Godspeed Neil, 1930-2012

Ieri ero di ritorno dalle vacanze e ho scoperto solo ora della morte di Neil Armstrong per sopraggiunte complicazioni dell’intervento di triplo bypass di pochi giorni fa.

E’ stato il primo a realizzare il sogno di raggiungere la Luna, il primo ad affrontare e vincere la sfida di allunare e il primo a lasciarvi la sua impronta. Nel corso degli anni è stato accusato di rimanere ‘defilato’ ma era il suo modo di affrontare la popolarità (spesso invadente) che è derivata da Apollo 11 e il suo modo di vivere quell’avvenimento come qualcosa di collettivo e non solo un suo personale risultato. Le poche volte che ha partecipato ad eventi pubblici, a documentari o ha rilasciato interviste le sue parole sono sempre stati di grande ispirazione e profondità. Godspeed Neil.

5 Risposte to “Godspeed Neil, 1930-2012”

  1. Vittorio Says:

    Mio personale tributo.

  2. raghnor Says:

    Grazie Vittorio. Un bellissimo tributo.

    E non dimentichiamoci di onorarlo come richiesto dalla sua famiglia: “For those who may ask what they can do to honor Neil, we have a simple request. Honor his example of service, accomplishment and modesty, and the next time you walk outside on a clear night and see the moon smiling down at you, think of Neil Armstrong and give him a wink.” – Armstrong’s family

  3. alaskait Says:

    Mi unisco al coro di coloro che commemorano la morte di Neil Armstrong. Non posso non esimermi dal considerare come un uomo che è stato in grado di coagulare/massimizzare l’uso della tecnologia dell’epoca per raggiungere la luna, sia stato “sconfitto” da un intervento cardiaco non riuscito degli anni 2000, nella nazione chirurgicamente all’avanguardia come gli Usa. Nelle conversazioni quotidiane non è raro ascoltare l’espressione “siamo andati sulla luna e non riusciamo a fare la tal cosa”. Nel caso di Neil Armstrong, lui sulla luna ci è andato per davvero. E poi un “banale” impianto di bypass l’ha stroncato. Vorrei chiedere a quell’utilizzatore di tecnologia chirurgica degli anni 2000 che ha operato Armstrong cosa ha combinato o cosa è andato storto. Mi sembra incredibile che nessuno si concentri su questo aspetto. Sembra che gli 82 anni di Armstrong giustifichino appieno il fatto che ormai era tempo che se ne andasse….

  4. Vittorio Says:

    @alaskaìt, sono un rappresentante del ramo paramedico, e ho lavorato a stretto contatto con operati di bypass cardiaco in quanto essendo tecnico radiologo ne facevo le radiografie (anche e soprattutto in reparto di Terapia Intensiva). Ti posso assicurare che a me non ha per nulla sorpreso il fatto che sia morto per complicazioni post intervento. All’età che aveva Neil la possibilità di sopravvivenza è del 50%, può andarti bene come può andarti male, anche se tecnicamente l’operazione è perfettamente riuscita. Ci sono tantissime variabili, non ultima il fatto che anche in un ambiente sterile basta che ci sia anche un solo microbo per aver ragione di un paziente debilitato quale poteva essere Neil. Non stiamo poi a parlare di problemi di pressione arteriosa oppure di un paziente che potrebbe avere naturalmente di base una tachicardia (battito cardiaco troppo veloce) o una bradicardia (battito cardiaco troppo lento, che mi sembra fosse proprio la condizione naturale di base di Neil).
    Purtroppo è andata male.

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