La Launch Umbilical Tower

LUT-1 & Apollo 11

La Launch Umbilical Tower (LUT) era una parte fondamentale del sistema di assemblaggio e lancio del Saturn V. Ha rappresentato un cambiamento notevole rispetto alle precedenti torri di lancio del programma spaziale americano. In occasione delle missioni Mercury e Gemini infatti l’assemblaggio del razzo avveniva direttamente al launch pad e la torre era parte integrante del pad stesso. Per l’Apollo invece l’assemblaggio avveniva all’interno del VAB: il razzo veniva posto ed assicurato sopra la MLP (Mobile Launch Platform), di cui la LUT era parte integrante; il tutto veniva poi trasportato al pad tramite i crawler.

La LUT permetteva l’accesso alle parti più importanti del razzo durante le attività di manutenzione precedenti al lancio. Era alta 137 metri, dipinta di un rosso brillante, era dotata di 18 piattaforme, servite da due ascensori ad alta velocità ed ad essa erano collegate 9 braccia mobili (Service Arms) che si connettevano al Saturn V. Le prime due piattaforme erano a distanza di 10 mt (30 ft) l’una dall’altra, le successive a 6 mt (20 ft). Si faceva riferimento ad ogni piattaforma usando la sua altezza, ‘level 30’, ‘level 220’, etc. Attraverso le Service Arms passavano le condutture per il riempimento dei serbatoi dei vari stadi e le connessioni elettriche. Il braccio più alto terminava nella White Room, la piccola camera sospesa che dava accesso al portello di ingresso del Command Module. Questo era il regno del compianto Guenter Wendt. In cima alla LUT si trovava una gru in grado di ruotare a 360 gradi e capace di spostare pesi fino a 25 tonnellate.

Vennero costruite 3 LUT (LUT-1, LUT-2 e LUT-3), tra Luglio 1963 e Marzo 1965. La Reynolds, Smith, and Hills di Jacksonville progettò la struttura e la Ingalls Iron Works di Birmingham, Alabama vinse la gara d’appalto per la realizzazione. La parte più difficile da progettare e realizzare furono le Service Arm; vennero progettate dalla Brown Engineering Company di Huntsville insieme alla Theodor A. Poppel’s Launch Support Engineering Division. La Brown arrivò ad impiegare 250 persone che realizzarono 5000 schemi tecnici e 11000 pagine di specifiche tecniche. Ci si scontrò con problemi derivati dal fatto che nessuno aveva mai costruito prima un dispositivo simile (una caratteristica comune a quasi tutte le parti del puzzle Apollo!); le richieste della NASA cambiavano continuamente; e la complessità era notevole. Ad esempio in un singolo braccio potevano arrivare a passare 24 cavi elettrici del diametro di 50 mm e 44 condutture dai 12 ai 25 mm di diametro; il braccio doveva essere ampio abbastanza da permettere il passaggio di una jeep (anche se non sarebbe accaduto mai!); il peso medio era di 22 tonnellate e alcune di esse, al momento del lancio, dovevano sganciarsi e spostarsi velocemente lontano dal razzo per poi smorzare il loro movimento senza cozzare violentemente contro la LUT (per evitare danni). Le braccia vennero costruite dalla Hayes International Corporation di Birmingham, Alabama.

Ognuna della braccia aveva una sua specifica funzione:

  1. S-IC Intertank (Preflight (1)). Permetteva il riempimento / svutoamento dei serbatoi dell’LH2 e LOX. Era possible riconnettere questo braccio (era controllato dall’LCC, Launch Control Center). Tempo di ritiro: 8 secondi. Tempo di riconnessione: 5 minuti.

  2. S-IC Forward (Preflight). Forniva la connessione ai sistemi pneumatici, elettrici e dell’aria condizionata per il primo stadio. Veniva retratto a T-16.2 secondi (16.2 secondi prima del lancio). Tempo di ritiro: 8 secondi.

  3. S-II Aft (Preflight). Permetteva l’accesso al veicolo. Si ritirava prima del liftoff.

  4. S-II Intermediate (Inflight). Permetteva il trasferimento di LH2 e LOX, forniva la connessione ai sistemi pneumatico e a quello di raffreddamento della strumentazione. Tempo di ritiro: 6.4 secondi.

  5. S-II Forward (Inflight). Permetteva lo sfiato dell’LH2 e le connessioni ai sistemi pneumatico ed elettrico. Tempo di ritiro: 7.4 secondi.

  6. S-IVB Aft (Inflight). Permetteva il trasferimento di LH2 e LOX e forniva la connessione ai sistemi elettrico, pneumatico e dell’aria condizionata. Tempo di ritiro: 7.7 secondi.

  7. S-IVB Forward (Inflight). Permetteva la ventilazione dei serbatoi, forniva le connessioni ai sistemi elettrico, pneumatico e dell’aria condizionata. Tempo di ritiro: 8.4 secondi.

  8. Service Module (Inflight). Forniva la connessione ai sistemi dell’aria condizionata, elettrico, pneumatico e del liquido di raffreddamento. Tempo di ritiro: 9.0 secondi.

  9. Command Module Access Arm (Preflight). Permetteva l’accesso al CM tramite l’environment chamber (meglio nota come la White Room). Era un braccio controllato manualmente dall’LCC. Veniva portato in un posizione ‘di parcheggio’ (si discostava di 12° dal CM) a partire a T-43 minuti, e veniva retratto completamente a T-5 minuti. Dalla posizione di parcheggio era possibile riportarlo velocemente a ridosso del CM in modo da permettere una evacuazione di emergenza (gli astronauti raggiungevano la LUT, da qui si assicuravano ad un cavo di acciaio e si lasciavano scivolare fino a terra).

LUT-1 & ASTP

La LUT-1 venne modificata al termine del programma lunare per supportare i successivi voli Skylab, che vennero effettuati con i Saturn IB, razzi a due stadi. Una piattaforma (detta “Milk Stool”) venne installata per innalzare il razzo e riutilizzare le braccia che servivano l’S-IVB, il SM e il CM nel Saturn V. Le altre braccia vennero modificate per supportare il diverso primo stadio (S-IB).

FSS & STS-1

Al termine del Progetto Apollo, dopo il volo ASTP (Apollo – Soyuz Test Program), le 3 LUT ebbero destini diversi. Le LUT-2 e LUT-3 vennero modificate ed adattate per il Programma Shuttle: i due terzi superiori della struttura vennero installati stabilmente al pad (a formare la FSS, Fixed Service Structure) e venne collegato ad essi la nuova struttura di servizio rotante (RSS, Rotating Service Structure). La gru soprastante venne lasciata nella sua posizione ed utilizzata ancora fino alla metà degli anni 80, quando venne rimossa e sostituita da una gru mobile. Quando guardiamo lo Shuttle pronto per decollare, quello che vediamo attorno ad esso è quindi in parte ancora materiale del Progetto Apollo.

L’area del KSC usato
come deposito della LUT-1

Ben più triste destino è toccato invece alla LUT-1: alla fine dell’ASTP la NASA la smantellò e riutilizzò solo la MLP. Nel Gennaio 1983, l’ente spaziale annunciò l’intenzione di demolirla completamente e rivendere il metallo. E pensare che delle 3 LUT era quella che rivestiva la maggior importanza storica: era stata utilizzata per Apollo 4 (il primo lancio di un Saturn V), Apollo 8 (la prima missione con equipaggio a raggiungere la Luna), Apollo 11 (il primo allunaggio), tutti i voli dello Skylab e il volo Apollo/Soyuz (prima missione congiunta russo-americana). Nel 2004 la LUT-1, che giaceva ancora nella Industrial Area del KSC in stato di abbandono, venne definitivamente ridotta a pezzi, nonostante la creazione di un comitato che cercò fino all’ultimo di recuperarla per farne il monumento storico che essa effettivamente è. Altre tristi immagini (del 2003) le trovate qui.

Solo due parti di questa storica torre hanno avuto sorte migliore. Il ‘level 340’, completato dalla gru, fa bella mostra di se nel Saturn-V / Apollo Center. La White Room è stata restaurata per essere utilizzata nella realizzazione della miniserie “From the Earth to the Moon”: il problema è che ora non si sa dove si trovi. Io proverei nel giardino di Tom Hanks …

(1) Preflight indica le braccia che venivano retratte prima del lancio; Inflight quelle che si sganciavano al momento del liftoff.

4 Risposte to “La Launch Umbilical Tower”

  1. Vittorio Says:

    Io proverei nel giardino di Tom Hanks …
    … o in quello di Ron Howard!😀

  2. Giusto. Meglio non tralasciare anche il ‘compagno di merende’😀

  3. FeFeSofT Says:

    Combinazione in questi giorni pensavo proprio che mi sarebbe piaciuto un articolo sulla LUT ed ecco, come per magia, che spunta proprio un articolo sulla LUT🙂

    Ma esiste anche un’altra struttura forse piu’ grande della LUT, la si vede in parecchie fotografie, a cosa serviva di preciso ?

    In ogni caso grazie e rinnovo i complimenti, ormai alla Domenica mattina tr@nquillity base è un appuntamento fisso !!!!

  4. Ammetto di essere in grado di leggere nel pensiero🙂

    Ti riferisci probabilmente alla MSS (Mobile Service Structure). Non dirlo a nessuno … sarà l’argomento del post di domenica prossima … ssshhhhhh😀

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