Beep, Apollo this is Houston, Beep

Chiunque abbia avuto l’opportunità di ascoltare alcune registrazioni delle comunicazioni tra il CAPCOM e gli astronauti non avrà potuto non notare un paio di toni che intervallano la conversazione. Il loro scopo era semplicemente quello di ‘simulare’ il pulsante di chiamata di un walkie-talkie.

Sono conosciuti come Quindar Tones.

Honeysuckle Station

Honeysuckle Station

Il canale di comunicazione principale con lo stack Apollo quando si trovava nello spazio profondo (lontano dalla Terra) si basava sulla Unified S-band (o USB), un segnale radio nella banda al di sopra dei 2GHz adatto alla trasmissione a lunga distanza e che richiedeva l’invio costante della portante (che veniva sfruttata anche per tracciare la posizione nello spazio). Il segnale veniva inviato alternativamente da tre stazioni di trasmissione distribuiti sulla superficie terrestre in modo da garantire una copertura costante durante la missione: Honeysuckle (Australia), Goldstone (USA) e Madrid.
Con questa tipologia di trasmissione (a portante sempre trasmessa) la voce del CAPCOM, l’unico autorizzato a comunicare con gli astronauti, sarebbe stata trasmessa costantemente: una situazione non auspicabile per diversi motivi (il CAPCOM comunicava anche con le altre persone nella MOCR, ci poteva essere rumore di fondo e gli astronauti avevano diritto alle loro ore di riposo …). Occorreva un sistema per simulare il funzionamento di un normale walkie-talkie, ovvero il sistema PPT – Push To Talk. Aggiungere un ulteriore linea di trasmissione per questo controllo tra il MOCR e le stazioni di trasmissione sarebbe stato troppo costoso e soggetto a disturbi.

Charlie Duke alla console CAPCOM

Charlie Duke alla console CAPCOM

Si decise di sfruttare la linea dedicata già esistente che trasportava la voce del CAPCOM e vennero definiti due segnali, la cui frequenza si trovasse nell’intervallo di quelle  trasmissibili via linea telefonica e quindi percepibili anche dall’orecchio umano (300Hz – 3000Hz): quando il CAPCOM voleva iniziare una conversazione premeva un pulsante sulla sua console e un breve (250ms) segnale alla frequenza di 2,525 kHZ (“Intro Tone”) veniva spedito alla stazione di trasmissione dove un apposito dispositivo lo rilevava e permettava alla voce di essere aggiunta al flusso di dati diretti in USB all’Apollo. Quando il CAPCOM rilasciava il pulsante, un secondo impulso alla frequenza leggermente inferiore  di 2,475KHz (“Outro Tone”) comandava l’interruzione della trasmissione voce.
Gli astronauti da parte loro avevano a disposizione due diversi metodi per gestire la trasmissione voce: il PPT (nessuno strano sistema in questo caso, solo un semplice pulsante) oppure il VOX, ovvero un sistema ad attivazione vocale (con la possibilità di regolare la soglia di attivazione) utilissimo nei momenti in cui le mani erano occupate. Era quindi il solo CAPCOM l’origine dei due segnali (una sorta di marcatori di inizio e fine comunicazione).
Un particolare interessante è che gli astronauti non hanno mai udito i toni Quindar durante le loro missioni: il sistema di rilevamento alla stazioni di trasmissione lo filtrava e non lo inviava alla capsula poichè era un semplice segnale di comando.
Il nome dei toni deriva direttamente dal nome del produttore del generatore dei toni e del sistema di rilevazione, la Quindar Electronics, Inc..

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