I nomi dei CSM e dei LM

Una tradizione diffusa tra i militari è sempre stata quella di dare dei nomi ai propri mezzi e magari realizzare dei disegni per rappresentare se stessi, le proprie preferenze e la propria missione. Poichè i primi gruppi di astronauti erano composti principalmente da elementi provenienti dalla forze armate, fu naturale vedere questa usanza applicata al programma spaziale. Nella storia del programma stesso il capitolo dei nomi delle capsule è un capitolo particolare. Dal programma Mercury fino alle missioni lunari Apollo, agli astronauti venne ripetutamente permesso, poi vietato, poi nuovamente permesso, etc. di ‘battezzare’ le capsule. Spesso il processo che portava alla scelta risultava essere una vera battaglia tra l’equipaggio e i responsabili al quartier generale della NASA.

– Mercury –
Nei voli Mercury l’equipaggio era formato da un solo astronauta, a cui spettava quindi l’onore di trovare un nome per la capsula secondo la tradizione militare. Alan Shepard fu il primo e scelse il nome Freedom 7. La scelta del numero 7 fu dettata dal fatto che si trattava della capsula nr. 7 – la settima prodotta dalla McDonnell Aicraft. Si diffuse però la versione che il 7 stava ad indicare il numero di astronauti nel primo gruppo e siccome l’idea piacque tutte le successive capsule videro aggiunto il 7 al proprio nome. Per la missione successiva, Gus Grissom scelse Liberty Bell 7, ispirato dalla forma della capsula. Per il nome della prima missione orbitale americana, John Glenn mise al lavoro tutta la sua famiglia e decise alla fine per Friendship 7, un nome che bene esprimeva il suo pensiero sul programma. Carpenter scelse Aurora 7 per il suo volo: per il significato celeste e per motivi personali (era parte dell’indirizzo della casa in cui visse la sua infanzia). Wally Schirra scelse Sigma 7 ad indicare la “somma di molte parti” (lo sforzo comune di molti per il programma). L’ultima missione Mercury fu Faith 7, anche in questo caso espressione dello spirito del programma secondo l’astronauta Gordo Cooper.

– Gemini –
Con l’esordio della capsula Gemini e il passaggio ad un equipaggio di due astronauti venne anche l’idea di creare una toppa (mission patch) rappresentativa della missione. La prima missione con equipaggio vide Gus Grissom lottare per dare nome alla propria capsula Molly Brown, tratto dal musical di Broadway “The Unsinkable Molly Brown” ovvero “L’Inaffondabile Molly Brown”; Grissom voleva così esorcizzare in maniera scherzosa l’esito del suo precedente volo Mercury, quando alla sua Liberty Bell 7 dopo l’ammaraggio era saltato via in maniera inspiegabile il portello di accesso, causando l’affondamento della capsula e il quasi annegamento dello stesso astronauta. Alla NASA erano preoccupati per la loro immagine e questo humor non si sposava molto bene con le loro idee. Grissom la spuntò comunque alla fine e il nome Molly Brown venne usato in tutte le comunicazioni durante il volo.
La NASA fu così seccata dell’accaduto che non venne più permesso di battezzare le capsule per il resto del programma Gemini. Venne però permesso agli equipaggi di creare le mission patch. I primi furono gli astronauti di Gemini 5. ma anche in questo caso non senza discussioni (rappresentava un carro dei pionieri con la scritta “8 days or bust”, in riferimento alla durata della missione).

– Apollo –

Missione Equipaggio Nome del CSM Nome del LM
Apollo 9 McDivitt
Scott
Schweickart
Gumdrop Spider
Apollo 10 Stafford
Young
Cernan
Charlie Brown Snoopy
Apollo 11 Armstrong
Collins
Aldrin
Columbia Eagle
Apollo 12 Conrad
Gordon
Bean
Yankee Clipper Intrepid
Apollo 13 Lovell
Swigert
Haise
Odissey Aquarius
Apollo 14 Shepard
Roosa
Mitchell
Kitty Hawk Antares
Apollo 15 Scott
Worden
Irwin
Endeavour Falcon
Apollo 16 Young
Mattingly
Duke
Casper Orion
Apollo 17 Cernan
Evans
Schmitt
America Challenger

Tutte le missioni dopo Apollo 8 (per la quale Jim Lovell avrebbe voluto dare al Saturn V il nome “Columbiad”, in ricordo del cannone usato nel noto romanzo di Verne “Dalla Terra alla Luna”) utilizzarono il LM. Per evitare confusione, durante le operazioni in cui CSM ed LM erano separati, venne deciso di dare un nome distintivo ad entrambe le capsule. A partire da Apollo 9, la scelta venne nuovamente affidata agli astronauti. Il Command Module Pilot (CMP) venne investito del compito di scegliere il nome per il CSM (in virtù del fatto che avrebbe volato da solo attorno alla Luna durante l’allunaggio). Il Comandante (CDR) e il Lunar Module Pilot (LMP) ebbero il compito di decidere il nome del LM che avrebbero guidato fino alla superficie lunare.

Per Apollo 9 vennero scelti “Gumdrop” (CSM) e “Spider” (LM). Il primo fu scelto poiché la capsula arrivò a Cape Kennedy imballata in una plastica blu simile all’incarto delle gomme da masticare. Il secondo per la forma del LM, simile ad un ragno.
A dimostrazione che lo humor era ancora presente nel corpo degli astronauti, per Apollo 10 vennero scelti “Charlie Brown” (CSM) e “Snoopy” (LM), nome dato anche ad un premio della NASA dedicato al personale (lo Snoopy Award).
Per Apollo 11 vennero considerati nomi in coppia,tra cui “Romeo” e “Juliet”, ma tutte le proposte vennero rigettate dalla NASA. Alla fine vennero scelti “Columbia” (CSM), con riferimento alle opere di Verne, e “Eagle” (LM), con riferimento alla mission patch che rappresentava un’aquila in fase di atterraggio sulla Luna.
Pete Conrad scelse “Intrepid” per il LM di Apollo 12 e “Yankee Clipper” sembrò un nome adatto per il CSM guidato da un equipaggio composto interamente da elementi della Marina.
Per Apollo 13, venero scelti “Odissey” (CSM), e mai nome fu più adatto visto l’andamento della missione🙂, e “Aquarius” (LM), per via della popolare canzone del musical di Broadway “Hair” (“The Age of the Aquarius”).
Il nome della località e dell’aereo del primo volo a motore dei fratelli Wright, “Kitty Hawk” venne scelto per il CSM di Apollo 14; il LM invece prese il nome da una delle stelle usate per la navigazione, “Antares”.
Per l’equipaggio interamente proveniente dalla US Air Force (l’Aereonautica militare) di Apollo 15, la scelta del nome per l’LM cadde su “Falcon” (la mascotte dell’Arma). Il CSM prese il nome della nave del Capitano Cook, “Endeavour”.
Un altro personaggio dei cartoni animati venne scelto per il CSM di Apollo 16, “Casper” il fantasmino (il CMP Mattingly lo scelse ispirandosi all’aspetto ectoplasmatico degli astronauti nelle prime riprese delle EVA lunari). La costellazione di Orione, “Orion” (il Cacciatore), venne usata per il LM.
Gran finale con Apollo 17: il CSM prese il nome di “America”, il LM quello di “Challenger” come la nave che 100 anni prima aveva posto le fondamenta della moderna oceanografia (HMS Challenger).

L’usanza di permettere agli astronauti di dare dei nomi alle capsule è stata formalmente interrotta a partire dal progetto Skylab. I nomi degli Shuttle sono stati decisi dalla dirigenza della NASA.

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