Ginnastica a bordo

L’Exergym

Fin dagli albori dell’interesse per i voli spaziali, i medici si erano interessati a quello che sarebbe potuto essere l’effetto dell’assenza di peso sull’uomo. Alcuni si erano spinti fino ad ipotizzare che un astronauta non sarebbe stato in grado di eseguire nessuna attività. Nel corso dei programmi Mercury e Gemini queste ipotesi vennero messe alla prova: l’uomo poteva viaggiare e lavorare nello spazio ma l’assenza di gravità portava ad una rapida perdita di tono muscolare se questo non venivano in qualche modo sollecitati. Anche le ossa perdevano in parte massa e si indebolivano. Occorreva insomma che venisse fatto un pò di esercizio. Ma né la Mercury, né la Gemini erano così prodighe di spazio da consentire agli astronauti di ‘darsi da fare’. Ma l’Apollo, con il suo lussuosissimo spazio interno e l’ulteriore guadagno di cubatura disponibile dato dalla possibilità di ripiegare i sedili, cambiò le regole.

A bordo del CM veniva caricato lo strano oggetto che vedete nell’immagine qui accanto (questo in particolare venne usato per Apollo 11), l’“Exer-genie” o “Exergym”, un piccolo attrezzo ginnico che consentiva di eseguire esercizi isocinetici. Era un prodotto commerciale: un verricello a cui era collegato un cavo dotato di maniglie, il cavo veniva srotolato esercitando una trazione e la resistenza allo srotolamento del filo era regolabile. Gli astronauti avevano diverse opinioni sull’Exergym.

Gli astronauti destinati a scendere sulla superficie lunare scoprirono che lo sdorzo richiesto per le EVA era già sufficiente a mantenere un buon tono muscolare fino alla fine della missione. I CMP invece esplorarono le diverse opzioni disponibili. Al Worden (Apollo 15 CMP) ricorda che “[…] l’Exergym era buono per mantenere il tono muscolare, ma mi sono reso conto che non potevo ottenere un buon ritmo cardiaco e allora ideai una combinazione di due esercizi. Utilizzavo l’Energym per un pò, per mantenere spalle e braccia toniche, e poi correvo sul posto. Rimuovevo il sedile centrale e scalciavo proprio come se corressi sul posto […]

“Quello che avevamo per allenarci” ricorda Gordon (Apollo 12 CMP) “oltre a muoversi un pò utilizzando i montanti dei sedili e la zona libera della LEB per fare piegamenti e trazioni, era l’Energym. Lo abbiamo utilizzato tutti un paio di volte al giorno per mezz’ora nel viaggio d’andata.”

Costruttore Exer-Genie, Inc.
Dimensioni 4.06 x 106.68cm
Materiali Cinghie: tessuto in Poliestere
Maniglia: Alluminio

Ken Mattingly (Apollo 16 CMP) non fu un grande amante degli esercizi in volo e anzi, da profondo conoscitore dell’ECS (Environmental Control System), espresse qualche dubbio di natura tecnica: “[…] Se ti impegni negli esercizi fino a sudare, l’ECS non è in grado di gestire un simile carico di lavoro. L’ECS ha poco margine di sicurezza. E’ stato progettato per 3 marshmallow [LOL] che restano lì buoni buoni. Non è stato progettato per permetterti di fare esercizi. Inoltre sei preoccupato perché rischi di urtare oggetti nella cabina, dato che è difficile mantenere la posizione. […]”

In alcuni casi gli astronauti si esercitarono in modo così vigoroso da alterare in maniera sensibile l’orientamento del CM. Ad esempio, in una occasione durante Apollo 17, appena Schmitt (LMP) iniziò gli esercizi, il suo CDR Cernan si accorse che il CSM faticava a mantenere il Barbecue Roll (il PTC). E riferì al CapCom: “[…]Ho appena capito cosa succede al nostro PTC. Con i suoi esercizi Jack sta scuotendo l’America [il nome del CSM] lungo tutti gli assi.[…] Si gli indicatori di variazione [del FDAI] stanno andando di qua e di là di almeno mezzo grado.” Persino l’EECOM (il controllore preposto al monitoraggio dei sistemi del CSM) fu in grado di vederne l’effetto: con gli esercizi, il contenuto dei serbatoi di ossigeno del CSM si erano destratificati. Lo stesso effetto che veniva ottenuto tramite i rimescolatori interni ai serbatoi (tristemente noti per l’incidente di Apollo 13. Il buon Schmitt, col suo tipico humor, commmentò così la notizia: “Mi fa piacere che sia successo, almeno adesso abbiamo trovato l’utilità di fare questi esercizi.

2 Risposte to “Ginnastica a bordo”

  1. Giampiero Says:

    Ogni volta che leggo un sSuo “capitolo” del Progetto Apollo resto a bocca aperta per la semplice ma, al tempo stesso, esauriente esposizione.
    Grazie.

  2. Grazie per i complimenti. Faccio il possibile per essere il più chiaro possibile. In merito all’esauriente, non immagina quanto materiale devo ‘cestinare’ mentre realizzo un post. Lo dovessi usare tutto, i testi sarebbero lunghi il doppio. E credo stuferei molto prima i lettori.

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