Il Letto Volante

L’LLTV superstite

O più precisamente il “flying bedstead”, il “telaio del letto volante”, era il nomignolo con cui ci si riferiva a due veicoli sviluppati dalla Bell Aerosystems durante il Progetto Apollo: l’LLRV (Lunar Landing Research Vehicle) e il suo successore l’LLTV (Lunar Landing Training Vehicles). Scopo di questi due veicoli era quello di fornire una valida simulazione delle dinamiche di volo del LM durante l’allunaggio per permettere agli astronauti di allenarsi.

Lo schema tecnico dell’LLRV

Per entrambi i veicoli la struttura era la stessa: erano veicoli a decollo verticale costituiti da una struttura tubolare in alluminio e senza superfici portanti (ali, eliche …) che sfruttavano un singolo motore di jet montato su una struttura giroscopica in modo da puntare sempre sulla verticale. La potenza del motore era calibrata in modo da annullare l’effetto dei 5/6 del peso del veicolo (simulando così il comportamento del mezzo nella gravità lunare pari ad un sesto di quella terrestre). 2 motori secondari regolavano la velocità di discesa e i movimenti orizzontali. Una serie di 16 piccoli razzi montati a coppie e alimentati a perossido d’idrogeno fornivano la direzionalità sulla falsa riga di quello che poi avrebbe fatto l’RCS (Reaction Control System) sul vero LM. Una seconda serie di razzi (safety backup rocket) fornivano la funzionalità di stabilizzazione in caso di eiezione d’emergenza (entrambi i veicoli erano dotati di un sedile eiettabile stile jet).


Specifiche (LLRV)

Equipaggio  1 pilota
Lunghezza  6.85 m
Larghezza  4.6 m
Altezza  3.05 m
Peso a secco  1138 kg
Peso a pieno carico  1712 kg
Motore  1× General Electric CF-700-2V jet
 19 kN di spinta
Motore secondario  2 motori al perossido d’idrogeno
 2,200 N di spinta ciascuno
Velocità Massima  40 mph
Altitudine max di servizio  1800 m
Velocità max in ascesa  17.9 m/s
Autonomia  10 minuti

L’LLRV fu il prototipo testato presso il NASA Dryden Flight Research Center, alla Edwards Air Force Base, California. Il successo dei due prototipi realizzati portò alla realizzazione di 3 LLTV, utilizzati poi dagli astronauti presso il NASA Manned Spacecraft Center a Houston, Texas (il predecessore del NASA Johnson Space Center). Dei 5 veicoli costruiti, 3 andarono distrutti in altrettanti incidenti: il 6 Maggio 1968 con Neil Armstrong come pilota; l’8 Dicembre 1968 con Joe S. Algranti; e il 29 Gennaio 1971 con Stuart M. Presen. In tutti e tre i casi i piloti sopravvissero grazie al sedile eiettabile.
L’LLTV superstite (il NASA 952) dall’Agosto 2004 è esposto nell’atrio del Building 2 del NASA Johnson Space Center (è quello riprodotto nelle immagini a corredo di questo post).

La cabina di pilotaggio

L’LLRV/LLTV aveva due modalità di volo. Nella modalità “Basic” il giroscopio che reggeva il motore era bloccato in posizione verticale. Nell’altra modalità, il “Lunar Sim Mode”, il giroscopio era libero di ruotare e il motore veniva mantenuto orientato verso il centro di gravità (indipendentemente dall’orientamento del resto del veicolo), permettendo al veicolo di inclinarsi liberamente fino agli ampi angoli necessari realmente nella gravità lunare per ottenere determinate velocità di traslazione. Al di là del brutto aspetto, il veicolo era dotato di un incredibilmente sofisticato insieme di sensori e sistemi computazionali. Il compito di questo sistema non era quello di alleviare il carico di lavoro per il pilota (come un pilota automatico) nè per garantire maggiore sicurezza. Doveva solo garantire l’illusione di volare con il LM tramite un mix di aumento della stabilità e ricalcolo della accelerazione verticale basata sulla costante gravitazionale lunare attarverso azioni correttive istantanee. L’LLRV era in grado persino di controbilanciare in pochi millisecondi colpi di vento improvvisi che avrebbero guastato l’impressione di volare senza aymosfera. Donald “Deke” Slayton disse che non esisteva una maniera alternativa di simulare un allunaggio che offrisse le stesse caratteristiche dell’LLRV/LLTV.

Il CDR di Apollo 12, Pete Conrad, ricorda che

“(L’Amministratore della NASA) Dr. Gilruth era spaventato a morte dall’idea che un LLTV potesse causare un incidente mortale. E quindi chiedeva a tutti quelli che ritornavano dalla Luna ‘Pensi sia necessario volare con l’LLTV?’ E l’idea che io e Neil avevamo – e credo avessero anche tutti gli altri – era ‘Si, bisogna continuare ad esercitarsi con l’LLTV’ Ma poiché avevamo già avuto 3 incidenti e un solo veicolo rimasto, il Dr. Gilruth chiese ogni quanti voli avessimo avuto un incidente. Risultò un incidente ogni 260 voli. Servivano ancora 240 voli per completare il piano di allenamento; appena Gene Cernan [CDR di Apollo 17] ebbe terminato l’ultimo volo d’addestramento, il veicolo venne inviato allo Smithsonian perché nessuno sarebbe stato più autorizzato ad usarlo vista la paura del Dr. Gilruth. E quindi fummo noi piloti delle prime missioni lunari a spingere per continuare ad utilizzarlo.”

La fase finale di ogni allunaggio delle missioni Apollo venne pilotata manualmente dal CDR. Armstrong disse che la sua missione non sarebbe stata completata con successo se non fosse stato per l’allenamento intensivo fatto con gli LLRV e gli LLTV.

L’LLRV non è stato il primo veicolo a decollo vertical sperimentato. Il Rolls-Royce Thrust Measuring Rig (TMR) venne progettato e costruito negli anni ’50 dalla Rolls-Royce e fu il vero pionere nel campo. Il TMR usava due motori turbogetto Nene montati su una struttura tubolare in acciaio con 4 zampe. Come l’LLRV/LLTV non aveva superfici portanti e venne soprannominato “the Flying Bedstead”. Il secondo TMR è stato distrutto nel 1957 ma il primo è visibile al Museo della Scienza di Londra.

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