Last Man on the Moon – Il Libro

La Copertina

Dopo l’overdose di dettagli tecnici del libro sull’AGC, mi sono tuffato nella biografia di Eugene Cernan, come dice il titolo del libro, l’ultimo uomo ad aver posato piede sulla Luna.

Il libro si apre con il racconto di come Cernan, Stafford e Young vennero a sapere dell’incidente di Apollo 1 durante una seduta di addestramento. Dalla voce dell’autore apprendiamo lo sgomento, le loro reazioni, il racconto dei funerali dei tre compagni caduti e la paura per la continuazione del Programma.

Dopo questa prima parte, il libro torna su binari più consueti per una biografia e Cernan dedica alcuni veloci capitoli ai primi anni della sua vita, agli studi e all’arruolamento, la vita nelle forze armate e la sua forte volontà di diventare pilota.

Già da queste pagine esce l’immagine di un Cernan ‘workaholic’ e sempre fortemente motivato ad ottenere ciò che voleva; una caratteristica di cui farà sfoggio in diverse occasioni nel corso della sua carriera, come ad esempio quando rifiuterà un assegnamento di Slayton per puntare al comando di una missione Apollo (da leggere assolutamente). Emerge però anche una persona piena di umorismo e di autoironia, perfettamente a suo agio nella tempesta sociale in cui volenti o nolenti si trovavano immersi gli astronauti e le loro famiglie.

La pianificazione delle missioni, l’allenamento, le meccaniche della selezione degli equipaggi, la descrizione dei suoi colleghi e numerosi aneddoti sulle attività al di fuori del lavoro di astronauta, … – tutto viene descritto con precisione. Cernan descrive il vivere di quegli anni come “as if I was getting off one fast-moving express train only to immediately board another”, “se scendessi da un treno espresso veloce per risalire immediatamente su di un altro.” Anche i racconti delle varie missioni sono ricche di dettagli: qui Cernan indulge maggiormente sulla sua prima missione, quella Gemini 9 caratterizzata da una faticosissima e pericolosa EVA (era solo la seconda mai tentata da un astronauta americano). Ampio spazio anche ad Apollo 10, il ‘dress reharsal’ dell’allunaggio. Curiosamente la missione su cui forse meno scrive è quella che possiamo considerare il suo fiore all’occhiello, Apollo 17.

Tra le biografie che ho letto finora, questa è quella in cui trova più spazio la storia delle compagne di questi eroi nazionali: le loro mogli. E questo è secondo me significativo delle qualità umane dell’autore. Cernan parla della moglie Barbara (da cui si è poi separato dopo la fine della ‘giostra spaziale’), della sua vita passata a crescere la figlia Tracy con un marito sempre assente e con la testa altrove, mentre in pubblico mostrava la bella facciata della perfetta “Mrs Astronaut”. Da questa esperienza l’autore ne ha tratto un grande senso dell’importanza della famiglia che ha poi riversato sulla seconda moglie, i successivi figli e nipoti.

Tra gli episodi che Cernan racconta nel libro, alcuni che mi sento di condividere con voi:

  • l’incontro con Neil Armstrong ai tempi del college (il primo e l’ultimo uomo sulla Luna hanno frequentato la stessa scuola!), e i suoi ricordi di quel ragazzo già allora schivo e di poche parole. Ricorda che quando pronunciò la sua famosa frase posando il piede sul nostro satellite, lui e gli astronauti rimasero sorpresi non dalle parole in se ma dal fatto che Neil avesse detto qualcosa!

  • l’episodio (rappresentato anche nella prima puntata della serie From the Earth to the Moon) dell’incontro segreto al Rice Hotel di Houston (dopo la selezione del suo gruppo di astronauti) a cui tutti si presentarono in abiti civili, volando con voli di linea e registrandosi con lo stesso nome: Max Peck. Una vera identità segreta da 007 …

  • il rapporto dell’autore con la guerra del Vietnam (“Good or bad it was my war”): lui e altri astronauti avrebbero voluto andarci e combattere per il proprio paese, ma Slayton cercò di dissuaderli non garantendo loro un posto al loro ritorno, e la parola fine alla discussione la pose il Pentagono: non potevano permettersi che uno dei loro eroi nazionali venisse abbattuto e peggio ancora catturato

  • il racconto della ‘segretissima’ Furlong’s Mission: mentre si trovava in viaggio con il Vice Presidente USA Ted Agnew riuscì ad incontrarsi con l’amico Skip Furlong che prestava servizio in Vietnam. Furlong venne ‘convocato’ dal Vice Presidente, convocazione che nessuno nella catena di comando del pilota si sapeva spiegare e che rimase uno dei più grandi segreti della guerra del Vietnam. Ovviamente fu grande la felicità di Skip nel trovarsi di fronte il suo vecchio amico

  • la storia della conferenza stampa per presentare le scuse per la imprecazione sfuggita a Cernan durante il volo di Apollo 10 (quando lui e Stafford andarono molto vicini a perdere la vita nel LM), scuse richieste dal Rev. Larry Poland del Miami Bible College. Cernan si prestò a questo anche se personalmente “del perdono di questo reverendo non me ne fregava nulla”

  • il dettagliato resoconto dell’incidente con l’elicottero accaduto mentre svolgeva la funzione di CMR di riserva di Apollo 14 (era il backup di Alan Shepard), incidente che mise a rischio la sua carriera ma che dimostrò il suo carattere di acciaio e la sua determinazione, sia nei tempi del recupero fisico sia nell’attribuirsi tutta la colpa dell’accaduto senza accampare inutili scuse

  • il racconto del suo rapporto con Jack Schmitt, LMP di Apollo 17, all’inizio non bene accetto perchè scienziato (e quindi un non-pilota) e inoltre subentrato per motivi politici a Joe Engle (la comunità scientifica esercitò una notevole pressione). Alla fine si dimostrò un ottimo compagno, un ottimo LMP e la mossa di portarlo sulla Luna si rivelò quella giusta
  • come era avvenuto con Apollo 12, anche per Apollo 17 l’equipaggio di backup preparò un piacevole intrattenimento a base di Playboy: nascosero nel Flight Plan (uno dei volumi contenenti le istruzioni di volo per la missione) il poster di Miss Dicembre 1972🙂

Il libro risulta piacevole da leggere, in un buon inglese, ‘sporcato’ qua e la dalle immancabili espressioni gergali (niente che un piccolo sforzo di ricerca in rete non possa risolvere). Il giudizio finale è quindi nel complesso positivo anche se personalmente penso che la biografia di Collins resti un gradino sopra.

Il libro è disponibile su The Book Depository.

16 Risposte to “Last Man on the Moon – Il Libro”

  1. Quasi tutte le biografie degli astronauti sono state “pilotate” da scrittori professionisti, giornalisti e case editrici. Quello che rende superiore il libro di Collins è il fatto che l’abbia scritto di suo pugno e che l’autore sia dotato di grande sensibilità e cultura.
    Devo dirti che anche quella di Walt Cunningham è pregevole, perchè ha il coraggio di dire come sono andate veramente le cose; a volte gli astronauti evitano di raccontare tutto per non “macchiare” la loro immagine. (ricordo che sarà in Italia dal 10 aprile prossimo).
    Anche Duke è sincero, ma c’è lo zampino di sua moglie Dotty…
    Ho praticamente tutte le biografie e i libri degli astronauti Apollo, ma purtroppo non ho il tempo di leggerle con cura (anche perchè il mio inglese lascia a desiderare) Segnalo il libro del compianto Guenter Wendt e quello di Gene Kranz, da non perdere perchè danno l’esatta fotografia del programma Apollo.

    Su Gene ci sarebbe molto da dire, lui è un vero Texano alla Bush, guascone e spavaldo, ma è anche un uomo vero che ha sempre saputo cosa voleva nella vita. Nato per camminare sulla Luna come Neil.
    Per lui sono il suo amico italiano “mafioso”. E’ anni che provo a portarlo in Italia, ma gli sponsor fanno fatica ad appoggiarmi. Io però non mollo.
    Credimi impazziresti per lui è troppo forte!

    Aspetto di leggere altre tue pillole, benefiche per la mia salute da apollomane.

  2. Il Gene di cui parlo alla fine, è ovviamente Cernan…

  3. Adesso che vado in Florida (parto sabato) devo assolutamente passare al Kennedy allo Shop per prendermi qualche libro … anche se il mio inglese è paragonabile a quello di un bimbo delle elementari o a quello di Alberto Sordi …

  4. Peccato che andrò a novembre, si poteva andare insieme.
    Divertiti! E compra un botto di libri (attento al peso, parti leggero…)
    p.s. salutami la pianta all’ingresso…;-)

  5. Ahahah, il Moon Tree ti è proprio rimasto in testa Luigi🙂 Allora ne approfitto per ricordarti che hai promesso una tua foto in ginocchio davanti alla pianta nel tuo prossimo viaggio.

    Grazie per il tuo precedente intervento. La biografia di Kranz l’ho letta e sono d’accordo al 100% col tuo giudizio, devo procurarmi quella di Guenter.
    Posso aggiungere il mio personale incoraggiamento per Gene Cernan? Bisogna portarlo in Italia a tutti i costi.
    Sono riuscito a procurarmi una copia del libro di Cunningham (la traduzione italiana) e per adesso mi sta piacendo parecchio: veramente senza peli sulla lingua. Ti prego di tenerci informati sul programma: il 10 Aprile è già una data definitiva? All’Osservatorio di Tradate vero?

    Vittorio, Buon Viaggio! (invidia, grande invidia). Ti raccomando il tour di Cape Canaveral, assolutamente da fare. Per quanto riguarda l’inglese, vai tranquillo, prenditi tutti i libri che vuoi e buttati! Se lo spazio in valigia è poco io suggerirei: How Apollo flew to the Moon (per gli aspetti tecnici delle missioni) e Carrying the Fire (la biografia di Collins per l’aspetto ‘umano’ del programma). E sono sicuro che anche Luigi ha qualche consiglio, per cui assicurati di avere abbastanza disponibilità sulla carta di credito …

  6. Con Walt siamo d’accordo che arriva in Italia il 10-11 aprile, prima tappa Torino, poi il 15 è a Milano e il 16 Conferenza e presentazione (con firma) del suo libro… Prima lo porto alla mostra che sto allestendo a Tradate.
    Vi aggiornerò.

    Per il libri da compare ci vorrebbe un baule, ma se vuoi selezionare il primo da mettere in valigia è sicuramente quello di Collins, troverai quello di Guenter (dentro c’è anche un dvd con filmati d’epoca).

    Hai già il biglietto per il lancio? Pensa che ero ospite della NASA quando hanno annullato il lancio a novembre, l’avrei visto con Cabana, Buzz, Charlie, Gene, Tom e soci…una cosa che non mi accadrà più!
    Porca miseria! (per non dire altro) Il mio invito è sempre valido ho ancora il pass, ma non posso venire.

    Se trovi una foglia caduta per terra, raccoglila con cura, sai a chi mandarla…
    Good speed!

  7. Caro Luigi, io il viaggio lo avevo programmato per vedere STS 134, che è stata posticipata. Infatti arrivo a Cocoa Beach sabato 26, la partenza originaria di STS 134 era prevista per il 27. Purtroppo (o finalmente?) lo Shuttle STS 133 decolla giovedì sera. Riguardo il giro al Kennedy c’ero l’anno scorso, ma cercherò di convincere mia moglie a tornarci anche quest’anno, magari facendo uno dei tour (“Then and Now”, per esempio) che l’anno scorso non abbiamo fatto.
    Sarei fortemente tentato di venire a vedere Walt Cunnigham (e farmi firmare il suo libro), devo capire quando tornerò come sarò con i tempi lavorativi e gli impegni extra.

  8. Buon divertimento!
    Ti aspetto per Walt…

  9. 1) Nella prima tappa di Torino, cosa farà esattamente ?
    2) Ogni tanto viene citato l’incidente di Cernan con l’elicottero, ma esattamente di cosa si tratta ? come si svolsero i fatti ?

    Saluti e grazie.

  10. Non so se la domanda è rivolta a me o al gestore, ma posso dirti che Walt a Torino presenterà il suo libro tradotto in italiano, avrà un incontro con gli studenti e le autorità cittadine, poi farà una conferenza (luogo da definire)
    Il 15 viene a Milano, il 16 sera a Tradate terrà una conferenza e parlerà del suo libro. Se vuoi partecipare segui il mio sito e avrai tutte le informazioni.

    Cernan:
    L’elicottero Bell 47, cadde il 23 GENNAIO 1971

    Come parte della sua formazione per pilotare il Modulo Lunare, Cernan volò in elicottero in varie simulazioni, al fine di mantenere le sue capacità in caso di incapacità dell’equipaggio primario (Apollo 14)

    Poco dopo le 9 del 23 gennaio 1971, Cernan decollò dalla base aerea di Patrick per un breve volo della durata di un’ora che prevedeva di
    volare a sud dalla base lungo il fiume Banana.
    Mentre sorvolava il centro del fiume, viaggiando a circa 300 metri di altitudine, Cernan continuò una graduale discesa fino a che il pattino sinistro dell’elicottero toccò l’acqua tra una piccola isola e la sponda ovest del fiume.
    Bill Quinliven, che vide lo schianto, disse che l’elicottero era in bilico a pochi centimetri sopra l’acqua quando improvvisamente precipitò con un impatto terrificante, a testa in giù e il rotore volò via!
    Dopo due o tre secondi scoppiò un incendio che causò una grande esplosione. Bruciava molto violentemente. La moglie chiamò lo sceriffo mentre nel suo binocolo vide una persona in acqua.
    Cernan quasi affogò perché non indossava un giubbotto di salvataggio e ricevette ustioni di secondo grado su viso e si bruciò i capelli.

    Terry Dickerson, 19 anni, stava pescando su una barca con la madre, e corse per aiutare Cernan, lo portarono in un porto turistico e da qui lo sceriffo si precipitò alla clinica presso la Air Force Base di Patrick
    Dickerson dichiarò: “Sembrava scosso, ma non in stato di shock o cose del genere, quindi gli abbiamo dato una giacca a vento”

    Il Dr John T. Teegan, che esaminò Cernan, disse: “condizioni generali ottime, malgrado il grave incidente, non vi è nulla per indicare qualsiasi forma di trattamento medico.”

    L’astronauta James A. Lovell, comandante della missione di Apollo 13, fu il presidente della commissione d’indagine insieme ad Alan L. Bean e altri.

    Il 18 ottobre 1971, un comunicato stampa della NASA, dichiarò: “fu un errore di valutazione nella stima della quota la causa primaria del crollo.”
    Il consiglio elencò vari possibili fattori attenuanti che possono aver contribuito la caduta, Cernan non era in grado di valutare che stava volando troppo basso… Tra queste cause vi fu una mancanza di oggetti familiari sulla superficie del fiume per aiutarlo a giudicare l’altitudine…

    James McDivitt, uno dei capi dell’ufficio astronauti chiese che a Cernan non venisse assegnato il comando di Apollo 17. Tuttavia, Cernan fu difeso dal capo degli astronauti, Deke Slayton, e ricevette il comando di Apollo 17. Sconvolto dalla decisione, McDivitt si dimise poco dopo la missione Apollo 16 nel giugno del 1972.

    A margine posso aggiunge che ne ho parlato sia con Cernan che con McDivitt. Cernan ha ammesso che fu un suo errore… probabilmente fu troppo spavaldo con qualche signorina che era sul bordo del fiume… James McDivitt è riluttante a parlarne, ma sono certo che non lo ha ancora perdonato!
    Spero di aver risposto in modo esaustivo, ma se vuoi sapere altro ti consiglio il mio libro “Progetto Apollo” permettimi un pò di pubblicità…;-)

  11. Il racconto dell’incidente fatto da Luigi è perfetto. Aggiungo solo alcuni dettagli presi dalla biografia (l’intero capitolo 25 è dedicato all’incidente):

    1. subito dopo l’incidente e una veloce visita medica, Cernan raggiunse Alan Shepard in mensa per dirgli “OK, Al, you win. It’s your flight.” Per tutto il periodo dell’addestramento, Gene aveva continuamente pungolato Shepard con la possibilità di prendere il suo posto. Dopo l’accaduto, Game Over.
    2. all’incontro successivo con Deke Slayton, Gene riconobbe di essere il solo responsabile dell’incidente. Questo sebbene Deke gli offrisse più volte la possibilità di coprire l’accaduto con un malfunzionamento del motore dell’elicottero
    3. Cernan è ancora oggi in possesso del casco che indossava quel giorno (e che venne ripescato dal fiume quel giorno da uno dei pescatori accorsi sul luogo dell’incidente): e ogni volta che lo prende in mano e guarda quel guscio di plastica deformato ed annerito, si chiede “how, and why, I survived.”
  12. …senza dimenticare che Cernan è sopravvissuto ad un’altra sciagura, nel 2001 nell’allora Cecoslovacchia l’elicottero sul quale volava cadde…
    Si vede che qualcuno lo guarda da lassù!
    Gli dico sempre che è un tipo tosto e che niente lo può abbattere.
    Very strong man!

  13. Ringrazio entrambi per le risposte, per quanto riguarda il libro si trova già nei piani di acquisto del budget 2011🙂

  14. Se lo acquisti direttamente dal mio sito sarò lieto di inserirti una dedica.
    ciao

  15. Luigi a questo punto approfitto: se vengo per Walt e farmi firmare il suo libro, mi firmi il tuo che ho già acquistato ben più di un anno fa?😉

  16. Ma certo! Walt sorriderà come quando gli ho dedicato il libro a Cape Canaveral😉

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