo lunare, segnale che era captato dall’apparato ricevente. Era possibile determinare, comparando il segnale trasmesso e quello ricevuto, le caratteristiche elettriche del suolo.

Schmitt apre il pannello
solare del SEP

Prima di completare l’ultima EVA, venne raccolta una roccia che l’equipaggio dedicò a tutte le diverse nazioni rappresentate dalle persone presenti nell’MCC (Mission Control Center) a Houston in quel momento.

Infine, prima di rientrare nel LM alla fine dell’ultima EVA, Cernan volle condividere i suoi pensieri:

“I’m on the surface; and, as I take man’s last step from the surface, back home for some time to come — but we believe not too long into the future — I’d like to just [say] what I believe history will record. That America’s challenge of today has forged man’s destiny of tomorrow. And, as we leave the Moon at Taurus-Littrow, we leave as we came and, God willing, as we shall return: with peace and hope for all mankind. Godspeed the crew of Apollo 17.”

“Sono sulla superficie; e mentre poso per l’ultima volta il piede sulla superficie, di ritorno a casa per un po – ma crediamo non per troppo tempo – vorrei dirvi cosa penso che la storia ricorderà. Ricorderà che la sfida dell’America di oggi ha forgiato il destino degli uomini di domani. E mentre lasciamo la Luna a Taurus-Littrow, la lasciamo come siamo venuti e, a Dio volendo, come ci ritorneremo: con pace e speranza per tutta l’umanità. Buona fortuna all’equipaggio di Apollo 17.”

Il 17 Dicembre, nel corso del volo di ritorno verso la Terra, alle 3:27 PM EST, Ron Evans effettuò una Transearth EVA di 1 ora e 7 minuti per recuperare i contenitori con le fotografie e i dati raccolti dagli strumenti della SIM Bay.

Il 19 Dicembre, l’equipaggio sganciò il SM e si tuffò nell’atmosfera terrestre col solo CM. Apollo 17 ammarò senza problemi nell’Oceano Pacifico alle 2:25 PM EST, a 6.4 Km dalla nave preposta al recupero, la USS Ticonderoga.

Questo post conclude la serie dei quarantennali, iniziata agli albori di questo blog, nel Dicembre 2008, con Apollo 8. E’ stato bello ripercorrere tutte le tappe di avvicinamento allo scopo del progetto Apollo (“l’uomo sulla Luna entro la fine del decennio”), il successo finale, l’esplorazione successiva, il dramma (Apollo 13) e la fine. Sarebbe ancora più bello raccontare di nuove esplorazioni in tempo reale ma non credo sarà compito mio …

5 Risposte to “Le Missioni: Apollo 17”

  1. Quando Apollo 17 ando’ sulla luna avevo 2 anni ma negli anni successivi ho sempre avuto un debole per tutto cio’ che riguardava le missioni lunari, giocavo all’ astronauta che allunava, immaginavo una stazione spaziale sul suolo selenico e guardavo e riguardavo le foto che erano affisse ai muri della mia scuola elementare “Neil Armstrong”…un segno ? Ora che sono adulto guardo a quel periodo con un po’ di nostalgia e penso, fissando gli astronauti nonnetti : ” caspita 40 anni fa’ erano giovani come me e sono andati sulla luna” e mi accorgo di quanto tempo sia passato. Non so se vedremo ancora un uomo sulla luna che ritengo molto piu’ interessante di Marte ma ringrazio voi di tr@nquillity Base per l’ enorme lavoro, per l’ estrema bellezza degli articoli che avete scritto, mi raccomando non mi lasciate a bocca asciutta. Grazie

  2. Vittorio Says:

    Sarebbe ancora più bello raccontare di nuove esplorazioni in tempo reale ma non credo sarà compito mio …

    Ci sono vari rumors di una missione umana sulla luna per 2020 da parte di una nuova compagnia, finanziata da un non meglio specificato “paese del Medio Oriente ricco di petrolio”. La compagnia è la Golden Spike, ora vediamo se sarà una bufala oppure hanno intenzioni serie.

    Al solito, comunque, bell’articolo.

  3. Bell’articolo. Hai una fonte precisa per la visibilità a 800 km? Mi servirebbe per un articolo. Grazie!

    Ciao,

    Paolo

  4. Grazie Paolo, la distanza viene indicata sulla Wikipedia e la fonte citata è il libro “Moonport: A History of Apollo Launch Facilities and Operations”, Capitolo 23-7.

  5. Grazie Vittorio, tra l’altro è coinvolto nell’impresa anche Gerry Griffin (come Chairman of the Board). Sono curioso anche io di vedere se combineranno qualcosa.

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