Riflessioni per l’Ombrellone (Anno II – 1)

Landing in Tranquility Sea

Come preannunciato la settimana scorsa, mi prendo qualche settimana di relax. Quest’anno vi lascio con alcuni pensieri estratti dal documentario “The Wonder of it All”.

And you get close to the ground and you know you’re committed. You have no way out. You either land or you crash because you’re gonna get out of it. And you got the dust blowing, and the vibration and the noise, a very dynamic moment, ground is talking to you, your partner is giving you information. Lots of things are happening and you get close to surface and you shut that engine down. The noise stops, the vibrations stop, the dust is instantly gone, and you’re looking out that window and you realize you’re now seeing what has never been seen by human being.

Ti avvicini al terreno e sai che non si può tornare indietro. Non ci sono vie d’uscita. Completi l’allunaggio o ti schianti perchè ne devi uscire. E vedi la polvere sollevarsi, le vibrazioni, il rumore, un momento molto dinamico, da terra ti parlano, il tuo compagno ti passa informazioni. Succedono molte cose, ti avvicini alla superficie e spegni il motore. Scompare il rumore, si fermano le vibrazioni, la polvere si deposita istantaneamente, guardi fuori dal finestrino e ti rendi conto che stai guardando ciò che non è mai stato visto prima da un uomo.

Gene Cernan
(Apollo 17 – CDR)

2 Risposte to “Riflessioni per l’Ombrellone (Anno II – 1)”

  1. Si tratta della stessa frase che mi disse a Londra nel 2007, la ripete spesso, credo che per lui non sia possibile dimenticare quei momenti “surreali” quando credette di sognare, mentre tutto era reale.
    Gene è bravissimo a coinvolgerti e farti sentire sulla Luna con lui.
    Per molti di loro (i Moonwalkers) le frasi si ripetono spesso, ma non dovete considerarlo come un peccato, è proprio il vissuto che li porta a ripetersi, non si può uscire dalla storia.
    Gli astronauti delle missioni Apollo non sono poeti, ma piloti!

    Buone Vacanze a tutti.

  2. raghnor Says:

    Del fatto che in fondo sulla Luna ci fossero andati solo piloti collaudatori (e un geologo🙂 ) ne ha parlato anche Collins nel suo Discorso delle 100.000 miglia:

    […] È un peccato che finora la vista [della Terra] da 100.000 miglia sia stata un’esclusiva di un manipolo di piloti di test, anzichè dei leader mondiali a cui serve questa nuova prospettiva, o di poeti che possano comuncarglielo. […]

    Sono d’accordo con te sul fatto che Cernan sia uno dei migliori Moonwalkers quando si tratta di raccontare la loro incredibile esperienza.

    Buone vacanze anche a te Luigi!

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