The Apollo Spacecraft (7) – Il Lunar Module (3a Parte)

Lo schema esploso dell’Ascent Stage

L’ASCENT STAGE
L’Ascent Stage (AS) era la parte abitata del LM e veniva utilizzata per la risalita dalla superficie lunare e per il rendezvous con il CSM rimasto ad orbitare attorno al nostro satellite. Era unita al Descent Stage tramite 4 punti di ancoraggio che venivano recisi tramite piccole cariche esplosive al momento della separazione; lo stesso avveniva per tutti i collegamenti elettrici ed idraulici tra le due parti del modulo lunare.

Struttura
L’AS poteva essere considerato il centro di controllo del LM ed era costituito da 3 parti principali: il compartimento per l’equipaggio, la sezione mediana e lo scomparto per l’equipaggiamento. Il compartimento per l’equipaggio e la sezione mediana costituivano la cabina, che aveva un volume complessivo di 6.65 metri cubi. La struttura era realizzata in lega di allumino; per realizzare i punti di ancoraggio era stato invece utilizzato il titanio. La realizzazione aveva fatto uso di tecniche derivate dalla produzione aeronautica. I pannelli erano trattati chimicamente per ridurre il peso. Ganci meccanici tenevano insieme le varie parti e dove possibile si provvedeva anche alla saldatura per minimizzare le perdite d’aria e di pressurizzazione. Una resina epossidica (un polimero termoindurente) veniva usata per sigillare ulteriormente le giunture. La struttura di base includeva anche il supporto per il motore di ascesa (APS), per i propulsori dell’RCS e per diverse antenne. L’intera struttura veniva poi avvolta con un rivestimento termico e con lo scudo per i micrometeoriti.

La costruzione dell’Ascent Stage (1)

L’abitacolo
L’abitacolo occupava la parte frontale dell’AS; era di forma cilindrica (profondo 1.06 mt per 2.33 mt di diametro). Il CDR occupava il posto a sinistra; il LMP quello a destra.
Per permettere una migliore visione verso il basso, la parte frontale dell’abitacolo era inclinata in avanti. In questa area si trovava il pannello di controllo principale, i sistemi di ritenuta degli astronauti (che volavano in posizione eretta), i due finestrini frontali (quello del CDR era dotato dell’LPD, il Landing Point Designator) e un finestrino per la manovra di docking sopra la testa del CDR. Ognuna delle postazioni era dotata di un controllo di assetto, un controllo di traslazione, un controllo di spinta del motore e dei braccioli regolabili. Al centro della parte frontale, in basso si trovava il Portello Frontale (vedi sotto).
Il pavimento dell’abitacolo (che misurava 91 x 134 cm) era provvisto di una serie di strisce di velcro non infiammabili; l’altra parte del velcro si trovava sulle suole delle scarpe degli astronauti e servivano a fornire un punto di ancoraggio durante il volo in microgravità.
Il pannello di controllo permetteva di controllare, monitorare ed osservare il funzionamento di tutti i sottosistemi di bordo. Il pannello era organizzato in modo tale che entrambi gli astronauti fossero in grado di pilotare il LM. I pannelli erano inclinati per migliorare la leggibilità.
Il pannello era suddiviso in diverse sezioni:

  • 6 pannelli erano posti di fronte alle postazioni di volo e contenevano i principali indicatori e comandi necessari per pilotare il LM. I due pannelli in alto – uno per ogni postazione – si trovavano al livello degli occhi. I due pannelli mediani erano posti al centro tra le due postazioni ed erano condivisi. I rimanenti due pannelli erano posizionati di fronte alle postazioni di volo (uno per ciascuna di esse): quello del CRD conteneva i sistemi di controllo dei motori, delle luci e il timer di missione (indicante il MET, Mission Elapsed Time, il tempo trascorso dall’inizio della missione); quello del LMP conteneva l’importantissimo sistema di navigazione di riserva, l’AGS (Abort Guidance System)

  • 3 pannelli erano posti alla sinistra del CDR: un pannello con 5 file di interruttori in alto, un pannello di controllo delle comunicazioni audio e dei dispositivi pirotecnici al centro e un pannello in basso con una serie di indicatori dei parametri orbitali

  • 3 pannelli erano posti alla destra del LMP: un pannello con 4 file di interruttori in alto, un pannello con i controlli del sistema elettrico al centro e un altro pannello di controllo dei sistemi di comunicazioni in basso

I pannelli erano montati su sitemi di attenuazione delle vibrazioni. Gli interruttori sui pannelli erano inclinati rispetto alla visuale in modo che una banda bianca applicata su di essi era visibile quando l’interruttore era aperto.

Il Portello Frontale
Il portello frontale veniva usato per permettere agli astronauti di uscire dall’AS in corrispondenza della gamba del Descent Stage dotata della scaletta e avere quindi l’accesso alla superficie. Era di forma quadrata con un lato di circa 81 cm; veniva aperto verso l’interno della cabina pressurizzata e un chiavistello lo manteneva chiuso. La pressurizzazione della cabina lo manteneva premuto contro una guarnizione, assicurando la chiusura e il mantenimento della pressione stessa. Una manopola era presente su entrambi i lati del portello per agire sul chiavistello. Per poterlo aprire era necessario depressurizzare completamente la cabina tramite una valvola di sfogo posta sul portello stesso (questa valvola era utilizzabile anche dall’esterno del portello). Era presente anche un filtro antibatterico da installare sulla valvola di depressurizzazione, da installare prima di aprirla per evitare che eventuali contaminanti presenti nell’aria della cabina fuoriuscissero.

(Continua)

Colgo l’occasione per augurare a tutti i miei 4 lettori un

Felice Anno Nuovo!!!

The Apollo Spacecraft
Il CM (1a Parte) Il CM (2a Parte)
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Il LM (1a Parte) Il LM (2a Parte)
Il LM (3a Parte) Il LM (4a Parte)

13 Risposte to “The Apollo Spacecraft (7) – Il Lunar Module (3a Parte)”

  1. FeFeSofT Says:

    Dal lettore numero 5🙂
    Tanti cari auguri all’autore di questi bellissimi post e ai rimanenti 4 lettori🙂

  2. Vittorio Says:

    E anche dal lettore 6😀 bel post e auguri a tutti!

  3. Tanti auguri e complimenti per il sito!

  4. Buon Anno anche da parrte mia.

  5. Io invece ho una domanda: che tipo di trattamento chimico riduceva il peso dei pannelli?
    Grazie e ciao.

  6. raghnor Says:

    Ottima domanda Giangi: il procedimento viene chiamato, nella documentazione ufficiale della NASA relativa al LM, chemical milling (che tradurrei in fresatura chimica). La descrizione migliore che ho trovato è quella dell’Enciclopedia Britannica: […] in chemical milling the metal is removed by the etching reaction of chemical solutions on the metal […]

  7. Per fedeltà mi ritengo uno dei 4 eh!😉
    Buon anno anche a te e grazie per i tuoi bellissimi articoli!

  8. Alberto Says:

    Complimenti per il lavoro svolto.
    Sono gia’ un vostro fan.

  9. E Noi, Serenissime Maesta’ del Blog ti ringraziamo per il tuo omaggio … Scherzi a parte (per adesso sono l’unico autore), grazie per l’apprezzamento. Come ho gia’ avuto modo di ripetere, questi sono i commenti che mi spronano a continuare questa avventura.

  10. Paolo Attivissimo Says:

    typo ripetuto: ascend –> ascent🙂.

  11. raghnor Says:

    Holy Cow! Che figura …
    Grazie Paolo, è un onore averti come membro del Comitato Editoriale😉

  12. IVAN Airoldi Says:

    Ciao Ragnor,
    Volevo rivolgerti una domanda.
    Mi risulta che nell’arco delle missioni Apollo verso la luna siano stati utilizzati, se non vado errato, 9 LEM. Sai se tra quest ci fosse qualche differenza strutturale?

  13. Ciao Ivan, scusami per il ritardo nella risposta. Si può tranquillamente affermare che non ci sono stati 2 LM uguali. Ognuno di essi incorporava modifiche derivate dall’esperienza delle missioni precedenti (un esempio, i sensori del livello carburante del descent stage sono stati modificati almeno un paio di volte dopo Apollo 11 per ottenere letture più attendibili) oppure è stato modificato per migliorarne le performance (ad esempio i miglioramenti fatti per i LM delle missioni di tipo J, caratterizzate da una più lunga permanenza sulla superficie lunare). Per differenza strutturale immagino tu ti riferisca a grosse modifiche al progetto iniziale: sinceramente non ne ricordo. Magari qualche altro lettore del blog ne sa qualcosa in più.

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