Le Tracking Station (2) – Goldstone

Goldstone – Apollo Station nel 1969

Il Goldstone Deep Space Communications Complex (GDSCC) si trova nel Deserto Mojave in California, a circa 45 miglia (72 Km) dalla città di Barstow. È gestita dalla ITT Corporation per conto del NASA Jet Propulsion Laboratory, era parte dell’MSFN (Manned Space Flight Network) ai tempi del Progetto Apollo, ed è oggi parte della NASA Deep Space Network. Viene identificata con l’acronimo GDS.

Nel complesso Goldstone ci sono diverse stazioni e ogni stazione porta il nome della prima missione che ha supportato:

  • La Pioneer Station è stata la prima ad essere costruita nel 1958 ed è stata chiusa nel 1981. Nello stesso anno è stata inserita nella lista degli U.S. National Historic Landmark.

  • Nel 1960 è stata aggiunta la Echo Station, inizialmente impiegata per le missioni Echo. I satelliti Echo sono stati i primi satelliti sperimentali per telecomunicazioni della NASA. Ciascuno di essi non era altro che un grosso pallone metallizzato che rifletteva passivamente i segnali inviati da un punto della Terra verso un altro punto

  • Nel 1964 venne aggiunta la Mars Station, dotata di un’antenna da 64 metri e utilizzata inizialmente per le missioni Mariner

  • La Apollo Station venne aggiunta nel 1966 per costituire insieme a quelle di Fresnadillas e Honeysuckle Creek la nuova rete di stazioni dotate di antenne da 26 metri di diametro necessarie al progetto. Diversamente da queste, la stazione Goldstone Apollo è ancora operativa. Ha supportato tutto il programma Apollo, dalla missione senza equipaggio Apollo 4 nel Novembre 1967 fino all’ammaraggio di Apollo 17 nel Dicembre 1972

La Pioneer Station fu scelta per installare la stazione USB secondaria per l’Apollo (lo stesso ruolo rivestito da Tidbinbilla per Honeysuckle Creek). La Pioneer Station si trova a circa 3 miglia a nord della Apollo Station in una conca tra le colline per ridurre l’effetto delle radiofrequenze prodotte da altri apparati.

Le console di Goldstone

Per tutta la durata del Progetto Apollo, la Apollo Station di Goldstone forniva copertura durante i voli utilizzando il personale in due turni da 12 ore. Poichè le stazioni Unified S-Band (USB) erano due (Primaria e Secondaria) c’erano 4 gruppi di tecnici che si alternavano.
Il gruppo assegnato alla stazione primaria era composto di 12 persone (che prendevano il nome dall’apparato su cui lavoravano):

  • 4 tecnici Receiver-Exciter
  • 1 tecnico S-band Power Amplifier
  • 1 tecnico Ranging/Timing
  • 1 tecnico Antenna Position Programmer / Tracking Data Processor
  • 2 tecnici Signal Data Demodulator System (responsabili anche per la Air to Ground console)
  • 1 tecnico Antenna Servo
  • 1 Systems Monitor operator
  • 1 USB Lead Engineer (il capo turno)

Il gruppo che lavorava alla stazione secondaria era di sole 10 persone: i ruoli erano gli stessi del personale della stazione primaria, tranne per l’assenza delle due risorse SDDS.

Goldstone – Apollo Station oggi

Ai nostri giorni la Goldstone Apollo Station ha 3 antenne a disco da 34 metri di diametro (beam-waveguide), l’antenna X-Y da 26 metri usata nel Progetto Apollo (successivamente modificata), una seconda antenna X-Y da 9 metri (proveniente da Guymas, Messico) e un’altra antenna da 10 metri.

Le antenne a Goldstone sono state usate nel corso degli anni anche come radiotelescopi per progetti scientifici come: la mappatura delle quasar e delle altre sorgenti radio celesti; la mappatura radar dei pianeti, della Luna, delle comete e degli asteroidi; l’identificazione di comete e asteroidi che possono potenzialmente impattare la Terra; e altri ancora.

“Goldstone has the bird”
È una tradizione ormai consolidata quella di ritenere che questa frase venne usata per confermare che il primo satellite americano, l’Explorer I aveva raggiunto l’orbita terreste. Ma Goldstone non era operativa al tempo dell’Explorer I, siamo quindi di fronte ad un caso di misquoting (una citazione errata, per parlare come mangio🙂 ). La vera frase fu “Gold has it”. E ‘Gold’ non era l’abbreviazione di Goldstone ma il codice utilizzato per designare una stazione temporanea nella Earthquake Valley del deserto Anza-Borrego.

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