I Tindallgrams

Un Tindallgram

Howard Wilson “Bill” Tindall, Jr. fu un ingegnere e poi un manager della NASA. Fu uno dei primi esperti di meccanica orbitale, collaborò al calcolo delle traiettorie nel Progetto Mercury e alla pianificazione delle tecniche di rendezvous per il Progetto Gemini. Nel Progetto Apollo, Tindall rivestì il ruolo di Chief of Apollo Data Priority Coordination: suo compito era quello di determinare le regole e le procedure operative per utilizzare correttamente tutti i sistemi delle capsule Apollo (primari e di backup); investigare le capacità e i limiti dei vari sottosistemi, valutando la loro accuratezza; determinare le informazioni da mostrare sugli strumenti nelle capsule e a terra. Secondo Gene Kranz, Tindall

“è stato il principale artefice di tutte le tecniche che abbiamo utilizzato per scendere sulla superficie lunare.”

Tindall era conosciuto per il tono colloquiale e divertente dei suoi memorandum, noti praticamente a tutti con il nome di Tindallgrams, memorandum unici all’interno del Programma Apollo. Uno degli aspetti principali dei Tindallgrams era la loro schiettezza: “Erano fantastici”, come ebbe a dire Jerry Bostick (Apollo FIDO) “Non contenevano cagate [bullshit nell’originale], tutte quelle chiacchiere burocratiche.” Qualcuno provò anche ad imitarlo ma tutti abbandonavano presto lo sforzo.

Nessun altro, a parte Tindall, in una comunicazione ufficiale della NASA avrebbe mai definito il cambiamento di velocità richiesta da una capsula come “teensy weensy” [“Estremamente piccolo”]. Oppure avrebbe intitolato un memorandum “Vent bent, descent lament!” oppure “Let’s move the recovery force a little” o “Something about ascent from the moon”. Nessun altro allo stesso livello gerarchico di Tindall si sarebbe permesso di definire “incredibile” una proposta fatta da un top manager della NASA, procedendo poi a smontarla pezzo per pezzo.

Uno dei Tindallgrams, che catturò l’attenzione dei membri del Mission Control team riguardava i termini usati dai flight controller dopo l’allunaggio: “Dopo l’allunaggio GO significa ‘rimanere’ sulla superficie, e NoGO significa abortire la missione e ripartire? Credo che la convenzione Go / NoGo dovrebbe essere cambiata in Stay / No Stay o qualcosa del genere. Chiamatemi ‘Zia Emma’ [la buona vecchia zia pignola e precisina :)]. Tindallgrams come questo, arricchiti con humor, una grammatica ‘particolare’ e alcune ‘rivelazioni personali’ centravano sempre il problema, li portavano all’attenzione dei vari team e proponevano soluzioni. Quasi sempre venivano poi convertiti in nuove procedure, cambiamenti al piano di volo e al gergo usato nelle conversazioni.

I Tindallgrams erano il risultato di riunioni che Tindall gestiva, riunioni tra astronauti, controllori di missione, ingegneri, fornitori, e altre parti in causa (in uno dei meeting più grandi vennero radunati un centinaio di persone), per rivedere i dettagli delle tecniche utilizzate nelle missioni e riconciliare i disaccordi.

Bill Tindall

Tindall era convinto che l’unico modo, per risolvere i conflitti tra così tanti interessi contrastanti, era quello di mettere tutti in una stanza e lasciare che combattessero per la propria causa. Tindall pensava che la cosa che interessava alla gente era di essere ascoltata, ancora più che sentirsi dare ragione. Quando qualcuno lanciava un’idea, Tindall apriva la discussione, considerandole sempre seriamente ma allo stesso tempo scartando velocemente quelle pessime. Le idee venivano poi migliorate nel corso del confronto senza che l’ego di nessuno venisse urtato. Secondo Tindall il vero segreto di queste riunioni era che la gente non si limitava a sedersi li e chiacchierare: “Tutti sapevano che stavamo prendendo delle decisioni, li, ora.”

Secondo Dave Scott:

“Tindall controllava l’andamento del meeting dando ai partecipanti l’opportunità di parlare, e lavorava per raggiungere un accordo. Quindi prendeva una decisione e diceva ‘raccomanderò questo al management. Qualcuno ha delle forti obiezioni?’ E la persona che aveva perso il dibattito poteva dire, ‘Si, non funzionerà!’ Allora Tindall diceva ‘OK, perfetto. Proseguiremo in questo modo e se non funzionerà, torneremo qui e lo rivedremo, ma oggi prendiamo questa decisione.’ Ci furono ottime discussioni e ognuno poteva sempre alzarsi e dire la sua. Ma lui faceva in modo che ci si muovesse sempre verso una qualche direzione. Essendo lui stesso un brillante ingegnere, riusciva a non restare impantanato in sterili discussioni. Penso che Tindall sia stato una delle chiavi del successo di Apollo per il modo in cui ha fatto lavorare insieme le persone, forzandole a comunicare tra di loro sui problemi più complessi. Era veramente bravo in questo. Portava le persone ad esporre le proprie argomentazioni di fronte a tutti.”

Tra l’Ottobre del 1967 e il primo allunaggio (Luglio 1969), vennero messi insieme 8 grandi raccoglitori di Tindallgrams. Questi raccoglitori, suddivisi per le fasi della missione e completati con ulteriori dati tecnici entrarono a far parte del materiale a disposizione dei controllori: il GUIDO Gran Paules li aveva con se durante la discesa di Apollo 11.

Kranz invitò Tindall a sedere con lui durante il primo allunaggio nel MOCR: Tindall, che è sempre stato modesto, inizialmente rifiutò ma di fronte all’insistenza del Flight Director cedette. Dopo il successo di Apollo 11, alla festa post-missione, i membri del Flight Control Team, diedero a Tindall il titolo di Flight Director onorario, assegnandogli il colore grigio (Gray team). Il suo colore è stato poi ritirato, come quello di molti altri Director, e la targa in sua memoria si trova al muro del terzo piano dell’MCC (Mission Control Center).

Una interessante collezione di Tindallgams (in formato PDF) può essere consultato sul sito CollectSpace, un sito molto ben fatto e dedicato alla storia dell’esplorazione spaziale e alla collezione di memorabilia spaziali.

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