Se il Sole Muore – Libro

A mio padre
che non vuole andar sulla Luna
perché sulla Luna
non ci sono fiori né pesci né uccelli.
A Teodoro Freeman
che morì ucciso da un’oca
mentre volava per andar sulla Luna.
Ai miei amici astronauti
che vogliono andar sulla Luna
perché il Sole potrebbe morire.

La Copertina

Avevo già citato questo libro (datato 1965) quando avevo recensito l’altro libro della Fallaci, Quel Giorno sulla Luna. Entrambi sono frutto del periodo cha la giornalista passò in America per vivere la Corsa allo Spazio dalla parte americana (la parte sovietica non era esattamente pubblica e disponibile🙂 ).

Tutto nasce da una discussione che la giornalista ha col padre, dubbioso sull’utilità dei viaggi nello spazio; la Fallaci decide di fare un viaggio negli USA allo scopo di conoscere i personaggi coinvolti nella corsa americana e capire quali siano le motivazioni che li spingono ad andare sulla Luna e magari riuscire a spiegarle al padre.

All’interno del libro troviamo le interviste da lei fatte agli astronauti, agli scienziati, ai medici impegnati nell’impresa ma anche quelle ad autori di fantascienza (da non perdere, all’inzio dl libro, quella con Ray Bradbury) e alcune figure che oggi definiremmo ‘futurologi’ (visionari che vedevano l’inizio di una nuova fase dell’umanità, fatta di tecnologia e viaggi spaziali su Marte da li a pochi anni).
Tramite le sue vicissitudini facciamo la conoscenza di Dick Slayton, di John Glenn; viviamo il suo rapporto speciale, da ‘fratelli’, con Pete Conrad e Theodore Freeman (a cui dedicherà il libro, anche in seguito alla sua tragica scomparsa); scopriamo il lao umano di questi ‘nuovi eroi’ (per lo meno di quelli che lo mostrano); scopriamo le impressionanti prove a cui si sottopongono.
Ma il libro vive anche di momenti autobiografici: i ricordi della Fallaci bambina durante la guerra che riemergono dal confronto con astronauti che nel loro passato hanno combattuto in Italia (fra tutti Slayton) o con tecnici di origine tedesca come Von Braun o Ernst Stuhlinger (il cui tentativo di parlare italiano provocherà una reazione emotiva non da poco alla giornalista ma tutto poi si risolverà in un altro degli incontri da ricordare di questo libro).

È interessante come per tutto il libro la posizione della Fallaci oscilli tra l’entusiasmo piú assoluto per il programma spaziale e l’assoluta convinzione che sia il padre ad avere ragione.

Tra i momenti piú divertenti del libro non posso non citare il racconto del padre dell’autrice che si mangia il cibo degli astronauti (deidratato in buste di plastica) che questa si era portata a casa come ricordo. Con successiva richiesta alla NASA di averne altro …
E come dimenticare il suo primo giro di interviste e lo scontro con Il Burocrate (così chiamato, senza specificare un nome) che aveva preparato l’incontro con 8 astronauti per un massimo di 10 minuti per incontrare ciascuno di essi! E Il Cerimoniere, che la accompagnava e dettava i tempi (“Stop! Stop! Tempo scaduto! Stop!”)
E la storia delle Tartarughe, di cui trovate una spiegazone nella biografia di Wally Schirra?

Un ottimo libro insomma che permette di capire cosa sono stati gli anni del Boom Spaziale negli Stati Uniti (e forse un pò in tutto il mondo). Un libro che offre la possibilità di vedere al di la dei razzi e delle capsule, gli uomini che hanno reso possibile la prima ‘puntatina’ al di fuori del nostro pianeta.

Il libro può essere acquistato su IBS.

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