Gli Uomini: John Young

John Young

Nome Completo: John Watts Young

Nato il: 24 Settembre 1930 a San Francisco, California

Ruolo nel Progetto: Astronauta (NASA Astronaut Group 2 – “The New Nine”)

Missioni: Gemini 3, Gemini 10, Apollo 10, Apollo 16. STS-1, STS-9

Onorificienze Ricevute: La Congressional Space Medal of Honor (1981), 4 NASA Distinguished Service Medals, NASA Outstanding Leadership Medal (1992), NASA Exceptional Engineering Achievement Medal (1987), NASA Outstanding Achievement Medal (1994), Navy Astronaut Wings (1965), 2 Navy Distinguished Service Medals, 3 Navy Distinguished Flying Crosses, il Georgia Tech Distinguished Young Alumni Award (1965), Distinguished Service Alumni Award (1972), l’Exceptional Engineering Achievement Award (1985), l’Accademia dei Distinguished Engineering Alumni (1994), e l’American Astronautical Society Space Flight Award (1993), Distinguished Executive Award (1998), Rotary National Space Achievement Award (2000). Inserito in 6 Halls of Fame. Ha ricevuto 6 lauree ad honoris causa.

John Watts Young è stato il nono uomo a porre piede sulla Luna durante Apollo 16 ma nella sua lunga carriera di astronauta (42 anni di servizio attivo nella NASA) ha totalizzato ben 6 voli spaziali, ed è l’unico ad aver pilotato 4 differenti veicoli: Gemini, l’Apollo CSM, l’Apollo LM e lo Space Shuttle.

Young è nato il 24 Settembre 1930 a San Francisco, California ed è cresciuto nel quartiere College Park ad Orlando, Florida. Ha conseguito una laurea in Ingegneria Aeronautica (con ottimi voti) presso il Georgia Institute of Technology nel 1952. Si è poi arruolato in Marina. E’ stato Fire Control Officer sul cacciatorpediniere USS Laws (DD-558) fino al Giugno 1953 di stanza nel Mar del Giappone durante la Guerra di Corea. Ha in seguito seguito il corso di pilota ed è stato assegnato al Fighter Squadron 103 per quattro anni: in seguito è stato assegnato alle unità USS Coral Sea e USS Forrestal. Dopo il corso alla US Navy Test Pilot School nel 1959 è stato assegnato per 3 anni al Naval Air Test Center. Nel 1962 ha realizzato il record mondiale di ascesa da 3000 a 25000 metri. Ha rivestito poi il ruolo di maintenence officier per il Phantom Fighter Squadron 143.

Gemini
Young è entrato nella NASA nel 1962, con l’Astronaut Group 2 ed è stato il primo di questo gruppo ad aver volato in una missione. Specificatamente, insieme a Gus Grissom, è stato pilota di Gemini 3, la prima missione di questo programma con equipaggio. E’ rimasto famoso per l’episodio del sandwich di manzo sotto sale: Young aveva nascosto in una tasca della sua tuta un panino, panino che ha poi tirato fuori e consumato durante il volo. Un comportamento che gli è quasi costato la carriera. In seguito questo ‘scherzetto’ gli venne perdonato e l’assegnazione di Ed White al Progetto Apollo gli aprì la strada come comandante di Gemini 10 (in compagnia di Michael Collins) nel 1966. Questa missione fu la prima ad effettuare un doppio rendezvous con due diversi veicoli Agena, inoltre Collins effettuò due EVA.

Apollo 10
Nel 1966 Young è stato assegnato all’equipaggio di Apollo 10, insieme a Thomas Stafford ed Eugene Cernan. Questo equipaggio era originariamente assegnato come backup per il secondo volo Apollo con equipaggio (dopo Apollo 1). In seguito all’incendio, rivestirono lo stesso ruolo per Apollo 7. Nel Maggio 1969, la loro missione li portò in orbita lunare dove effettuarono una ‘prova finale’ delle procedure utilizzate poi da Apollo 11. Apollo 10 detiene il record di velocità per una capsula con equipaggio al momento del rientro in atmosfera: 39897 km/h (il 26 Maggio 1969). In seguito Young è stato CDR dell’equipaggio di riserva di Apollo 13: in questo ruolo si è distinto per l’impegno all’interno del team che si occupava di creare le procedure atte a conservare le scorte del LM durante il volo e a riattivare il CM prima del rientro.

Young sulla Luna
(Apollo 16)

Apollo 16
All’interno della rotazione degli equipaggi, Young divenne CDR di Apollo 16 e mostrò grande entusiasmo per i corsi preparatori di geologia. Magigori dettagli sulla missione li trovate nel post pubblicato due settimane fa. Ricordo solo che ha stabilito il record di velocità di un LRV sulla superficie Lunare (17 Km/h). Ha portato con se sulla Luna lo stemma e la bandiera della confraternita Sigma Chi (di cui è stato membro all’università); entrambi gli oggetti si trovano ora nella sede della confraternita ad Evanston, Illinois. L’ultimo ruolo rivestito da Young nel Programma Apollo è stato quello di CDR dell’equipaggio di riserva di Apollo 17: ha rischiato di ritornare sulla Luna quando Cernan si infortunò ad un ginocchio giocando a softball pochi mesi prima del lancio.

La carriera nella NASA
Nel Gennaio 1973 Young è diventato Responsabile del gruppo Space Shuttle all’interno dell’Astronaut Office, garantendo il supporto degli astronauti durante la progettazione della navetta. Un anno dopo, in occasione del pensionamento di Alana Shepard, è diventato responsabile dell’intero Astronaut Office. In seguito, dal Maggio 1987 al Febbraio 1996 è stato Assistente Speciale del direttore del Johnson Space Center (JSC) per le aree Ingegneria, Operazioni e Sicurezza. Nel Febbraio 1996 è diventato Associate Director, responsabile settori tecnico, operazioni e sicurezza di tutti i programmi della NASA e le attività assegnate al JSC.

Young in occasione del 25˚
Anniversario dell’STS-1

Space Shuttle
Young ha volato in due missioni delle Space Shuttle: lSTS-1 e l’STS-9. L‘STS-1 è stato il volo inaugurale del 1981. La missione è durata 54 ore e 30 minuti e ha verificato le performance di tutti i sistemi dello Shuttle durante il lancio, le 36 orbite e il rientro. Il totale dei test effettuati con successo è stato di 133. Compagno di volo di Young è stato il pilota Robert Crippen. E’ importante notare che lo Space Shuttle è stato non solo il primo veicolo spaziale dotato di ali ad atterrare su una pista rientrando dallo spazio, ma anche il primo a non essere testato con missioni senza equipaggio. L’STS-9, nel 1983, è stato il primo volo ad utilizzare il modulo Spacelab per effettuare esperimenti scientifici in orbita: la missione è durata 10 giorni, completando con successo tutti i 94 obiettivi di missione. Lavorando su turni di 12 ore sono stati effettuati più di 70 esperimenti. Suoi compagni sono stati il pilota Brewster Shaw, i Mission Specialist Bob Parker e Owen Garriott, e il Payload Specialists Byron Lichtenberg. Era destinato ad uno storico settimo volo (STS-61J), quello che avrebbe portato in orbita l’Hubble. Il ritardo dovuto all’incidente del Challenger gli ha tolto questa possibilità.

Ha totalizzato 15275 ore di volo su aerei ed elicotteri, di cui 9200 sul T-38. Oltre naturalmente a 835 ore in voli spaziali. Per prepararsi alle sue 11 missioni, come membro dell’equipaggio principale o di riserva, ha totalizzato più di 15000 ore di formazione, principalmente nei simulatori.

Dopo la NASA
Dopo 42 anni di onorato servizio il 7 Dicembre 2004, all’età di 74 anni Young si è ritirato dalla NASA ma ha continuato per diversi anni a partecipare alla riunione del lunedì mattina dell’Astronaut Office al JSC. Young vive a El Lago, un sobborgo di HOuston, Texas con Suzie, la sua seconda moglie. Ha due figli e tre nipoti. Ama fare windsurf, andare in bici, leggere e il giardinaggio. Young è uno degli astronauti che hanno partecipato ai documentari In the Shadow of the Moon e The Wonder of It All; alla serie di Discovery Channel, When We Left Earth. Continua a battersi per lo sviluppo delle tecnologie necessarie per permetterci in futuro di vivere e lavorare sulla Luna e su Marte, le tecnologie che a lungo andare, secondo Young, salveranno la civiltà umana.

6 Risposte to “Gli Uomini: John Young”

  1. Ciao Roberto, a marzo sono andato a casa di John Young a Houston per salutarlo, ma la moglie mi ha detto che soffre di demenza senile e non era possibile parlargli. Purtroppo la situazione clinica è pessima e rischiamo di perdere il 4° moonwalkers… Fra pochi giorni torno a Houston e passerò ancora da casa sua, spero di vederlo.

  2. raghnor Says:

    Questa è davvero una brutta notizia Luigi … si tratta di certo di una malattia che lascia poco spazio a speranze di miglioramento. Se ti dovesse riuscire di incontrarlo portagli anche i miei saluti e il mio incoraggiamento.

  3. Vittorio Says:

    Per chi fosse interessato è uscita su Amazon la sua biografia, “Forever Young”:
    http://www.amazon.com/gp/product/0813042097/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&tag=collectspace&linkCode=as2&camp=1789&creative=390957&creativeASIN=0813042097
    Da paramedico non posso che giudicare “totalmente negativa” la diagnosi se confermata, non lascia scampo entro breve tempo, purtroppo.

  4. raghnor Says:

    Fantastico (il libro non la diagnosi ovviamente), non me lo perdo di sicuro. In realtà è disponibile in pre-ordine, occorrerà aspettare fino al 12 settembre per poterci mettere le mani sopra. Quasi quasi piazzo l’ordine già adesso🙂

  5. Vittorio Says:

    A proposito, chiedo scusa per la pubblicità, quando ho inserito il link non credevo avrebbe generato la foto, il “Buy from Amazon” etc …

  6. raghnor Says:

    Ci mancherebbe, nessun problema.

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