Quel Giorno sulla Luna – Libro

La Copertina

Il libro che recensisco oggi è un pò diverso dai soliti. Niente di tecnico ma una raccolta di articoli e reportage ‘vecchio stile’ direttamente dai luoghi del progetto Apollo e direttamente dalla voce di una cronista che c’era e che ha conosciuto i protagonisti: Oriana Fallaci.
Forse non tutti lo sanno ma la Fallaci negli anni 60 ha passato molto tempo a seguire la Corsa allo Spazio, come cronista per l’Europeo e altre testate italiane dall’America.
Ha conosciuto direttamente gli astronauti (con qualcuno ha stretto amicizia).

Ne sono usciti, oltre agli articoli, due libri: Se il Sole Muore (1965) e Quel Giorno sulla Luna (1970). Mi hanno regalato il secondo, che si concentra principalmente su Apollo 11 e i suoi principali protagonisti.

Tutto il libro vive su una dicotomia: il contrasto che esiste nel libro tra pagine come quelle della trascrizione della telefonata durante il decollo di Apollo 11 (che raggiunge punte epiche) e quelle devastanti delle interviste con Aldrin, Armstrong e Collins (disegnati come tre robot senza sentimenti). La Fallaci alterna pagine di pura estasi tecnologica e umanistica ad altre di pessimismo (o realismo?) su quello che l’uomo comunque continuerà a fare: un esempio su tutti, ricordare che mentre si va sulla Luna, in Vietnam si muore per una guerra insensata e miliardi di persone nel mondo non hanno di che sopravvivere.

Une delle prime cose che colpisce leggendo il libro: alla Fallaci, Armstrong e Aldrin stavano sulle balle !

Sentite cosa dice di Armstrong:

[…] chiunque te lo descriverà come “a cold, calculating guy”, “un tipo freddo, calcolatore”. Il suo modo di pensare e di vivere è rigido quando una operazione aritmetica. Tutto in lui è calcolato come dentro un computer e tra i 52 astronauti americani è colui che più di ogni altro possiede le virtù del robot. […]

E di Aldrin:

[…] uscendo dal campo scientifico, la sua cultura era superficiale, fatta immagino sugli articoli del Reader’s Digest ma si comportava come se sapesse tutto su tutto […] intuivi in lui la tendenza a considerarsi un tipo eccezionale, l’unico intelligente in una comunità di mediocri. […] irrigidito su una cecità da robot non ha più nulla da invidiare a Neil Armstrong, pensa solo ad allenarsi per non fallire e puoi star certo che non fallirà. È una macchina nella mente e nel corpo. […]

Un punto su cui la Fallaci spende molte pagine è la paura per la contaminazione: il terrore che dalla Luna si riporti sulla Terra un virus che stermini la razza umana. Vengono descritte tutte le procedure poste in atto per evitarlo (sulla cui efficacia la Fallaci ha più di un dubbio), la quarantena degli astronauti, il laboratorio isolato, le cavie a cui viene inoculata acqua che e’ stata a contatto con le rocce lunari.

Dal punto di vista delle descrizioni tecniche, queste sono solitamente molto semplificate (in fondo dovevano finire su quotidiani e riviste non specializzate) ma mai incorrette. Chi cerca il rigore scientifico deve rivolgersi altrove (qui oppure qui per esempio)

Nel complesso un bel libro, una testimonianza diretta da quella che può essere tranquillamente considerata una delle migliori giornaliste del secolo scorso, una che questo titolo se lo è meritato sul campo.

Il libro puo’ essere acquistato nella sua nuova edizione su IBS.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...