Gli Uomini: Wally Schirra

Wally Schirra

Nome Completo: Walter Marty Schirra, Jr.

Nato il: 12 Marzo 1923 a Hackensack, New Jersey

Ruolo nel Progetto: Astronauta (NASA Astronaut Group 1 “The Mercury Seven”)

Missioni: Mercury-Atlas 8, Gemini 6A, Apollo 7

Wally Schirra è stato l’unico astronauta a volare in tutti e 3 i primi programmi spaziali americani (Mercury, Gemini e Apollo).
Schirra nasce il 12 Marzo 1923 in una famiglia di aviatori. Il padre divenne pilota in Canada durante la Prima Guerra Mondiale; in seguito lavorò come barnstormer (un pilota di spettacoli itineranti). La madre seguì il padre in questa carriera (si esibiva come acrobata effettuando passeggiate sulle ali). All’età di 15 anni Schirra pilotava già l’aereo del padre.
Si diploma alla Dwight Morrow High School di Englewood, New Jersey e inizia a frequentare il New Jersey Institute of Technology nel 1941. Ha poi completato gli studi durante il servizio in Marina conseguendo la laurea in Ingegneria Aeronautica nel 1944. Frequenta l’Accademia Navale, diplomandosi nel 1945. Ha servito negli ultimi mesi della Seconda Guerra Mondiale come ufficiale sulla USS Alaska. Alla fine della guerra ha seguito il corso di pilota a Pensacola. Ha servito in Sud Corea nella US Air Force (all’interno di un programma di scambio di piloti tra le due Armi), volando per 90 missioni tra il 1951 e il 1952 come capo squadriglia. Ha ricevuto la Distinguished Flying Cross e la Air Medal with an oak leaf cluster. Dopo la guerra di Corea divenne pilota collaudatore.
Il 2 Aprile 1962, Schirra venne selezionato nel gruppo dei primi 7 astronauti americani. Nel Progetto Mercury si occupò dei sistemi di supporto vitali.

Mercury
Il 3 Ottobre 1962, Schirra è il quinto americano a volare nello spazio a bordo della capsula Sigma 7 (volo Mercury-Atlas 8), un volo della durata di 6 orbite (9 ore, 13 minuti e 11 secondi). Prima del volo Gordo Cooper e Jim Ratham (un pilota delle Formula Indy) riuscirono ad inserire in uno scomparto del pannello strumenti della capsula una bottiglia mignon di Cutty Sark (whisky) e un pacchetto di sigarette Tarryton. Agganciarono inoltre al controllo di direzione della capsula la linguetta “REMOVE BEFORE FLIGHT”. Schirra conservò le sigarette e la linguetta e bevve il whisky appena giunto sulla nave che lo aveva recuperato dopo l’ammaraggio. I medici si meravigliarono di trovare tracce di alcool effettuando gli esami del sangue post-volo.

Gemini 6A vista da Gemini 7

Gemini
Il 15 Dicembre 1965, Schirra effettuò il suo secondo volo spaziale a bordo di Gemini 6A insieme a Tom Stafford. Durante un primo tentativo di lancio, il razzo Titan si spense improvvisamente pochi istanti dopo l’accensione. Sebbene la regola in questi casi fosse di eiettarsi (la capsula Gemini era munita di sedili eiettabili stile aereo), Schirra giudicò che non fosse necessario; la scelta si rivelò corretta. Il lancio venne ripetuto il giorno successivo con successo e condusse al primo rendezvous orbitale tra due capsule con equipaggio (l’altra capsula era Gemini 7 con Frank Borman e Jim Lovell a bordo).
Mentre si preparavano per rientrare nell’atmosfera terrestre, il Mission Control ricevette un messaggio alquanto strano da Stafford:

“Vediamo un oggetto, sembra un satellite che si muove da nord verso sud, probabilmente in orbita polare … Sembra possa rientrare [in atmosfera] presto … Lasciatemi controllare … Vedo un modulo di comando e altri otto piccoli moduli di fronte ad esso. Il pilota del modulo di comando indossa una tuta rossa.”

Stafford raccontò poi che

“Potevo sentire la tensione nelle voci del Mission Control mentre raccontavo di questo oggetto”.

Pochi istanti dopo, i controllori di volo udirono le note di “Jingle Bells”, suonate con una armonica (una piccola Hohner a 4 fori) e accompagnata da alcuni piccoli sonagli (5, legati insieme da una corda blu).
Sempre secondo Stafford, lo scherzo era stato escogitato da Schirra poche settimane prima della partenza

“Lui sapeva sounare l’armonica e abbiamo fatto 2 o 3 prove nelle settimane precedenti, e naturalmente non lo abbiamo detto a nessuno a terra …”.

Si tratta dei primi strumenti che siano mai stati suonati nello spazio e Schirra li ha poi donati allo Smithsonian National Air and Space Museum nel 1967.
Trovate qui un racconto dettagliato (in inglese).

Apollo
L’11 ottobre 1968 Schirra divenne ufficialmente la prima persona ad aver effettuato 3 voli nello spazio. Il terzo (ed ultimo) fu come comandante di Apollo 7, la prima missione con equipaggio del Programma Apollo. Schirra aveva già preso la decisione di ritirarsi e lasciare il corpo degli astronauti prima del volo. Più tardi svolse il ruolo di consulente per i giornalisti e venne più volte intervistato da Walter Cronkite della CBS News. Insieme a Cronkite e a Arthur C. Clarke commentò l’allunaggio di Apollo 11.

In totale Schirra ha volato per 4.577 ore di cui 295 nello spazio.

Nel 2005 Schirra è stato co-autore, insieme a Ed Buckbee, del libro The Real Cowboys: il libro racconta dei primi astronauti, i ‘Mercury Seven’, a partire dal processo di selezione, proseguendo con la loro carriera fino al ritiro. Schirra ha anche offerto un notevole contribuito alla realizzazione del libro In the Shadow of the Moon, dove ha lasciato scritti i pensieri finali sulla sua vita e la sua carriera.

È morto il 3 Maggio 2007 allo Scripps Green Hospital di La Jolla, California per un attacco di cuore dovuto ad un tumore. Nel 2008 la NASA gli ha assegnato il riconoscimento postumo della NASA Distinguished Service Medal per la missione Apollo 7.

Esiste un sito ufficiale dedicato a Schirra.

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