Aloneness – La lettera di Charles Lindbergh

Lindbergh e lo ‘Spirit of St.Louis’

Nel libro di Andrew Chaikin “Voices From The Moon”, il CMP di Apollo 14 Stu Roosa ricorda che 12 uomini hanno camminato sulla Luna ma solo 6 hanno orbitato attorno ad esso in solitaria. La ‘confraternita del CMP’ è ancora più piccola di quella del Moonwalkers e non ha goduto della stessa attenzione, ma il loro ruolo è stato vitale per il Programma Apollo.

Dopo Apollo 11, Michael Collins ricevette una lettera da Charles Lindbergh, l’aviatore americano che per primo (e in solitaria) attraversò l’Oceano Atlantico nello storico volo dello ‘Spirit of St. Louis’. La lettera fu scritta sul volo Pan American 841 da Honolulu a Manila, e spedita da Manila il 28 Luglio.

Caro Colonello Collins,
le mie congratulazioni a lei per la sua affascinante, straordinaria e meravigliosamente riuscita missione; e il mio sincero grazie per il suo interessamento che mi ha permesso di avere l’invito per assistere al lancio di Apollo 11 dalla zona riservata agli astronauti. (Ci sarebbero state continue distrazioni per me nell’area VIP, tra i quali mi rifiuto di classificarmi – che terribile categoria!)
Sono stato in grado di intercettare alla televisione la parte critica della sua missione durante il mio gironzolare attorno al mondo. Ovviamente dopo che avete iniziato ad orbitare attorno alla Luna, l’attenzione della televisione si è spostata sull’allunaggio e la passeggiata. Ho visto ogni minuto della passeggiata, e certamente è stata indescrivibilmente interessante. Ma credo che lei abbia vissuto una esperienza per certi versi più profonda – le ore che ha speso attorno alla Luna da solo, e con tempo a disposizione per meditare.
Che fantastica esperienza deve essere stata – guardare dall’alto un altro corpo celeste in solitudine, come un dio dello spazio! C’è un tipo di solitudine che quelli che non hanno provato non possono comprendere – essere soli e poi ritornare nuovamente con i propri compagni. Lei ha fatto esperienza di una solitudine sconosciuta agli uomini prima. Credo scoprirà che ti fa pensare e percepire con grande chiarezza. Un giorno in futuro, mi piacerebbe sentire le sue conclusioni personali sull’argomento.
Per quanto mi riguarda, in un certo senso mi sono sentito più vicino a lei che non ai suoi colleghi astronauti che ho visto passeggiare sulla superficie della Luna.
Stiamo per iniziare la discesa verso Manila, e devo finire qui questa lettera.
La mia ammirazione e i miei saluti, Charles A. Lindbergh
Certamente sono sicuro che il suo senso di solitudine era regolarmente rotto dal Mission Control a Houston; ma ci devono essere stati degli intervalli – spero in numero sufficiente. Nel mio volo, anni fa, non ho avuto il problema di dovermi occupare delle comunicazioni radio.

Le riflessioni personali di Collins sull’argomento sono state affidate alla sua biografia “Carrying the Fire”:

“Lontano dal sentirmi triste o abbandonato, mi sono sentito veramente parte di quello che accadeva sulla superficie lunare. Lo so che sarei un bugiardo o un folle se dicessi che il mio era il posto migliore dei tre su Apollo 11, ma posso dire in verità e serenità che sono totalmente soddisfatto di quello che ho avuto […] il contatto radio con la Terra si interrompeva bruscamente nel momento in cui sparivo dietro la Luna. Ero solo allora, veramente solo, e assolutamente isolato da ogni forma di vita conosciuta. […] Se facevo il conto, il totale era di 3 miliardi più 2 persone sull’altro lato della Luna e 1 più Dio solo sa cosa da questa parte. Lo sentivo fortemente – non come paura o solitudine – ma come consapevolezza, trepidazione, soddisfazione, confidenza, quasi eccitazione. Mi piaceva come sensazione.”

Saluti a tutti dalla terra natale dei Clan Armstrong e McBean🙂

3 Risposte to “Aloneness – La lettera di Charles Lindbergh”

  1. alaskait Says:

    Ancora una volta bravo. Motivi riflessioni e commozione.

  2. FeFeSofT Says:

    Pensavo che Young con l’Apollo 10 fosse stato il primo “solitario” invece a quanto pare è sempre rimasto in contatto con i suoi due compagni, sono dovuto andare a ripassare su “Apollo: The Definitive Sourcebook” !!!

    Salutoni e sempre complimenti, molto belli anche questi articoli piu’ rivolti alle sensazioni e alle impressioni riportate dagli astronauti.

  3. raghnor Says:

    Grazie. Mi piace alternare post più tecnici ad altri che esplorino il lato ‘umano’ del Programma Apollo. Non dimentichiamoci che accanto (e dietro) alle splendide realizzazioni ingegneristiche dell’Apollo ci siamo noi, noi esseri umani con la nostra intelligenza e il nostro desiderio di spingerci oltre (“Man must explore”).

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