Le Missioni: Apollo 12

L’Equipaggio

Apollo 12 è stata la sesta missione con equipaggio del progetto Apollo e la seconda ad essere allunata. Tra gli obiettivi principali della missione, riuscire ad effettuare un allunaggio preciso (alle coordinate programmate). Personalmente, è una delle missioni che preferisco per via della simpatia dei tre astronauti e della ‘leggerezza’ con cui hanno affrontato la missione (e non mi riferisco di certo all’aver preso sotto gamba la missione ma al fatto di averla vissuta come una bella avventura).

Data: 14 Novembre 1969 16:22:00 UTC

Launch Pad: 39A KSC

Equipaggio: Charles ‘Pete’ Conrad, Jr (Comandante, CDR), Alan L. Bean (Lunar Module Pilot, LMP), Richard F. Gordon, Jr. (Commadn Module Pilot, CMP)

Highlights: Primo allunaggio preciso, Prima missione con 2 EVA, Prima eclisse solare vista dallo spazio, Primo ALSEP installato sulla Luna, Recupero di alcune parti della sonda Surveyor 3.

Mission Patch

Apollo 12 venne lanciato all’ora prevista, durante un forte acquazzone. 36.5 secondi dopo il decollo, il CSM venne colpito da un fulmine. I circuiti di protezione delle celle a combustibile, considerandolo un sovraccarico, fecero disconnettere tutte e tre le celle del CSM. Un secondo fulmine mise fuori uso l’indicatore di direzione del CSM (il FDAI, Flight Director Attitude Indicator). La telemetria a terra era corrotta e priva di senso. Ciononostante il Saturn V continuava il volo senza problemi (i fulmini non avevano avuto effetto sulla sua Instrument Unit, che in quel momento si occupava della navigazione).

Il fulmine scarica accanto alla launch tower

Il controllore EECOM John Aaron ricordò di aver visto un comportamento della telemetria simile in un test quando l’alimentatore dell’SCE (Signal Conditioning Equipment, un dispositivo di conversione dei segnali elettrici dei sensori in un formato utilizzabile dagli strumenti del CSM e dalla telemetria) si era guastato.

Aaron richiese di “Try SCE to AUX”, “Prova SCE in AUX”, ovvero utilizzare l’alimentatore ausiliario (AUXiliary) dell’SCE. Questo comando era sconosciuto al Controllore del Volo, al CAPCOM e anche a Conrad. Ma Bean si ricordò dell’interruttore da una esercitazione di un anno prima. La telemetria prima e tutti i sistemi elettrici poi (le celle a combustibile in primis) furono ripristinati.

Raggiunta l’orbita, vennero effettuati controlli accurati. I fulmini non avevano provocato danni permanenti al CSM.
La TLI si svolse regolarmente. Dopo l’estrazione del LM, il terzo stadio S-IVB venne riacceso per porlo in orbita solare: per un piccolo errore nel sistema di guida (nella matrice che conservava la posizione) l’orbita solare non venne raggiunta e lo stadio rimase in un’orbita terrestre semi-stabile. È stato poi brevemente riavvistato 31 anni dopo da un astrofilo.

Il LM allunò nella regione dell’Oceano delle Tempeste, una regione già visitata da diverse sonde automatiche (Luna 3, Surveyor 3 e Ranger 7). Conrad e Bean non diedero un nome formale (come Tranquillity Base :)) al sito visitato ma bensì al luogo pianificato per l’allunaggio: lo chiamarono Pete’s Parking Lot (“Il parcheggio di Pete [Conrad]”).
Utilizzando una nuova metodologia e un nuovo radar Doppler, l’allunaggio fu una dimostrazione perfetta di precisione. Conrad prese il controllo solo negli ultimi metri di discesa: il 19 Novembre il LM fermava i motori a meno di 200 metri dal Surveyor 3, in un luogo a 180 metri dal Pete’s Parking Lot (che era apparso troppo accidentato durante l’ultima fase della discesa). A causa della piccola distanza, il Surveyor 3 venne ricoperto da un sottile velo di polvere sollevato dal LM durante l’allunaggio.

Quando Conrad scese dalla scaletta del LM per iniziare la prima EVA, le sue prime parole furono “Whoopie! Man, that may have been a small one for Neil, but that’s a long one for me.” Una frase ironica e non casuale, c’era in ballo una scommessa con Oriana Fallaci.
Apollo 12 portava con se una telecamera a colori che avrebbe dovuto garantire una migliore qualità delle riprese (rispetto ad Apollo 11). Peccato che Bean, nel posizionarla sulla superficie, puntò l’obiettivo verso il Sole danneggiando irreparabilmente il tubo catodico: fine delle riprese per la missione.

Conrad accanto al Surveyor 3

Nel corso delle 2 EVA, Conrad e Bean raccolsero le ‘solite’ rocce, recuperarono parti del Surveyor 3 (per esaminarli e comprendere come l’esposizione allo spazio avesse deteriorato i materiali) e installarono il primo ALSEP (Apollo Lunar Surface Experiments Package), un mini laboratorio lunare alimentato ad energia nucleare, destinato ad una lunga permanenza sulla Luna. Nel frattempo Gordon, a bordo del CSM, fece una lunga serie di esperimenti, incluse foto multispettro della superficie.

Dopo essersi riuniti a Gordon in orbita lunare, i tre astronauti orbitarono la Luna per un ulteriore giorno per un totale di 89 ore (Conrad e Bean rimasero per 31 ore e mezzo sulla superficie lunare). Durante il volo di ritorno, l’equipaggio fu testimone di una eclissi di Sole. Dopo un volo regolare, il CM ammarò il 24 Novembre a circa 800 Km ad est delle Samoa Americane (Oceano Pacifico). Durante la discesa una macchina fotografica non correttamente fissata cadde sulla fronte di Bean, causandogli un breve momento di incoscienza, un bernoccolo e 6 punti di sutura.

L’equipaggio di Apollo 12 si è distinto per la goliardia che ha accompagnato la missione. Tra i piccoli eventi da ricordare:

  • Alan Bean ha portato sulla Luna un pezzo di tessuto tartan del Clan McBean
  • Sempre Bean ha portato di nascosto un autoscatto per la fotocamera: lui e Conrad volevano farsi delle foto insieme davanti al Surveyor 3 che avrebbero sicuramente sorpreso il personale a terra. Purtroppo Bean non riuscì nel corso della EVA a ritrovare il meccanismo dalla sacca dove lo aveva riposto
  • l’equipaggio di backup riuscì ad inserire nella lista delle attività da svolgere nella EVA, che gli astronauti portavano attaccato al polso della tuta spaziale, le fotocopie delle foto di un paio di playmate e due pagine di termini geologici senza alcun senso per confondere Conrad e Bean
  • Bean ha anche lasciato due oggetti sulla superficie lunare: le ali da aviatore di C.C. Williams e il suo Astronaut Pin in argento

Una Risposta to “Le Missioni: Apollo 12”

  1. lorenzo gallus Says:

    Ho imparato alcune cose molto interessanti sulla missione Apollo 12… si impara sempre qualcosa sul Progetto Apollo 😉

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