Gli Uomini: Gus Grissom

Gus Grissom

Nome Completo: Virgil Ivan “Gus” Grissom

Nato il: 3 Aprile 1926 a Mitchell (Indiana)

Ruolo nel Progetto: Astronauta (NASA Astronaut Group 1, “Mercury Seven”)

Missioni: Mercury-Redstone 4, Gemini 3, Apollo 1

Onorificienze Ricevute: Distinguished Flying Cross e Air Medal durante la Guerra di Corea, 2 NASA Distinguished Service Medals, NASA Exceptional Service Medal, Dottorato Onoratio, Florida Institute of Technology, Congressional Space Medal of Honor, 1978 (postuma), Sindaco Onorario di Newport News, Virginia (postumo), menzionato sul “Wall Of Honor” allo Steven F. Udvar-Hazy Center (Smithsonian) del Washington Dulles International Airport

“If we die, we want people to accept it. We are in a risky business and we hope that if anything happens to us it will not delay the program. The conquest of space is worth the risk of life.”

“Se dovessimo morire, vorremmo che la gente lo accettasse. Il nostro è un lavoro rischioso e speriamo che se ci dovesse accadere qualcosa, questo non rallenti il programma. Per la conquista dello spazio vale la pena rischiare la vita.”

Grissom, dopo la missione Gemini 3, Marzo 1965

Il Tenente Colonnello Virgil Ivan “Gus” Grissom ha partecipato al programma spaziale americano fin dall’inizio nel 1959 (è stato selezionato nel primo gruppo di astronauti per il Progetto Mercury). Partecipando alla missione Gemini 3 è diventato il primo uomo a volare due volte nello spazio. Il suo duro lavoro, la sua tenacia e le sue capacità gli sono valse l’assegnazione del ruolo di CDR del primo volo Apollo, che sarebbe stato un trampolino di lancio verso il ruolo di primo uomo sulla Luna, per stessa ammissione di Deke Slayton (nella sua autobiografia del “Deke!”): “Avrei voluto che il primo uomo sulla Luna fosse un astronauta dei Mercury Seven. Se Gus fosse stato vivo sarebbe spettato a lui, e sia Chris Kraft che Bob Gilruth sarebbero stati d’accordo con me.”

Grissom è nato a Mitchell, Indiana il 3 Aprile 1926, da Denis e Cecile King Grissom. Suo padre lavorava per la Baltimore and Ohio Railroad, la madre era casalinga. Frequenta la Mitchell High School e durante le attività extrascolastiche incontra e fa amicizia con Betty Lavonne Moore. Grissom frequentava l’aeroporto locale di Bedford dove si appassionò al volo. Un avvocato della zona gli diede i primi rudimenti del volo (per la modica cifra di 1$ a lezione). Successivamente fa domanda come cadetto dell’Esercito e supera l’esame di ammissione nel Novembre del 1943. Si diploma nel 1944 e si unisce all’esercito l’8 Agosto 1944 presso Fort Benjamin Harrison. Il 6 Luglio 1945 sposa Betty. Sfruttando il programma per l’istruzione dell’Esercito si iscrive alla Purdue University nel Settembre 1946: per accelerare i tempi segue le classi estive e si laurea in Ingegneria Meccanica nel 1950. Subito dopo rientra nelle forze armate, scegliendo la neonata Air Force (Aeronautica). Nel Marzo 1951 Grissom riceve le ali da pilota e nel Dicembre dello stesso anno viene assegnato al 75th Fighter Interceptor Squadron. Viene inviato in Corea per la guerra nel Febbraio 1952: assegnato al 334th Fighter Squadron del 4th Fighter Interceptor Wing di stanza alla Kimpo Air Base, effettua col suo F-86 Sabre 100 missioni di combattimento. Alla fine della guerra a Grissom viene data la possibilità di scegliersi la destinazione successiva: sceglie la Bryan AFB a Bryan, Texas. Qui svolge il ruolo di addestratore fino all’Agosto 1955, quando viene assegnato all’Air Force Institute of Technology a Dayton, Ohio. Nell’Ottobre 1956 entra alla scuola per piloti collaudatori della Edwards Air Force Base, California, per poi passare alla Wright-Patterson AFB nel Maggio 1957 come pilota collaudatore per il ramo velivoli da caccia.

Nel 1958, Grissom ricevette un messaggio classificato “Top Secret” che lo invitava a recarsi presso un indirizzo di Washington, D.C. in abiti civili senza discutere il fatto con nessuno. Grissom scoprì di essere uno dei 110 piloti di test militari invitati, sulla base del suo curriculum, ad un incontro informativo sul programma spaziale in generale e sul Progetto Mercury in dettaglio. Gradì molto quello che venne illustrato e, sebbene conscio della forte concorrenza, partecipò ad una serie di test psicologici e fisici (ben documentati nel film “The Right Stuff”). Il 13 Aprile 1959 gli venne ufficialmente comunicato che era stato selezionato come uno dei 7 astronauti Mercury.

Grissom prima di MR-4

Liberty Bell 7
Il 21 Luglio 1961, Grissom pilotò il secondo volo con equipaggio del Progetto Mercury, Mercury-Redstone 4, noto come Liberty Bell 7: si trattava di un volo suborbitale della durata di 15 minuti e 37 secondi (una sorta di replica del volo di Shepard). Dopo l’ammaraggio, uno dei dadi esplosivi che tenevano in posizione il portellone, esplose improvvisamente provocando l’ingresso dell’acqua nell’abitacolo. Grissom, appesantito dalla tuta, rischiò di annegare. La capsula affondò dopo pochi istanti nonostante i tentativi di un elicottero di recuperarla. L’astronauta dichiarò sempre di non avere responsabilità nell’incidente e di non aver mai fatto nulla per provocare l’apertura del portello. La NASA dopo un’indagine accurata gli diede ragione. L’apertura manuale dall’interno del portello prevedeva che l’astronauta colpisse col dorso della mano un grilletto di metallo, operazione che lasciava sempre abrasioni sulla mano dell’astronauta. Grissom non aveva nessuna abrasione. In una missione successiva Wally Schirra, deliberatamente, aprì il portellone utilizzando il grilletto e procurandosi l’abrasione. La capsula è stata recuperata nel 1999 ma nessuna prova conclusiva è stata individuata. Guenter Wendt ha scritto che secondo lui un piccolo sportello che copriva il sistema di sblocco esterno del portello è stato perso durante la missione e una delle corde del paracadute ha attivato il sistema.

Gemini 3
Visto il suo forte coinvolgimento nella fase di progettazione da parte della McDonnell Aircraft, le prime 3 capsule Gemini vennero praticamente realizzare ‘su misura’ tanto da meritarsi l’appellativo di “Gusmobile”. Purtroppo Grissom era uno degli astronauti più bassi di statura e risultò che ben 14 dei 16 astronauti assegnati al progetto non riuscivano ad entrare nella capsula e si resero necessarie tutta una serie di modifiche all’abitacolo. Sempre durante questo periodo Gus fu tra gli ideatori del controllore traslazionale multi-assiale, il controllo di direzione che venne poi utilizzato sia per Gemini che per Apollo.
All’inizio del 1964, dopo che Alan Shepard venne rimosso dal servizio attivo a causa dei suoi problemi di salute, venne assegnato a Grissom il ruolo di CDR di Gemini 3 (la prima con equipaggio). Il 23 Marzo 1965, Grissom divenne il primo astronauta a volare due volte nello spazio. La missione durò 4 ore, 52 minuti e 31 secondi e completò 3 orbite.
Come scherzo in memoria dell’affondamento della capsula nella sua precedente missione, Grissom diede il nome di Molly Brown alla Gemini 3. “The Unsinkable Molly Brown”, “L’inaffondabile Molly Brown” era il titolo di un musical in programma a Broadway. I dirigenti NASA non furono molto contenti di questa scelta, ma quando venne chiesto a Grissom e John Young di cambiare nome essi proposero Titanic🙂 I dirigenti si arresero e permisero l’uso di Molly Brown purché non venisse utilizzata nelle comunicazioni ufficiali. Ma al momento del lancio, il CAPCOM Gordon Cooper esplose in un “You’re on your way, Molly Brown!” e il nome venne utilizzato per tutto il resto del volo nel Mission Control. Dopo questo volo la NASA annunciò che non sarebbero stati più assegnati nomi alle capsule. La pratica venne ripristinata nel 1967, quando fu necessario distinguere tra CSM e LM nelle missioni che prevedevano l’utilizzo di entrambi.

L’equipaggio di Apollo 1

Apollo 1
Grissom era assegnato come CDR di Gemini 6A quando venne assegnato al Progetto Apollo e ricevere l’incarico di CDR per la prima missione con equipaggio, l’AS-204, insieme ad Ed White e Roger B. Chaffee. Il 21 febbraio 1967, durante un test considerato di routine sul Launch Pad 34 di Cape Canaveral, un incendio a bordo del CM provocava la morte dei tre astronauti. Seguì un periodo di grandi critiche per l’operato della NASA e successivamente di fervente lavoro per porre rimedio a tutti i problemi che affliggevano i veicoli Apollo e raggiungere l’obiettivo della Luna entro la fine del decennio. Grissom al momento della morte aveva il grado di Tenente Colonello, aveva un log di volo di 4600 ore, comprendente 3500 ore sui jet. Grissom è stato sepolto nella Sezione 3 dell’Arlington National Cemetery, accanto a Roger Chaffee.

Una curiosità: la stella Navi (Ivan letto al contrario) è una stella della costellazione di Cassiopea (Gamma Cassiopeiae): era una delle stelle usate dal sistema di navigazione dell’Apollo ed aveva ricevuto questo nome come scherzo proprio da Grissom. Il nome è stato confermato in seguito per onorare l’astronauta (così come quelle dedicate agli altri due membri dell’equipaggio di Apollo 1).

Grissom è morto mentre stava dando gli ultimi ritocchi al libro “Gemini: A Personal Account of Man’s Venture Into Space”. Il capitolo finale reca la data del Gennaio 1967, pochi giorni prima dell’incidente. L’editore ha dichiarato che la forma finale del libro “ha ricevuto la piena approvazione di Mrs. Betty Grissom”. La stessa Betty Grissom ha poi scritto, in collaborazione con Henry Still, il libro “Starfall”. Un racconto della vita di Grissom approvato dalla sua famiglia è presente nel libro “Fallen Astronaut” di Colin Burgess and Kate Doolan. Esiste un Virgil I. Gus Grissom Memorial Museum a Mitchell, Indiana.

2 Risposte to “Gli Uomini: Gus Grissom”

  1. Bravo, bel articolo! Un unico piccolo appunto: ti sei dimenticato del “panino” di John Young su Gemini 3 …😀

  2. E’ vero! Mea Culpa.
    Da Wikipedia: “[…] Fu oggetto di polemica con la direzione del volo il fatto che Young aveva (illegalmente) portato a bordo un sandwich. Su Gemini 3 infatti si volevano testare i prodotti di alimentazione appositamente preconfezionati. Ironicamente Grissom aveva pronunciato di partecipare a tale esperimento solo in caso che non vi fosse stato una cosa alternativa da mangiare. Young dunque stupì Grissom offrendoli un sandwich della sua marca preferita. L’oggetto della polemica fu comunque il fatto, che le briciole volavano un po’ daperttutto nell’abitacolo della capsula spaziale a causa dell’assenza di gravità. […]”
    Perdonato?🙂

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