Come ci arriviamo sulla Luna? – Parte 2

La settimana scorsa ho descritto i metodi da utilizzare per una missione lunare che la NASA studiò più approfonditamente. Alla fine venne scelto il metodo che all’inizio era considerato poco più di un outside: il Lunar Orbit Rendezvous o LOR.

Houbolt mentre spiega il LOR

Houbolt mentre spiega il LOR

Se questo metodo e’ stato scelto molto del merito va a John C. Houbolt.

Houbolt faceva parte della Dynamic Load Division del Langley Research Center in Virginia e a partire dall’inizio del 1959 venne assegnato ad un gruppo di lavoro col compito di studiare il problema dell’esplorazione lunare. Houbolt iniziò subito a mostrare interesse nelle tecniche richieste per effettuare rendezvous ed entrò a far parte di un sotto gruppo incaricato di lavorare su questo argomento e ad una della prime riunioni insistette affinchè il gruppo “fosse autorizzato a studiare il rendezvous nei termini piu’ ampi, perchè questa tecnica potrebbe giocare un ruolo importante in praticamente qualsiasi missione spaziale avanzata la NASA potrebbedecidere di affrontare.”

Risulta evidente dei documenti ufficiali che gia’ all’inizio del 1960 Houbolt aveva elaborato i requisiti generali di un “dispositivo di allunaggio morbido” da utilizzare in una missione lunare effettuata con il LOR. I suoi calcoli all’epoca erano “back-of-the-envelope” ovvero molto approssimativi ma comunque sufficienti a convincere Houbolt che il LOR era l’unica modalita’ che avrebbe permesso alla NASA di avere successo nella missione assegnatagli dal Presidente Kennedy.

La prima occasione di Houbolt di ‘convertire’ il top management della NASA al LOR fu a settembre del 1960, quando Robert C. Seamans Jr., Amministratore Associato della NASA, visito’ Langley. Qui incontrò Houbolt, il quale colse l’opportunità di discutere in privato dei vantaggi del LOR. Seamans si mostrò interessato e invitò Houbolt a tenere una presentazione per il suo staff a Washington.

Houbolt presentò il LOR in altre occasioni, a Novembre 1960 allo U.S. Air Force Scientific Advisory Board (Pentagono) e il 10 Dicembre per i membri dello Space Task Group (STG): Paul Purser, Robert Piland, Owen Maynard, Caldwell Johnson, James Chamberlin e Max Faget. In entrambe le occasioni parlò in generale dello opzioni offerte dallo sviluppo delle tecniche di rendezvous.

Max Faget

Max Faget

Il 14 Dicembre, Houbolt si prensentò al quartier generale della NASA, insieme ad altri colleghi di Langley, per l’incontro richiesto da Seamans; erano presenti tra gli altri anche Wernher Von Braun e di nuovo i vertici del’STG. Dopo 15 minuti di analisi Houbolt concluse quantificando il fattore di riduzione del peso da lanciare in caso di missione con LOR da 2 a 2.5 volte. La reazione fu sorprendente: Max Faget si alzò di scatto e accusò Houbolt, “Questo tizio mente, non sa di cosa sta parlando”. Un’accusa forte persino in un meeting tecnico a Langley, ma qui di fronte al management della NASA, ai colleghi e ai supervisori di Houbolt, era qualcosa di brutale. Houbolt cercò mantenere la calma, invitando Faget a “gettare un occhio ai dati prima di formulare certe accuse.”  Un duro colpo, ma Houbolt proseguì per la sua strada.

Il 5 gennaio 1961 Houbolt tenne un’altra delle sue molteplici presentazioni sul LOR nel corso dello Space Exploration Program Council al quartier generale della NASA a Washington: il primo incontro dei vertici della NASA per discutere di missioni lunari. Da questo incontro uscirono i due principali metodi candidati: Direct Ascent ed EOR.

Sei giorni prima dello storico annuncio di Kennedy (25 maggio 1961), Houbolt si prese la libertà di saltare diversi livelli dell’organizzazione per spedire “a hurried non-edited and limited note” (“una breve nota scritta in fretta”) di tre pagine a Seaman al quartier generale della NASA per promuovere il LOR.

Non è chiaro quale sia stato il ruolo di questa lettera nell’organizazzione del Lundin Committee, voluto da Seamans e che ad insaputa di Houbolt stava iniziando l’attività: il suo ruolo era di studiare, senza pregiudizi, le modalità alternative (a quelle già esplorate) per raggiungere la Luna, principalmente quelle che comprendevano “missioni che utilizzano rendezvous” e “veicoli alternativi a Nova [il super razzo per il Direct Ascent]“. Fin dal primo incontro questa idea sembrava già compromessa. Abe Silverstein, direttore dell’Office of Space Flight Programs (quartier generale NASA), si presentò alla riunione per per parlare ai membri del comitato:

Well, look fellas, I want you to understand something. I’ve been right most of my life about things, and if you guys are going to talk about rendezvous, any kind of rendezvous, as a way of going to the Moon, forget it. I’ve heard all those schemes and I don’t want to hear any more of them, because we’re not going to the Moon using any of those schemes.

Ragazzi, vorrei che capiste una cosa. Nella mia vita non mi sono mai sbagliato su certe cose e se voi ragazzi intendete parlare di rendezvous, qualsiasi tipo di rendezvous, per andare sulla Luna, scordatevelo. Ho ascoltato tutte le proposte e non ne voglio sentire piú parlare, perchè noi non andremo sulla Luna con uno di questi schemi.

Il comitato ignorò la dichiarazione di Silverstein e considerò invece un ampio raggio di differenti schemi di missione basati sul rendezvous. Nella ‘classifica finale’ stilata dal comitato il LOR finì terzo, ben distanziato dai primi due (due chemi basati sull’EOR) e sull stesso livello di un eccentrico schema di rendezvous sulla superficie lunare.

Nell’agosto 1961, Houbolt si incontrò con un altro comitato, il Golovin Committee. Questo comitato avrebbe dovuto interessarsi esclusivamente dei sistemi di lancio (come il Nova); ciononstante, tre membri del comitato proveniente dal quartier generale della NASA chiesero che venisse preso in cosiderazione anche il LOR nel loro lavoro sui sistemi di lancio in relazione alla pianificazione delle missioni lunari. Il comitato assegnò lo studio dell’EOR al Marshall Space Flight Center, il Lunar-surface rendezvous a  Jet Propulsion Laboratory, il LOR a Langley e il Direct Ascent al NASA Office of Launch Vehicle Programs.

Questo lavoro di confronto e valutazione di diverse modalità per le missioni lunari, incluso il LOR, costituì un punto di svolta critico nella storia che stiamo raccontando e che ha portato tramite un intricato percorso anche burocratico alla selezione della modalità delle missioni Apollo. Il comitato Golovin non concluse la sua attività pronunciandosi in favore del LOR; la raccomandazione finale fu per uno schema ibrido basato su entrambi gli schedi di rendezvous, EOR e LOR.

Continua …

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