4 chiacchiere con Jim e Fred

Fred Haise (a sinistra) e Jim Lovell

Questo post extra nasce dalla graditissima segnalazione da parte di elteo79 di un video su Vimeo in cui compaiono Jim Lovell e Fred Haise, rispettivamente CDR e LMP di Apollo 13.

Si tratta di un video relativo alla partecipazione di Lovell e Haise ad un evento organizzato dalla Astronaut Scholarship Foundation il 6 Novembre 2009 al Kennedy Space Center. La Astronaut Scholarship Foundation è stata fondata dal primo gruppo di astronauti (i Mercury Seven) allo scopo di garantire che gli Stati Uniti mantengano la loro posizione di leader nell’esplorazione spaziale e nella tecnologia ad essa collegata supportando i migliori studenti nell’ambito della scienza e dell’ingegneria.

Il video si divide in tre momenti fodamentali:

  • Lovell spende inizialmente più di 10 minuti a raccontare la storia di un serbatoio di ossigeno … quello che è esploso su Apollo 13. Racconta le origini del problema, risalendo fino a 6 anni prima del lancio quando un fornitore non rispettò una delle specifiche tecniche. Non entro nei dettagli qui perchè mi sono già ripromesso di dedicare un post all’argomento (a chiusura del mini ciclo su 13).

  • Haise va a raccontare il ‘dopo-esplosione’, i primi momenti coincitati, le prime ipotesi e le prime catastrofiche risultanze. Niente di particolare in questa parte del filmato: ciò che l’ex astronauta racconta lo si trova più o meno anche in altre fonti.

  • Una piccola sessione finale di ciò che gli anglofoni chiamano Q & A (Questions & Answers), ovvero lo spazio per le domande del pubblico. E qui qualche battuta ci scappa.

Viene chiesto a Haise se veramente, come mostrato nel film di Ron Howard, lui e Swigert ebbero un battibecco legato all’incidente (una specie di accusa sottointesa da parte di Haise che Swigert avesse fatto qualcosa di sbagliato). Haise nega assolutamente e imputa la scena al bisogno degli sceneggiatori di creare un pò di tensione. Sottolinea anche che nel film viene mostrato Swigert che fa alcuni calcoli a mano determinando che la loro rotta li porterà ad avere un angolo di rientro in atmosfera troppo acuto (col rischio di bruciare); questi calcoli non è possibile farli a mano. Li avrebbe potuti fare l’AGC (il computer di bordo) ma era spento per risparmiare energia elettrica, come il resto dei sistemi di navigazione. Ci si affidava al Mission Control e ai controllori di volo per queste verifiche.

La prima domanda per Lovell credo che se la sia sentita fare milioni di volte: cosa ha provato quando ha capito che non avrebbe camminato sulla Luna?

“Il primo pensiero? WHY ME?! (Perchè io?!) Non poteva succedere prima ad Apollo 12 o dopo ad Apollo 14?!”

Dopo la battuta (ma non troppo :)), Lovell torna serio e ricorda che senza la stretta collaborazione tra equipaggio e Mission Control loro non sarebbero qui a parlare.

Ancora Haise risponde sulla scelta di effettuare un rientro con Free Return Trajectory anzichè un abort diretto (ne ho parlato anche io nel post di domenica scorsa). È stata una scelta basata sull’incertezza sulla condizioni dell’SPS (il motore del CSM). La scelta corretta, secondo Haise, visto che sono sopravvissuti🙂

La parola torna a Lovell: invita scherzosamente i futuri astronauti in viaggio verso la Luna a ‘pianificare’ simili incidenti nel viaggio di andata, quando il LM sarà a pieno carico di carburante, ossigeno etc. Proprio come è successo a loro.

Ringrazio ancora elteo79 per la segnalazione.

9 Risposte to “4 chiacchiere con Jim e Fred”

  1. Grazie mille a te, ero veramente curioso di sapere cosa dicessero questi “simpatici vecchietti”🙂
    Continuando sui paragoni con il film penso anche che l’accensione del motore per aggiustare la traiettoria di rientro nell’atmosfera, fatta “a vista” dagli oblo, sia stata un po’ meno concitata! O mi sbaglio?

  2. Per quello che ho trovato io direi di no. Apollo 13 ha effettuato 4 correzioni di rotta: 3 utilizzando il DSP (il motore del LM) e una utilizzando l’RCS del LM (i ‘razzetti’ che controllano l’assetto). La prima poco tempo dopo l’esplosione duro’ circa 30 secondi e fu possibile sfruttare le informazioni del sistema di navigazione del CSM; scopo della accensione fu di riportare la capsula su una traiettoria di ritorno libero. La seconda accensione (chiamata PC+2, ovvero 2 ore dopo il pericintio o perilunio o periselenio :)) utilizzando il DSP per quasi 4 minuti e mezzo e per l’allineamento venne utilizzato il sole; non mi sembra di ricordare scene del film relative a queste prime due accensioni. Un’altra accensione della durata di soli 14 secondi venne effettuata piu’ avanti utilizzando il DPS e allineandosi con il limite visibile dell’atmosfera della Terra (che credo sia quella rappresentata nel film). Infine un piccolo aggiustamento con l’RCS di circa 21 secondi. Questo e’ quello che ho trovato io, ma non sono in possesso del libro da cui e’ tratto il film (Lost Moon), scritto da Lovell; e’ nella mia lista dei desideri🙂

  3. elteo79 Says:

    Grazie della risposta e scusa se leggo solo ora.
    Sono sbalordito dalla professionalità che con cui gestisci questo blog, hai mai pensato di scrivere un libro? Se decidessi fai conto di averne già venduta una copia! Ma io sono un caso patologico, in questo periodo sto già leggendo il libro di Pizzimenti e penso che non mi stancherei mai di leggere qualcosa sull’argomento.

  4. E’ solo una passione che ho pensato di portare in rete. Mi fa piacere sapere che non sono solo.
    Sono cosi’ professionale ed informato che nemmeno sapevo di Pizzimenti e del suo libro. Vedro’ di porre rimedio a questa mancanza.
    E quindi sono ancora in debito con te di una segnalazione🙂

  5. Caro elteo79, mi farebbe piacere sapere cosa pensi di libro Progetto Apollo.
    Luigi

  6. …dimenticavo mentre Fred e Jim parlavano ero seduto di fronte a loro.
    Che giornata memorabile: a mezzogiorno con loro due e la sera con Alan Bean e Dick Gordon insieme all’adorabile moglie del compianto Pete.
    A novembre vado a trovarli se qualcuno si vuole aggregare il Team Dedalus
    è aperto a tutti.

  7. raghnor Says:

    Invidia …🙂
    Se qualcuno vuole avere altre ottime ragioni per invidiare Luigi, vi invito a visitare la pagina dedicata al Team Dedalus sul suo sito http://www.collectionspace.it.
    Visto che c’eri spero potrai confermare che il mio resoconto non contenga troppe castronerie.

  8. Vittorio Says:

    …A novembre vado a trovarli se qualcuno si vuole aggregare il Team Dedalus…
    No cioè tu mi dici che hai conosciuto e rivedrai i miei idoli di Apollo 12?
    Non invidia, di più … e purtroppo a Novembre la vedo dura aggregarmi …😦

  9. Scusate il ritardo di qualche mese… ma casualmente mi sono imbattuto in questa pagina.
    Ripensando a quei giorni, mi rendo conto di essere stato un privilegiato, forse fortunato, sicuramente ostinato. Nessuno ti regala nulla, se vuoi conoscerli devi andare da loro, inseguirli…l’età avanza e le loro apparizioni diventano rare.

    Un paio di giorni fa mi ha scritto Freddo (Haise) per salutarmi e fare due considerazioni su mio libro che gli ho dedicato a novembre. Era a pescare e mi ha invitato?! Non mi dilungo sul rapporto che si è creato, posso dirvi che è almeno un anno che provo a convincerlo di venire mio ospite in Italia.. (mai dire mai!)

    Tornando a quel giorno, ovviamente le domande erano abbastanza scontate, infatti mi sono astenuto dal farne durante il pranzo e il breve incontro, anche perchè Jim lo avevo incontrato pochi minuti prima che iniziasse e avevamo scherzato un pò (ho anche il video mentre parla a me e a pochi altri cronisti presenti)

    Lui è un tipo ironico, ma sotto sotto la malinconia per il mancato allunaggio è sempre presente…anche la piacevole Marylin comprende il dolore che ha dovuto sopportare il marito.

    Freddo è come se fosse rimasto a quei giorni terribili e nello stesso tempo esaltanti, lui che doveva camminare due volte sulla Luna, ha perso tutto! Ha perso anche lo Space Shuttle dopo aver pilotato Enterprise sulla terra durante i test. La sua malinconia è enorme come enorme è la sua preparazione sui vari veicoli e sui computer di bordo (sembra uno qualsiasi, ma vi assicuro dava la paga a molti)

    Ci sarebbe molto altro dire.
    Nel mio sito trovate schede sui vari anniversari e i miei incontri con gli uomini del programma apollo, solo la mancanza di tempo mi vieta di scrivere molto altro su di loro, ma prometto, un giorno lo farò.
    (anche se una piccola anticipazione ve la siete beccata in Progetto Apollo)
    Il materiale in mio possesso tra ore di filmati, fotografie ed interviste basterebbe per fare un film. Chissà?

    Vi informo che da quest’anno sono stato nominato (e di questo ringrazio la Fondazione nella figura del suo Presidente Roberto Crippa)
    Responsabile per la sezione Astronautica della Fondazione FOAM13 Osservatorio di Tradate, il programma di lavoro è vasto: Creare un Museo dell’Astronautica,(abbiamo già la struttura messa a disposizione dal Comune di Tradate) portare astronauti per degli incontri, gestire un serie di conferenze, e molto altro ancora.
    Nella squadra c’è anche Luigi Bignami grande divulgatore scientifico che si occuperà dei rapporti con i media. (quindi seguite gli eventi che inseirò nel mio sito e in quello del FOAM13:
    http://www.foam13.it/ORGANIGRAMMA.htm

    Un saluto a tutti gli appassionati
    Divulgare sempre. Mollare mai!
    Luigi

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