L’incontro con Walt Cunningham

Cunningham

Come ormai i frequentatori di questo blog sanno, sabato scorso (16 Aprile) ero a Tradate (VA) per assistere all’incontro con il Colonnello Walter Cunningham, principalmente noto come LMP di Apollo 7.

L’incontro si è svolto presso la Biblioteca Civica “Frera” ed è stato organizzato dalla Fondazione Osservatorio Astronomico di Tradate Messier 13 (meglio nota forse con l’acronimo FOAM13). È stata anche l’occasione per la presentazione del libro di Cunningham, “I Ragazzi della Luna”, recentemente resa disponibile nella traduzione italiana e che ho recensito alcune settimane fa.

L’incontro ha previsto una serie di interventi introduttivi da parte di diverse persone:

  • Roberto Crippa, Presidente FOAM13: ha fatto gli onori di casa, una breve introduzione generale sul Progetto Apollo e ha ringraziato le autorità per il supporto all’evento e all’attività della Fondazione in genere

  • Giuseppe Palumbo, Responsabile Eventi FOAM13: ho introdotto il programma dell’evento, le autorità presenti e salutato i cadetti della Scuola Militare “Teuliè” di Milano

  • Dario Galli, Presidente della Provincia di Varese e Stefano Candiani, Sindaco di Tradate: riunisco i due interventi, molto simili, principamente votati a salutare e ringraziare Cunningham e a sottolineare l’eccellenza dell’Osservatorio e del FOAM13, nonchè la collaborazione sempre attiva tra questi e gli enti locali

  • Mario Clerici, Presidente dell’Ente Parco Pineta: ha sottolineato la fruttuosa collaborazione tra l’Ente Parco Pineta (dove sorge l’Osservatorio di Tradate) e il FOAM13


Cavallaro presenta il libro

Siamo poi entrati nel vivo dell’incontro con l’intervento di Umberto Cavallaro, amico dell’astronauta e traduttore del suo libro. Cavallaro ci ha raccontato della difficile gestazione del libro e della difficoltà di trovare un editore: sono occorsi 3 anni per trovarne uno, ma poi sono bastati 6 mesi per arrivare alla pubblicazione. Ha parlato poi della forte volontà sua e dell’autore di portare a compimento l’opera perché “è un libro che merita di essere letto da tutti”, della difficoltà affrontate per la traduzione e della stretta collaborazione necessaria tra i due affinché questa fosse fedele e capace di rendere veramente il pensiero di Cunningham. Ha ricordato come la prima edizione del libro risalga ormai al 1977 e la seconda al 2006 (arricchita da ulteriori riflessioni sul programma spaziale nel periodo intercorso tra le due edizioni). Cavallaro (membro dell’Associazione Italiana Astrofili Filatelici) ha accompagnato il suo intervento con una bella presentazione arricchita da immagini delle cartoline o annulli postali (chiedo scusa, non me ne intendo) legati alle varie missioni Apollo.

Dopo un ulteriore intervento (di inquadramento storico) da parte di Palumbo, è stata la volta di Luigi Pizzimenti, in qualità di Responsabile della Sezione Astronautica del FOAM13 nonché di amico, di introdurre Cunningham: un intervento che credo abbia richiesto a Luigi una grande capacità di sintesi visto il dilungarsi dei precedenti interventi🙂 Credo sia riuscito a darci comunque i cenni biografici fondamentali, qualche curiosità (sapevate che Cunnigham conduce un talk show radiofonico?!) e sia riuscito a farci capire la durezza della selezione a cui si veniva sottoposti per diventare astronauti e l’importanza storica del volo a cui Walt ha partecipato. Credo che questo ultimo punto sia molto importante, perché spesso per i non appassionati esiste solo Apollo 11, esistono solo Neil, Buzz e (ma non sempre) Mike; invece tutte le missioni sono state essenziali e Apollo 7 (il volo della Fenice), il primo dopo il rogo di Apollo 1, ha ridato la fiducia e o slancio necessari per realizzare la visione di Kennedy.

Cunningham si prepara

E finalmente è stato il turno di Cunningham. Per la traduzione in italiano, era presente Paolo Attivissimo, noto giornalista e divulgatore che credo non richieda ulteriori presentazioni. Una prima considerazione personale: spero di arrivarci anche io a 79 anni nelle sue condizioni. Un oratore eccezionale, dotato del giusto gusto per la battuta, così come nel porre enfasi sui punti veramente importanti.
Tutto il suo discorso è stato incentrato sul descrivere cosa significasse essere astronauti negli anni 60, ma tramite alcuni confronti con la situazione attuale ci fatto chiaramente capire (e chi ha letto il libro lo sa) che non gli piace quello che il programma spaziale americano è diventato. Gli anni 60 per lui erano la Golden Age del volo spaziale, i ‘good old times’, contrapposti a quelli odierni. Credo abbia impressionato più di una persona raccontando la differenza tra la reazione agli incidenti di Apollo 1 (ancora oggi non se ne conosce la causa esatta, ma 21 mesi dopo Apollo 7 decollava) e quelli dei 2 shuttle Columbia e Challenger (cause note quasi immediatamente, ma sono passati anni prima di tornare al volo).
Il racconto della selezione ai suoi tempi e il confronto tra i requisiti fisici e ‘accademici’ richiesti per essere presi in considerazione sono stati un punto toccato. Qui c’è stato un momento divertente quando ha dato i requisiti di altezza in piedi e pollici; il povero Attivissimo si è perso nella conversione. Quando dopo qualche istante avrebbe dovuto convertire gli stessi requisiti per gli astronauti di oggi si è limitato ad un “ora gli stessi requisiti sono molto diversi”. Salvataggio in corner🙂
Walt ha ricordato di come ha vissuto il lancio di Shepard: è un episodio che trovate nel libro per cui non vi rovino il gusto di leggervelo. Vi dico solo che qualche mese dopo Cunnigham si trovò a dividere l’ufficio proprio con Shepard.
Cunningham si è giustamente mostrato orgoglioso parlando della sua missione; fondamentale per ricostruire la fiducia dell’America e della NASA, 100% degli obiettivi conseguiti, il primo dei 5 grandi passi che avrebbero portato Apollo 11 ad allunare dopo soli 9 mesi! Walt ci ha anche mostrato la foto dei tre membri dell’equipaggio appena messo piede sulla portaerei Essex, dopo l’ammaraggio: coprivano lo striscione di benvenuto in modo che sulla foto si leggeva “SEX HELL”🙂
Ha poi parlato della retribuzione dell’astronauta: 13.000 dollari. Appena selezionato si chiese “non dovrei prendere di più vista tutta la fatica che ci ho messo per arrivare qui?!” Ha ricordato come fare l’astronauta fosse all’epoca uno dei lavori migliori e probabilmente il più invidiato.
Ha voluto ricordare Pete Conrad e la frase da lui pronunciata durante Apollo 12, di come il tutto sia nato da una scommessa con Oriana Fallaci, scommessa mai pagata. Ha ricordato come tutti pensavano che Pete sarebbe stato il primo ad allunare “se non altro perché era piccoletto e visto che la NASA pagava profumatamente la Grumman per ogni riduzione di peso del LM, metterci lui al comando sarebbe stato un bel risparmio.”
Paragonando le immagini del Launch Pad 34 al momento del lancio di Apollo 7 e oggi, ha amaramente commentato “spero che non rappresenti anche lo stato della NASA ieri e oggi”
Per concludere, si è lanciato in un “Arrivederci Milano!” che ha strappato un grosso applauso in sala.

È stato poi il momento delle domande del pubblico. Di questo momento vi segnalo la risposta ad una domanda sui privati nel business spaziale e i ‘turisti spaziali’: pollice verso per entrambi da parte di Walt. Il desiderio di profitto dei privati e gli enormi costi dei programmi spaziali non vanno d’accordo secondo lui. E i ‘turisti spaziali’ non sono astronauti: “Un astronauta è una persona che si allena duramente per 24-36 mesi, anche 24 ore al giorno, per una missione di 10 giorni, una missione che pare una vacanza dopo tutto il lavoro che si è svolto.” Parole sue.

Alla classica domanda sulla sua missione, è stato divertente sentirgli dire: “Wally [Schirra] aveva il raffreddore, quindi tutti avevamo il raffreddore”, a dimostrazione di come una figura forte come quella di Schirra abbia condizionato, nel bene e nel male, tutto il loro lavoro.

Un’altro bel punto toccato è stato cosa serve per ripartire con l’esplorazione spaziale: secondo Walt i problemi più grossi sono il budget e la scarsa propensione al rischio della civiltà moderna. Per dirla con le sue parole: “Volare nello spazio era, è e sarà sempre rischioso. Oggi l’umanità vive un momento in cui non si accettano questi rischi.”

Dopo l’intervento, a Cunningham è stata consegnata la Targa FOAM13 da parte del Presidente Crippa ed è iniziata la lunga fila per farsi autografare il libro. Per quanto mi riguarda ho vissuto un simpatico siparietto: al momento di firmare la mia copia, Cunningham (che ha subito notato essere rivestita e quindi già letta) dopo aver vergato poche lettere, si è fermato perché si è reso conto che stava usando la sua ‘check signature’ (la firma da assegno, la sua VERA firma), io gli ho detto che poteva pure continuare🙂 Attivissimo ha commentato che ero in possesso di una copia autografata praticamente unica. Gli ho allora fatto notare che era doppiamente unica poiché nella mia copia mancano dalla numerazione le pagine 239/240. Ci siamo fatti una risatina, una stretta di mano e via, sotto il prossimo.

La Mostra

Vi segnalo che era possibile anche visitare una piccola mostra dedicata all’astronautica, piccola ma molto significativa e con dei pezzi esposti veramente notevoli. Vi segnalo la replica fedele della tuta di Buzz Aldrin (qualcuno potrebbe averla vista nell’ultimo video dei Negramaro), alcuni modellini di capsule e razzi (il Saturn V e l’N1 assolutamente da non perdere), molti cimeli e parti orginali (persino qualcuno della V2 di Von Braun ai tempi di Peenemünde !) e una notevole collezione di annulli postali legati al Progetto Gemini. Alle pareti una serie di pannelli pieni zeppi di informazioni tutti da leggere per farsi una bella cultura sull’argomento. Tutti i pezzi in esposizione (ad eccezione dei modelli del Saturn V e dell’N1 che appartengono alla Fondazione) provengono dalla collezione personale di Luigi Pizzimenti. La mostra resterà aperta fino al 10 Maggio 2011, non perdetela (tutte le informazioni le trovate sul sito della FOAM13).

Per chi se la fosse persa ho pubblicato ieri anche una piccola galleria di immagini (chiedo venia per la qualità, la mia piccola macchinetta non è nemmeno lontanamente paragonabile ai ‘cannoni’ che giravano in sala).
UPDATE: Un’altra galleria di immagini (di migliore qualità) è ora disponibile sul sito del FOAM13.

Concludo ringraziando Luigi per la dedica sul suo libro😉, con l’unico rammarico di non aver potuto interagire maggiormente con Cunningham (d’altronde è normale in eventi così grandi, ad ottobre a Bologna per Charlie Duke l’ambiente era molto più raccolto) e facendo i complimenti a tutto lo staff FOAM13 per un evento dall’organizzazione impeccabile e per avermi permesso di poter stringere la mano ad un altro astronauta del Progetto Apollo. Come ho avuto modo in precedenza di commentare (e non sono l’unico a pensarla così) questi ‘ragazzi’ hanno ormai tutti un’età attorno agli 80 anni (e oltre): bisogna fare tesoro di questi rari momenti di disponibilità e cercare di coinvolgere il più possibile le ultime generazioni. Una delle cose più belle della giornata è stato condividere la fila per farsi autografare il libro con un cadetto in procinto di iscriversi ad Ingegneria Aeronautica e con un padre che ha portato il figlio (non credo superasse di molto i 10 anni) a conoscere Cunningham e che rispondeva alle domande che gli poneva: a questo dobbiamo puntare per ridare slancio all’esplorazione spaziale. Non so voi ma io uno sbarco su Marte prima di uscire di scena lo vorrei vedere, visto che mi sono perso quello sulla Luna.

10 Risposte to “L’incontro con Walt Cunningham”

  1. Grazie per l’apprezzamento, cercheremo di ripeterci… anche se sarà difficile!
    Il tuo resoconto verrà linkato nella pagina dedicata all’evento. Ciao.

  2. raghnor Says:

    Nuovamente grazie a te e a tutto il FOAM13. Se ti dovesse servire qualsiasi materiale che ho pubblicato in questi 2 giorni, help yourself!

  3. FeFeSofT Says:

    Bellissimo resoconto !

    PS comunque anche a me mancano le pagine 239 e 240 !

    Salutoni e buon lavoro

  4. raghnor Says:

    Grazie. Immaginavo di non essere il solo ad aver quel problema di pagine, immagino sia comune a tutti quelli che lo hanno acquistato un po di tempo fa (io l’ho ordinato alla mia libreria di fiducia verso l’inizio di marzo).

  5. Vittorio Says:

    E, già, mancano anche alla mia copia!😛
    Ripeto: beati voi! A me piacerebbe incontrare Alan Bean, ma a meno che non vada nel suo studio a Houston la vedo dura …

  6. alaskait Says:

    Le pagine 239 e 240 mancano pure a me. Libro acquistato da amazon.it l’11 aprile 2011 con lo sconto del 35 per cento… Che sia il bug nella numerazione delle pagine la giustificazione per il maxi ribasso di prezzo? La numerazione è errata ma il testo sembra filare ugualmente. Oppure mi sbaglio?

  7. raghnor Says:

    @alaskait Anche a me sembra filare. Se qualcuno con la numerazione corretta ci dice come finisce la loro pagina 238 e come comincia la 239 lo possiamo verificare.

  8. raghnor Says:

    @Vittorio Alan Bean è anche nella mia wish list😉 Ad una delle aste di Luigi mi sono aggiudicato un poster autografato da lui con la riprobduzione di uno dei suoi meravigliosi dipinti. Purtroppo i dipinti veri sono un pó fuori portata come prezzo😦

  9. Che moglie d’oro hai, che ti lascia libero il sabato pomeriggio….

  10. raghnor Says:

    Assolutamente si! Bisognerà trovare il modo di ricompensarla adeguatamente: una cenetta romantica può andare?😉

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