Le Missioni: Apollo 7 – Aggiornamento

Il post di oggi è un aggiornamento di un precedente post sulla missione Apollo 7, pubblicato a Novembre dell’anno scorso poichè in occasione del quarantennale di Apollo 7, questo blog ancora non esisteva. Non resta quindi che festeggiare il quantunesimo anniversario di una missione storica la cui importanza viene spesso dimenticata: il nuovo CSM completamente riprogettato riprendeva un discorso interrotto più di un anno e mezzo prima dal rogo di Apollo 1.

Apollo 7 fu la prima missione con equipaggio del Progetto Apollo. La sua durata fu di 11 giorni, si svolse in orbita terrestre e il suo scopo principale quello di testare il funzionamento del CSM di nuova concezione, il cosiddetto Block II, frutto di una profonda re-ingegnerizzazione del Block I in uso durante il tragico test di Apollo 1. Comandante era Wally Schirra, un veterano dei programmi Mercury e Gemini, al suo terzo volo; Donn Eisele (CMP) e Walt Cunningham (LMP) erano invece dei rookie (dei novellini al primo volo).

Il piano di volo prevedeva una fitta serie di test dei sistemi di propulsione (in particolare l’SPS, il motore unico del CSM), i sistemi di controllo e di navigazione, i sistemi di controllo dell’ambiente nella capsula, il sistema elettrico e le celle a combustibile.

Poco dopo l’inserimento in orbita, il CSM si separò dall’S-IVB e Schirra completò una manovra di docking simulata con lo stadio del Saturn V, arrivando fino a 1,2 metri di distanza. Sebbene la separazione fosse stata normale, l’equipaggio segnalò che uno dei 4 pannelli dell’SLA (che in questa versione erano fissati all’S-IVB) non si era completamente aperto. Due brevi accensioni dell’RCS prepararono lo scenario per una prova di rendezvous, eseguito con successo il giorno dopo utilizzando l’SPS.

La trasmissione televisiva

La trasmissione televisiva

Il 14 Ottobre, terzo giorno della missione, venne effettuata la prima trasmissione televisiva in diretta da una capsula americana nello spazio. L’equipaggio utilizzò alcuni fogli di carta scritti a mano nel corso della trasmissione come ‘titoli’: ‘From the lovely Apollo Room high atop everything’; ‘Keep those cards and letters coming in, folks’ e, dedicato a Deke Slayton, ‘Are you a turtle?’ (uno scherzo per Slayton legato ad un episodio del volo di Schirra con la Mercury).

Per la prima volta l’equipaggio utilizzò, per bere e preparare i pasti, l’acqua prodotta dalle celle a combustibile.

La Florida da Apollo 7

La Florida da Apollo 7

Sebbene rispetto alla piccolissime capsule Mercury e Gemini, il modulo di comando dell’Apollo fosse molto più ampio, nel corso della missione si ebbero alcuni momenti di tensione tra l’equipaggio e gli uomini del Mission Control: alcune decisioni vennero contestate da Schirra (a partire dalla decisione di decollare con condizioni meteo che mettevano a rischio un evenutale manovra di abort), ci furono lamentele sulla qualità del cibo e, a peggiorare il tutto, tutti e tre gli astronauti si presero un brutto raffreddore peggiorato dalla condizione di assenza di gravità.

Il risultato di questa tensione fu che nessuno dei tre membri dell’equipaggio partecipò più ad alcuna missione del progetto Apollo o dei programmi successivi (Skylab e Shuttle).

Tardivamente, nell’Ottobre 2008, la NASA ha consegnato a Cunningham (unico membro superstite) la Distinguished Service Medal, ‘in riconoscimento al loro cruciale contributo al Programma Apollo’.

A parte i problemi ‘disciplinari’, il volo fu un completo successo e tutto funzionò alla perfezione.

Il pieno successo di questa missione diede alla NASA la confidenza che rese possible pochi mesi dopo il volo alla Luna di Apollo 8.

HR3 minuti e mezzo circa dopo il decollo del suo volo Mercury a Schirra venne chiesto da Deke Slayton (CAPCOM) “Are you a turtle today?” “Ti senti una tartaruga oggi?”. Schirra, nonplussed, annunciò che avrebbe lasciato la sua risposta sul registratore vocale di bordo (anzichè rispondere direttamente per radio); il fatto venne trascritto come “[correct answer recorded]” “[risposta corretta registrata]”. La domanda sulla tartaruga era uno scherzo ricorrente nel gruppo degli astronauti; quando interrogato come avvenne a Schirra, la risposta corretta che un astronauta doveva dare era “you bet your ass I am” “ci puoi scommettere le chiappe”. Rispondere scorrettamente avrebbe causato per punizione il pagamento di un giro di drinks a tutti i presenti. In seguito Schirra notò che “non era pronto a far sentire la risposta a tutto il mondo” e decise quindi di usare il registratore.

Una Risposta to “Le Missioni: Apollo 7 – Aggiornamento”

  1. Il 22 ottobre 2010 ero a Chiasso per la conferenza di Charlie Duke e gli organizzatori mi hanno riferito che Walter Schirra, comandante di Apollo 7 aveva origini ticinesi. Suo nonno paterno era emigrato nei primi del ‘900 da un paesino chiamato Loco. Walter o come amava farsi chiamare “Wally” venne in visita negli anni ’70 per essere festeggiato dalla “sua” gente. Ancora oggi visitando il paese, vi capiterà di vedere le foto di Schirra appese nei ristoranti o nei bar. Il sindaco attraverso l’organizzatore del meeting, mi ha invitato ad organizzare una commemorazione magari invitando Walter Cunnigham, spero di riuscirci, Wally se la merita tutta!

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