Scheggie di Luna

Un frammento di roccia lunare
(incapsulato nella plastica)

Tutte le rocce lunari attualmente conservate sulla Terra hanno tre possibili origini: (1) sono quelle raccolte dalle missioni Apollo, (2) quelle riportate dalle sonda sovietiche e (3) le rocce che si staccano dalla superficie lunare (per effetto del bombardamento meteorico) e che poi ricadono sul nostro pianeta.
In particolare Le sei missioni Apollo hanno riportato a terra 382 Kg di rocce (la maggior parte delle quali nelle ultime tre missioni).

I campioni lunari raccolti durante l’esplorazione della Luna sono considerati di valore inestimabile. Nel 1993 tre piccoli frammenti delle dimensioni di un seme, raccolti dal Luna 16, sono stati venduti per 442.500 dollari. Nel 2002 piccole quantità di materiale proveniente dalla Luna e da Marte sono state rubate; durante il processo in tribunale che ne è seguito, la NASA ha valutato quel materiale, dal peso complessivo di 285 grammi, in 1 milione di dollari. Le rocce provenienti dai meteoriti lunari, invece, vengono tranquillamente comprate e vendute tra collezionisti privati. Ad esempio sul sito di Luigi Pizzimenti, giusto per citarne uno a caso🙂

La NASA ha anche preparato una serie di confezioni educative composte da un disco trasparente contenente sei tipi di campioni (frammenti di rocce e suoli) e 12 sottili sezioni petrologiche di materiale lunare. Questi pacchetti sono disponibili per scopi educativi in molti Paesi, per ottenerli basta seguire un breve corso di 3 ore che spiega la loro storia e come maneggiarli.

Nononstante il valore, gli USA hanno donato più volte ad enti e nazioni frammenti raccolti nel corso degli allunaggi. Circa 70 campioni sono stati donati a vari musei di tutto il mondo. Più di 300 piccoli campioni che sono stati regalati in due occasioni a governi stranieri e governatori degli Stati Uniti.

In una prima occasione, al termine della missione Apollo 11, sono state regalate 192 placche contenenti polvere lunare (non all’Italia ahimè). Nel Novembre 1969, il Presidente Nixon fece preparare alla NASA circa 250 placche ciascuna con 0.05 g di polvere lunare e una delle 135 piccole bandiere di nazioni che vennero portate sulla Luna (con l’eccezione di quella del Venezuela, che venne dimenticata e raggiunse la Luna con Apollo 12).

Recava una placca con scritto:

“Presented to the People of ____________ by Richard Nixon, President of the United States of America. This Flag of Your Nation was Carried to the Moon and Back by Apollo 11 and This Fragment of the Moon’s Surface was Brought to Earth by the Crew of That First Manned Lunar Landing.”

“Donata al popolo del __________ da Richard Nixon, Presidente degli Stati Uniti d’America. Questa bandiera del vostro paese è stata portata sulla Luna e riportata indietro dall’Apollo 11 e questo frammento della superficie lunare è stato riportato sulla Terra dall’equipaggio del primo allunaggio.”

Altre 135 placche (note come le Goodwill Moon Rock) sono state donate al termine del programma Apollo nel 1973. Verso la fine della terza ed ultima EVA di Apollo 17, quella che ancora oggi è l’ultima passeggiata lunare della storia, gli astronauti Gene Cernan ed Harrison Schmitt raccolsero una pietra (il campione nr.70017) e fecero una speciale dedica ai “giovani della Terra”: “[…] raccogliamo una pietra moto significativa, tipica di quello che abbiamo trovato qui a Taurus-Littrow … composta da molti frammenti, di diverse misure e forme, probabilmente provenienti da punti diversi della Luna, forse vecchi di miliardi di anni […]”
Anche stavolta il Presidente Nixon fece preparare le placche da donare a paesi esteri (Italia compresa stavolta) e ai 50 stati dell’Unione. I frammenti erano anche in questo caso incapsulati in una sfera di materiale plastico e montati sulla placca insieme ad una bandiera dello stato a cui veniva donato (e che era stata portata in volo durante Apollo 17).

Una lettera, firmata dallo stesso Nixon, accompagnava il dono. Recante la data del 21 Marzo 1973, recitava:

“The Apollo lunar landing program conducted by the United States has been brought to a successful conclusion. Men from the planet Earth have reached the first milestone in space. But as we stretch for the stars, we know that we stand also upon the shoulders of many men of many nations here on our own planet. In the deepest sense our exploration of the moon was truly an international effort.
It is for this reason that, on behalf of the people of the United States I present this flag, which was carried to the moon, to the State, and its fragment of the moon obtained during the final lunar mission of the Apollo program.
If people of many nations can act together to achieve the dreams of humanity in space, then surely we can act together to accomplish humanity’s dream of peace here on earth. It was in this spirit that the United States of America went to the moon, and it is in this spirit that we look forward to sharing what we have done and what we have learned with all mankind.”

“Il programma lunare Apollo condotto dagli USA si è concluso con successo. Uomini dal pianeta Terra hanno raggiunto il primo traguardo nello spazio. Ma mentre guardiamo alle stelle, sappiamo che dobbiamo molto a tanti uomini di tante nazioni del nostro pianeta. Nel senso più profondo la nostra esplorazione è stata veramente uno sforzo internazionale.
É per questo motivo che, a nome del popolo degli USA vi dono questa bandiera, che è stata portata sulla Luna, e questo frammento della Luna raccolta durante l’ultima missione lunare del programma Apollo.
Se persone di tanti paesi possono lavorare insieme per raggiungere i sogni dell’umanità nello spazio, allora possono sicuramente lavorare insieme per raggiungere i sogni di pace dell’umanità qui sulla Terra. Questo è stato lo spirito con cui gli USA sono andati sulla Luna, e questo è lo spirito con cui condividiamo ciò che abbiamo fatto e ciò che abbiamo imparato per tutta l’umanità.”

La placca donata all’Italia si trova attualmente al Museo nazionale della scienza e della tecnologia Leonardo da Vinci a Milano.

La pietra lunare donata all’Italia

Nell’Apollo / Saturn V Center del Kennedy Space Center è anche possibile “toccare un pezzo della Luna” (io l’ho fatto!), è esposto in una piccola roccia cementata in una colonna sotto il Saturn V.

Almeno una delle placche donate è stata rubata (in Honduras) e poi ritrovata. Nel 1998 negli Stati Uniti è stata creata un’operazione segreta, nota come Operation Lunar Eclipse, che aveva lo scopo di identificare e arrestare le persone che vendevano falsi campioni lunari. Nel settembre del 1998 gli agenti hanno pubblicato un annuncio su USA Today in cui facevano richiesta di rocce lunari e vennero contattati da chi possedeva una roccia regalata nel 1973 dal Presidente Richard Nixon all’Honduras. Il venditore della roccia, che pesava solo 1,142 grammi, chiedeva l’esorbitante cifra di 5 milioni di dollari. L’operazione si è conclusa due mesi dopo con il sequestro della roccia in una cassetta di sicurezza di una banca di Miami. La roccia confiscata è stata rimandata al Johnson Space Center e resa disponibile per essere di nuovo regalata all’Honduras. La cerimonia si è svolta il 22 settembre del 2003 al quartier generale della NASA a Washington D.C.

Nel giugno del 2002 dal Johnson Space Center sono stati rubati 101 grammi di rocce lunari oltre ad un meteorite marziano. Il furto è stato compiuto da membri interni. Le rocce sono state pubblicizzate sul sito web di un club mineralogico belga; l’FBI, con l’aiuto di un astronomo amatoriale belga, ha organizzato una trappola e recuperato i campioni nel luglio del 2002, in Florida.

Un altra storia curiosa sulle rocce lunari è quella del falso frammento che è stato esposto al Rijksmuseum, ad Amsterdam: lascio che a raccontarla sia Paolo Attivissimo che ha dedicato alla storia un bellissimo post. Gli unici reperti lunari certificati in Olanda sono al Museo Boerhaave a Leiden: un frammento proveniente dalle rocce raccolte dall’Apollo 17 e della polvere portata sulla Terra dall’Apollo 11.

3 Risposte to “Scheggie di Luna”

  1. Nell’Apollo / Saturn V Center del Kennedy Space Center è anche possibile “toccare un pezzo della Luna” (io l’ho fatto!)…😛 Anch’io! E anche quello al Johnson Space Center! Ed ho anche visto il frammento di roccia lunare esposto al Museo di Storia Naturale di Vienna!😀 Però non sapevo del frammento di roccia in Italia.

  2. L’ho scoperto anche io preparando questo articolo. Una fonte sicura (e frequentatrice del blog :D) mi diceva che purtroppo non viene esposta perchè non possono garantire le adeguate misure di sicurezza. Un vero peccato.

  3. Grazie per la “fonte sicura”…

    Per apportare nuove informazioni: Il presidente del Museo Nazionale, Dott. Galli mi ha riferito che vorrebbe tanto esporla in modo stabile. Credo sia necessario un buon sistema di sicurezza, ma ancora di più la “volontà” politica e istituzionale di realizzare un padiglione astronautico di tutto rispetto. Sono almeno 3 anni che ci provo, ma i fondi del Museo e gli spazi (occupati a volte da giganteschi manufatti, poco attraenti e significativi…) non permette di dare seguito alla mia idea. Non demordo, la mia città (e l’Italia) merita un museo dello spazio all’altezza di quelli europei.

    Nel maggio del 2009 in occasione di Back to the Moon, la NASA ci ha prestato un campione di roccia raccolto durante Apollo 16.

    A marzo 2012 sarò nuovamente al lunar sample per il ritiro di un campione di roccia della missione Apollo 15 che verrà esposto fino a fine Aprile a Varese.

    La NASA apprezza sempre l’interesse per i campioni lunari, manifestazioni come quella che organizziamo all’osservatorio astronomico, sono sempre appoggiate dall’ente americano. Peccato che in Italia la cultura scientifica e la didattica siano sempre più dimenticate e i nostri giovani non abbiano più sogni da realizzare, come fecero invece i giovani ingegneri americani durante il Programma Apollo…

    Il rammarico è per i nostri “cervelli” che vengono egregiamente sfruttati…. all’estero!

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