Le Missioni: Apollo 10

L'equipaggio di Apollo 10

L'equipaggio di Apollo 10

40 anni fa era il turno di Apollo 10 di lasciare l’atmosfera terrestre e per la seconda volta l’obiettivo era l’orbita lunare. Questa volta avendo a disposizione l’intero stack Apollo (compreso il modulo lunare) per una verifica finale prima di tentare l’allunaggio.

Data: 18 Maggio 1969 11:49:00 EST

Launch Pad: 39B KSC

Equipaggio: Thomas P. Stafford (Comandante, CMR), Eugene A. Cernan (Lunar Module Pilot, LMP), John W. Young (Command Module Pilot, CMP)

Highlights: Primo docking di CSM e LM durante il viaggio verso la Luna, primo undocking del LM in orbita lunare, primo rendezvous tra il CSM e l’ascend module del LM in orbita lunare, primo docking di CSM e LM in orbita lunare, prima trasmissione televisiva a colori dallo spazio, la più alta velocità mai raggiunta da un veicolo con equipaggio (39.897 Km/h, durante il viaggio di ritorno dalla Luna).

Mission Patch

Apollo 10 fu la quarta missione con equipaggio del Progetto Apollo, la seconda a volare fino alla Luna. Stavolta con lo stack completo, CSM e LM. Compito della missione era quello di effettuare un dress reharsal (una ‘prova generale’) di tutte le procedure da seguire per una missione con allunaggio; tutte tranne l’effettivo allunaggio. Per evitare ‘tentazioni’, il LM fu configurato in modo che un allunaggio non sarebbe stato possibile (non ci sarebbe stato sufficiente carburante per ritornare al CSM).
Per la prima volta, l’equpaggio era composto da 3 veterani: Stafford già aveva volato due volte (Gemini 6 e 9), così come Young (Gemini 3 e 10) mentre Cernan una volta sola (Gemini 9, con Stafford).

I Peanuts al Mission Control

I Peanuts al Mission Control

Come nomi rispettivamente per il LM e per il CSM furono scelti Snoopy e Charlie Brown. E sebbene questi personaggi dei Peanuts non fossero inclusi nella mission patch ufficiale, divennero le mascotte semi ufficiali della missione. L’ideatore dei Peanuts, Charles Schultz creò anche dei disegni e delle striscie apposta per l’occasione (con Snoopy nei panni dell’astronauta).

La missione si svolse come previsto dal piano di volo durante il decollo, il volo translunare e l’ingresso in orbita lunare.

Dopo averlo sganciato dal CSM, Stafford e Cernan portarono il LM fino a circa 15-16 Km dalla superficie durante una serie di manovre in tutto e per tutto uguali a quelle che un ipotetica missione con allunaggio avrebbe dovuto compiere. Questo permise di verificare il supporto alla missione da parte del Mission Control e il corretto funzionamento della rete di comunicazione. Venne verificato il corretto funzionamento dei radar (quello per l’allunaggio e quello per il rendezvous), venne effettuato un passaggio a bassa quota sopra al futuro sito di allunaggio di Apollo 11 (una ricognizione a tutti gli effetti), furono prese foto stereografiche della superficie, osservazioni sulle condizioni di luce sulla superficie lunare e venne provato il motore del modulo di discesa del LM per delle manovre orbitali.

Il CSM visto dal LM

Il CSM visto dal LM

L’unico inconveniente si verificò durante la manovra di rendezvous e fu dovuto (si scoprì in seguito) ad un errore umano (un interruttore in posizione sbagliata): improvvisamente il modulo di ascesa iniziò ad oscillare in maniera incontrollata rispetto agli assi orizzontale e verticale. Cernan esplose in un ‘Son of a bitch !’ (‘Figlio di …’). Stafford passò al controllo manuale e riuscì a riportare il modulo di ascesa alla corretta attitudine appena prima che l’oscillazione causasse un gimbal lock (una condizione di malfunzionamento del sistena di navigazione abbastanza critico). L’imprecazione di Cernan valse, al ritorno sulla Terra, uno striscione ironico: ‘THE FLIGHT OF APOLLO 10 – FOR ADULT AUDIENCES ONLY’ (‘IL VOLO DI APOLLO 10 – SOLO PER ADULTI’).

Il LM si avvicina al CSM

Il LM si avvicina al CSM

Superata la crisi, il CSM e il modulo di ascesa del LM effettuarono una perfetta manovra di rendezvous seguita da un perfetto docking. Le due capsule erano rimaste separate per circa otto ore.

Tramite la riaccensione del suo motore, il modulo di ascesa del LM venne successivamente posto in orbita attorno al sole (si tratta dell’unicoascend module che non è andato distrutto).

Dopo 31 orbite lunari e un viaggio di ritorno senza particolari eventi, Apollo 10 ammarò a circa 690 Km da Samoa e a circa 6 Km dalla nave preposta al loro recupero.

Il viaggio era completo e non era stato riscontrato nessun problema che potesse impedire alla missione successiva di completare quegli ultimi 15 Km che separavano la NASA dal compimento della misisone assegnatagli da un giovane Presidente.

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