Bye Bye Constellation

Ieri, 1 Febbraio 2010, l’Amministratore della NASA Charles F. Bolden Jr. ha presentato il budget per il periodo 2011 – 2015 dell’agenzia spaziale americana preparata in accordo con il President Obama.

La notizia forse più eclatante è la cancellazione del Programma Constellation che aveva visto svolgersi solo pochi mesi fa il primo volo di test, l’Ares I-X. Devo dire che la mia prima reazione è stata di vero disappunto e delusione: affidavo a questo programma la possibilità di poter essere diretto testimone di un nuovo sbarco sulla Luna.

Poi però ho cercato di approfondire l’argomento documentandomi tramite il sito della NASA e altre fonti su internet, oltre a riflettere su quella che è l’attuale situazione, americana e internazionale: quelli che seguono sono un po di ‘pensieri sparsi’:

  • Non siamo di fronte ad una drastica riduzione del budget, che anzi viene incrementato di 6 miliardi di dollari. Siamo semmai di fronte ad una ridefinizione degli obiettivi della NASA
  • Assistiamo all’apertura ai privati per il servizio di trasporto persone e merci in orbita terrestre. Ci si affiderà insomma a servizi privati (per la prima volta nella storia dell’esplorazione spaziale americana) per i viaggi da e verso la ISS
  • Vengono previste maggiori risorse per le esplorazioni robotiche che tante soddisfazioni hanno dato nel recente passato e nel presente (Spirit ed Opportunity, LRO, LCROSS)
  • Verranno destinati fondi all’educazione (programmi di collaborazione con scuole e università), alla ricerca in campo aereonautico (per progettare velivoli migliori e rispettosi dell’ambiente), missioni di ricerca astrofisica, planetaria, sul Sole
  • Una grossa fetta verrà investita nella ricerca per i razzi e i sistemi di propulsione di prossima generazione da utilizzare per le future missioni
  • Aumenteranno i fondi per le ricerche sulla Terra e il suo clima
  • Sono previsti fondi per estendere l’utilizzo della ISS fino al 2020 e per garantire la conclusione del programma dello Shuttle ed assicurare una transizione tranquilla al personale impegnato in esso. La stessa che viene garantita, tramite un apposito finanziamento, a chi era impegnato nel Progetto Constellation
  • Fino qui i punti nel budget. A livello più generale, la situazione internazionale attuale non è più paragonabile a quella degli anni 60 e della Guerra Fredda. Non esiste più la necessità per una singola nazione di ‘mostrare i muscoli’ (a parte per qualche motivo di orgoglio nazionalistico ma ci tornerò più avanti)
  • Ormai tutte le imprese vengono condivise da un gruppo di lavoro internazionale che vede la cooperazione di molti paesi: l’Europa, gli USA, gli antichi rivali della Russia (quante cose sono cambiate dall’Apollo – Soyuz del 1975!). L’ISS è li in orbita con i suoi equipaggi misti a dimostrazione di ciò
  • Obama non ha mai nascosto, anche a livello di programma che avevamo a suo tempo esaminato che quelle sopra elencate fossero per lui le nuove priorità per l’ente staziale
  • Inoltre Obama non ha mai fatto mistero della sua idea che esistono nella sua visione priorità maggiori del programma spaziale per gli USA: una riforma sanitaria che garantisca assistenza a tutti, gli interventi a favore dell’occupazione, la necessità di interventi profondi nella istruzione pubblica, … Tutto questo era ben chiaro nel suo programma durante il periodo elettorale. E la convinzione di questo Presidente è che senza queste cose, tornare sulla Luna entro il 2020 sarebbe solo un qualcosa di fine a se stesso
  • Alle voci che sicuramente si alzeranno nell’opinione pubblica americana e nel Congresso per opporsi a questo budget in nome dell’Orgoglio Americano, alla necessità di riaffermarsi della Potenza Americana sui nuovi protagonisti dello spazio, Cina e India, io mi sento di ribadire la mia convinzione che i problemi elencati nel punto precedente sono molto più importanti ed urgenti per l’immagine che il mondo, e prima ancora l’America stessa, avrà di questa grande nazione

Per chi volesse cimentarsi con l’inglese per approfondire (e magari aprire una bella discussione a riguardo), vi rimando al testo del Budget della NASA per il FY2011 e il testo del discorso dell’Amm.re della Nasa Bolden

“La Terra è la culla dell’umanità, ma chi passa tutta la sua vita in una culla?” – K. Tsiolkovsky

2 Risposte to “Bye Bye Constellation”

  1. L’emozione del primo uomo sbarcato sulla luna è stata unica e irripetibile.
    Perdonatemi la banalità degli esempi…un po’ come la prima volta col compagno della nostra vita, come la prima sbronza, la prima vacanza da soli, il primo scudetto vinto sul campo dall’Inter dopo 17 anni (quelli dopo sono stati pura routine :D)….
    Credo che se anche l’uomo tornerà a mettere piede sulla luna niente potrà eguagliare la magia, l’emozione, lo stupore, la convinzione di aver compiuto l’inimmaginabile, provati in quell’irripetibile 20 luglio 69. E’ un déjà vu.
    La conquista dello spazio o il consolidamento di quanto già conquistato avverranno con mezzi diversi, con strumenti diversi, con finalità diverse.
    Si evolve l’universo e si evolve quello che gli gira intorno.
    Perché escludere a priori che il primo robottino che sbarcherà su chissà quale pianeta o che scoprirà chissà quali cose finora sconosciute non possa sorprenderci o stupirci esattamente come se al suo posto ci fosse un uomo?
    Se non si tratterà di piede umano, sarà comunque un piede (o un cingolo) robotico creato da mente e mano umana.
    Una proiezione di noi stessi comunque.

  2. Come ho già detto, l’ epoca dell’ Apollo è stata
    unica ed irripetibile. A quell’ epoca c’era una
    visione unitaria che collegava il progrsso
    scientifico a quello sociale. Oggi non è più
    così, viviamo in un’ era di decadenza, i progressi
    scientifici non sono percepiti come un miglioramento
    delle condizioni di vita per tutti gli uomini. Quando Bush
    propose la sua “visione” che riproponeva il ritorno
    sulla Luna rimasi molto scettico. Ora ho la riprova che
    il mio scetticismo è confermato. Forse una base abitata
    sulla Luna avrebbe prodotto un’ esperienza che poteva
    rivelarsi preziosa per l’ umanità. Ma mi rendo conto che
    nella nostra epoca questo è impossibile. Forse accadrà
    in occasione del centenario del Programma Apollo, cioè
    tra mezzo secolo.

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