The Wonder of It All – Film

La copertina del DVD

Ho ricevuto la segnalazione dell’esistenza di questo documentario da Alberto, un visitatore del blog, via mail all’inizio di Agosto. Complici le vacanze lontane dal computer e l’agenda dei post già definita, la visione e questa recensione sono slittate fino ad oggi.
Il documentario è del 2007, dura 82 min ed ha un sito ufficiale. Il regista è Jeffrey Roth.

Un aspetto importante di questo documentario, che lo differenzia da altre pellicole come In the Shadow of the Moon, è che qui la scena è tutta per gli astronauti: tutto il film è basato sulle interviste che Alan Bean, Charlie Duke, John Young, Buzz Aldrin, Edgar Mitchell, Gene Cernan, Harrison Schmitt (in rigoroso ordine sparso) hanno rilasciato al regista.

La sequenza iniziale è una ripresa di parte della Terra con una Luna che a poco a poco sorge da dietro di essa, il tutto accompagnato da una carrellata di spezzoni audio tratti da quel periodo (Kennedy che parla della crisi di Cuba, la notizia dell’intensificarsi dell’impegno americano in Vietman, la morte di MLK … e naturalmente il classico “I believe that this nation should commit itself …”): una bella idea per inquadrare storicamente il momento del progetto Apollo. A completare questa parte c’è un intervento di Cernan in cui ricorda che per comprendere la sfida lanciata da Kennedy occorre contestualizzarla in quel periodo storico (gli anni 60), con i russi che avevano lanciato lo Sputnik e poi Gagarin (primo uomo in orbita) dimostrando la loro superiorità, il Vietnam, le contestazioni nei campus, la morte dei principali leader (MLK e poi lo stesso Kennedy) ed altri eventi.
Il film risulta poi organizzato in piccoli capitoli, identificati da brevi titoli come Choosen o Fear o The Moon e in ciascuno di essi viene trattato un diverso argomento (Choosen per esempio è la parte dedicata al come e al perchè proprio su queste persone sia caduta la scelta).

Altri momenti in ordine sparso del film che vale la pena citare:

  • Cosa volevano fare gli astronauti da bambini? Beh per la stragrande maggioranza i piloti di aereo e nessuno di loro immaginava di poter un giorno volare nello spazio. Unica eccezione Harrison Schmitt: il suo sogno era quello di diventare un ranger, una guardia forestale a caccia di incendi dall’alto della sua torretta nel mezzo del bosco! In questa parte del film in particolare (ma anche in altri frangenti) vengono mostrate le foto degli astronauti da bambini, o durante l’adolescenza, nel periodo dell’accademia militare o dell’università.

  • L’idea dell’astronauta nel periodo immediatamente precedente al periodo della Corsa allo Spazio? Ovviamente Buck Rogers o Flash Gordon!

  • il commento di Young al discorso di Kennedy: la parte che gli piacque di più e che lo convinse a presentare domanda per la NASA fu il riferimento al “[…]return […] safely to the Earth. […]”🙂

  • Alan Bean era convinto che il suo lavoro di pilota collaudatore fosse il migliore al mondo finchè non vide il volo di Shepard con la Mercury: “[…] era andato più in alto e più veloce di quando io non avessi mai fatto, e facendo molto più rumore![…]”. Grande Bean!

  • il racconto di Charlie Duke del momento in cui un problema con l’SPS di Casper mise in dubbio l’allunaggio di Apollo 16. Il suo viso che tradisce ancora la tensione di quei momenti mentre li ricorda, così come la gioia alla comunicazione “You’re go for landing”. Una breve menzione alla colonna sonora che in questo punto fornisce una sottolineatura bellissima, ma che per tutto il film svolge il suo lavoro egregiamente: un lavoro quasi minimalista ma dà sempre l’atmosfera giusta nel momento giusto.

  • i racconti del tempo speso sulla Luna che invariabilmente comprendono il fatto che vi fosse poco tempo per fare i turisti, guardarsi intorno o riflettere su quello che stava loro accadendo (Mitchell ricorda che alla fine la loro permanenza costava circa 1 milione di dollari al minuto!). Le checklist e il Controllo Missione tenevano sempre loro il fiato sul collo.

  • sempre a proposito del periodo storico, Aldrin ricorda come anche nella gloria della prima uscita pubblica (per ritirare un premio presso un’università) ci furono momenti di tensione: lui, Neal e Mike vennero accolti da un gruppo di studenti che li apostrofarono con slogan di protesta e lanciarono loro delle uova. E questo perchè rappresentavano l’establishment, il governo che mandava uomini sulla Luna ed altri a morire in Vietnam.

  • il racconto schietto e sincero dei problemi che Aldrin ebbe dopo Apollo 11 e dopo la fine della carriera di astronauta (alcolismo e depressione), problemi che in in parte erano insiti nella sua famiglia: la madre si suicidò poco tempo prima di Apollo 11 e secondo Buzz parte della responsabilità va imputata alla paura della popolarità che sarebbe seguita alla missione del figlio.

  • Jack Schmitt cerca di rispondere ad una domanda classica, che probabilmente si sono sentiti rivolgere molte volte: “Se possiamo andare sulla Luna, perchè non possiamo _____ (metteteci quello che volete)?”. E la sua risposta è che si può con la giusta tecnologia e con giovani uomini e donne sufficientemente motivati. Gene Cernan si allinea sullo stesso pensiero quando afferma che l’eredità dell’Apollo è stata che niente è impossibile. John Young preferisce soffermarsi su quello che sarebbe potuto essere, quando afferma che si aspettava di andare sulla Luna per crearci una presenza stabile e che sicuramente il mondo sarebbe stato migliore se l’avessimo fatto.

La parte finale in cui agli astronauti viene chiesto come vogliono essere ricordati nella storia, varrebbe da sola ‘il prezzo del biglietto’: ne esce il ritratto di uomini, non eroi, ma uomini che sono stati protagonisti di uno dei più grandi eventi della storia e pur avvertendo la necessità (sempre più stringente visto l’avanzare dell’età) di darne ogni giorno una viva testimonianza, sono rimasti semplici; e per semplici cose vogliono essere ricordati.

Giudizio finale: se fosse possibile dare 6 stelle lo farei. Per quanto mi riguarda si tratta di dell’opera migliore tra quelle già recensite in precedenza su questo blog.

Il DVD (o se preferite il Blue-Ray) è disponibile tramite il solito Amazon.

3 Risposte to “The Wonder of It All – Film”

  1. gianni Lovato Says:

    Paradossale che io, qui negli USA, abbia appreso l’esistenza di quesyo film da un appassionato Italiano.
    Grazie per la segnalazione comunque; “The Wonder of it all” sarà uno dei miei prossimi film visti da Netflix

  2. Beati voi Gianni che negli States avete Netflix. Qui da noi per film del genere esistono solo la via legale (acquisto via Amazon) o quella illegale (muli e torrenti vari). Facci sapere una volta che lo hai visto il tuo parere.

  3. massimo Says:

    L’ho visto anche io questo film, l’avevo trovato tempo fa sul web cercando qua e la’… bello, come anche “In the shadow of the Moon”, che forse e’ un po’ piu’ suggestivo, piu’ costruito.
    Molto interessanti entrambi, comunque, e un ottimo esercizio per l’inglese…

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